Addio a Michele Malenotti, morto a 42 anni in un incidente in Vespa, nel 2012 lanciò il brand d'abbigliamento Matchless dopo la vendita di Belstaff a Labelux

Con Matchless, i Malenotti trasformarono il marchio in un riferimento di lifestyle, facendo indossare i loro capi a figure di grande prestigio, da Papa Francesco a star di Hollywood come Schwarzenegger, e contribuendo a rendere il classico giubbotto da motociclista un’icona del made in Italy

Addio a Michele Malenotti, morto nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 marzo 2024 in un incidente stradale a Scorzè, in provincia di Venezia. L'imprenditore di Mogliano, Treviso, era a bordo della sua Vespa quando ha perso il controllo del mezzo in una rotatoria, cadendo lungo la strada. Aveva 42 anni, sei figli ed era stato a capo per molti tempo dell'azienda di abbigliamento Belstaff, prima della vendita di quest'ultima al Gruppo Labelux della famiglia Reinmann, avvenuta nel 2012. Nello stesso anno, la famiglia Malenotti comprò un altro storico marchio motociclistico britannico, Matchless, lanciando una nuova linea di abbigliamento e ridando impulso al brand. Nel corso della sua carriera, Michele aveva anche dato vita a M Symbol Group, sempre dedicato ai capi d'abbigliamento in pelle. 

Chi era Michele Malenotti, l'imprenditore alla guida di Belstaff e morto a 42 anni in un incidente in Vespa

Michele Malenotti, romano di origine e imprenditore insieme al padre e al fratello Manuele, si era trasferito in Veneto, dove aveva deciso di stabilirsi. Nel 2004, la famiglia acquisì il marchio britannico Belstaff, celebre per trench, giubbotti e capispalla. Sotto la loro guida il brand visse una nuova stagione di successo, fino alla vendita nel 2012 al gruppo svizzero Labelux, attivo nel settore moda e lusso, per 110 milioni di euro.

Il modello adottato per rilanciare Belstaff diventò la base per una seconda operazione: l’acquisizione di Matchless, storica griffe londinese legata al mondo dei motori e dell’abbigliamento motociclistico. Belstaff e Matchless condividono infatti un’origine comune nel settore delle due ruote. Con Matchless, i Malenotti trasformarono il marchio in un riferimento lifestyle, facendo indossare i loro capi a figure di grande prestigio — da Papa Francesco a numerose star di Hollywood — e contribuendo a rendere il classico giubbotto da motociclista un’icona del made in Italy. Belstaff, prima della cessione, aveva già vestito personaggi di film come Batman, Mission Impossible IV e Twilight, aprendo la strada alla nuova avventura con Matchless.

In questa fase Michele fondò M Symbol Group, diventandone presidente e assumendo il ruolo di CEO delle società collegate, tra cui le due controllate in Germania e nel Regno Unito, dove Matchless dispone di showroom a Londra e Monaco, oltre ai punti vendita di Milano e Treviso. Anche Matchless vanta una storia prestigiosa: nato nel 1912 a Londra, fu il primo marchio motociclistico a produrre abbigliamento dedicato ai motociclisti. Da questa eredità i Malenotti ripartirono, orientando il brand verso il mercato statunitense.

Le collaborazioni con Hollywood sono diventate numerosissime: dai set di Star Wars e Transformers fino a Superman, 007, Batman, i più recenti Mission Impossible con Tom Cruise e House of Gucci con Lady Gaga. Tra i testimonial anche Arnold Schwarzenegger.

L'incidente in Vespa

Nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 marzo, Michele Malenotti ha tragicamente perso la vita in un incidente avvenuto a Scorzè, in provincia di Venezia. L’imprenditore stava viaggiando sulla statale Noalese a bordo della sua Vespa quando, arrivato all’altezza della grande rotatoria dell’autoparco, invece di seguire la curva ha proseguito dritto, urtando il cordolo in cemento e venendo sbalzato per diversi metri sull’asfalto.

Erano circa le 3.40 quando un automobilista di passaggio ha dato l’allarme. All’arrivo dei sanitari del Suem 118, però, non c’è stato nulla da fare: Malenotti era deceduto sul colpo a causa del violento impatto della testa contro il cemento, nonostante indossasse regolarmente il casco.

Dopo la morte, il più grande dei figli di Malenotti, Ignazio, ha lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma “GoFundMe” che in poche ore ha superato i 60mila euro. Le oltre 130 donazioni arrivano da tutto il mondo. La più generosa ammonta a 8mila euro. "La mia famiglia ha sofferto una grande perdita sabato 23 Marzo. I successivi saranno mesi molto difficili per noi. Io e mia mamma dovremo provvedere economicamente per le anime di 5 bambini piccoli, ora senza il loro papà – ha scritto il ragazzo -. Chiedo umilmente, con rispetto di voi e del vostro tempo, un sostegno economico da parte di tutti gli interessati. Affinché questo possa aiutarci nei mesi a venire, e ci renda possibile una dignitosa commemorazione di nostro padre. Grazie".

Il messaggio di addio del fratello Manuele

Dopo la morte di Michele Malenotti, il fratello Manuele ha scritto un messaggio su Instagram: "In amorevole ricordo del mio amato fratello, Michele Malenotti.
Oggi salutiamo un uomo straordinario la cui presenza ha toccato la vita di molti, lasciando un segno indelebile nei nostri cuori.
Michele non era solo un fratello amorevole, ma anche un imprenditore straordinario e un padre eccezionale per i suoi sei splendidi figli. La sua incrollabile dedizione, la sua passione e il suo impegno per la famiglia e l'azienda sono stati davvero impressionanti. Ha incarnato la vera essenza di un grande uomo, lasciandoci un'eredità che sarà custodita per sempre.
Con uno spirito imprenditoriale senza limiti, Michele ha inseguito i suoi sogni senza paura, costruendo imperi e creando opportunità per gli altri. La sua mentalità innovativa e la sua instancabile ricerca dell'eccellenza lo hanno contraddistinto, rendendolo un vero pioniere nel suo campo. Era un visionario che credeva nel potere dei sogni e ci ha insegnato a non accontentarci mai di nulla che non fosse la grandezza.
Oltre al successo professionale, il ruolo di padre di Michele è stato il suo traguardo più prezioso. Ha cresciuto i suoi figli con amore sconfinato, instillando in loro i valori della gentilezza, della resilienza e della determinazione. Attraverso le sue azioni e la sua guida, ha dimostrato loro che tutto è possibile con il duro lavoro e una fede incrollabile in se stessi.
Oggi, mentre celebriamo la vita di quest'uomo straordinario, ricordiamo la gioia che ha portato nelle nostre vite. Onoriamo la sua memoria portando avanti i principi a lui cari: amore, compassione e ricerca dell'eccellenza. L'eredità di Michele vivrà per sempre attraverso i suoi figli, che continueranno a essere un fulgido esempio del suo spirito incrollabile.
In questo momento di dolore, troviamo conforto anche nell'incredibile impatto che Michele ha avuto sulle nostre vite. Restiamo uniti, nel dolore e nell'orgoglio, mentre ricordiamo la grandezza dell'uomo che abbiamo avuto la fortuna di chiamare nostro fratello, amico e mentore.
Che tu possa riposare in pace eterna, caro Michele. Il tuo spirito ci guiderà e ispirerà per sempre. Continueremo a onorare la tua memoria vivendo vite piene di amore, di uno scopo e di perseguire i nostri sogni".