Polemiche per presenza Ghali a cerimonia apertura Milano-Cortina, Lega attacca: “No a Pro-Pal odiatore di Israele”, M5S: “No a censura”
È polemica politica sulla presenza di Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, prevista il 6 febbraio a San Siro. La Lega va all’attacco parlando apertamente di una scelta inaccettabile, viste le posizioni del cantante contro il genocidio a Gaza
Polemiche per la presenza di Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina, in programma il 6 febbraio allo stadio San Siro. La Lega attacca duramente la scelta dell’artista, da sempre schierato contro il genocidio a Gaza, definendola “sconcertante”. Dal Carroccio arriva un no netto a quella che viene descritta addirittura come la partecipazione di un “Pro-Pal odiatore di Israele”. Il Movimento 5 Stelle replica parlando invece di “censura” e libertà di espressione.
Polemiche per presenza Ghali a cerimonia apertura Milano-Cortina, Lega attacca: “No a Pro-Pal odiatore di Israele”, M5S: “No a censura”
È polemica politica sulla presenza di Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, prevista il 6 febbraio a San Siro. La Lega va all’attacco parlando apertamente di una scelta inaccettabile, viste le posizioni del cantante contro il genocidio a Gaza. “È una notizia sconcertante”, affermano alcune fonti del Carroccio. “È davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L'Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal”, aggiungono.
Il riferimento è alle polemiche scoppiate durante il Festival di Sanremo 2024, quando il cantautore aveva pronunciato sul palco la frase “stop al genocidio” di Gaza, attirando critiche e reazioni politiche. Un episodio che, secondo la Lega, renderebbe inopportuna la sua partecipazione a un evento simbolo come l’apertura dei Giochi olimpici.
Sul caso è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, che ha cercato di chiarire il perimetro della cerimonia inaugurale. “Le caratteristiche della cerimonia di apertura sono” centrate “sul rispetto. Questo azzera i rischi di libera interpretazione. La scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance, sicuramente su quel palcoscenico, al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull'indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico”.
Abodi ha poi aggiunto, implicitamente negando il genocidio a Gaza: “Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato”, spiegando però che “ritengo che un Paese debba sapere reggere all'urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, che non sarà espresso su quel palco”.
Parole che hanno però scatenato la dura reazione del Movimento 5 Stelle. “Quando un ministro si permette il lusso di dire che un artista 'non esprimerà il suo pensiero sul palco' non sta parlando di rispetto o di etica: sta rivendicando una censura preventiva. Punto. Non è una questione di condividere o meno le idee di Ghali, è una questione molto più grave: un governo che pretende di stabilire in anticipo cosa si può dire e cosa no”, criticano gli esponenti M5S in commissione Cultura.
L’attacco dei pentastellati prosegue senza sconti: “Dietro il linguaggio di Andrea Abodi - aggiungono - c'è solo paura della libertà di espressione. Chi rappresenta Abodi quando si esprime in questo modo? L'arte non nasce per essere neutra, addomesticata o innocua, ma per esprimersi liberamente. Chi non è in grado di reggerla è semplicemente perché non regge la democrazia. Questo governo dimostra ogni giorno di non conoscere la libertà di espressione e di violarla con ogni mezzo. Prima se ne vanno a casa, meglio è per tutti”.