Carabiniere Emanuele Marroccella condannato a 3 anni per “eccesso nell’uso di armi”, uccise ladro che ferì collega, Salvini: “Fece suo dovere”
Emanuele Marroccella, carabiniere, è stato condannato a 3 anni di carcere per eccesso colposo nell’uso delle armi per aver ucciso Jamal Badawi, 56 anni, ladro sorpreso durante un furto e in fuga dopo aver accoltellato con un cacciavite un altro militare dell’Arma
Emanuele Marroccella, carabiniere, è stato condannato a 3 anni di carcere per “eccesso nell’uso di armi” dopo aver ucciso un ladro che aveva appena ferito con un cacciavite un collega durante un intervento notturno a Roma. Una sentenza che ha suscitato polemiche e indignazione, arrivata nonostante la richiesta più lieve avanzata dalla procura. Sul caso è intervenuto anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che ha espresso piena solidarietà al militare: “Fece il suo dovere”.
Carabiniere Emanuele Marroccella condannato a 3 anni per “eccesso nell’uso di armi”, uccise ladro che ferì collega, Salvini: “Fece suo dovere”
Emanuele Marroccella, carabiniere, è stato condannato a 3 anni di carcere per eccesso colposo nell’uso delle armi per aver ucciso Jamal Badawi, 56 anni, ladro sorpreso durante un furto e in fuga dopo aver accoltellato con un cacciavite un altro militare dell’Arma. Una pena addirittura superiore ai due anni e sei mesi chiesti dal pubblico ministero.
Badawi era un criminale colto sul fatto, che aveva appena ferito un carabiniere nel tentativo di sottrarsi all’arresto. Eppure, secondo i giudici, il colpo esploso da Marroccella avrebbe superato i limiti della legittima reazione. Una ricostruzione che continua a dividere e che viene contestata duramente dalla difesa del militare.
Sul fronte opposto, la famiglia del ladro ucciso esprime “solo” parziale soddisfazione. "Sentenza dal sapore agrodolce perché Abbiamo più volte prospettato alla procura di riqualificare come omicidio volontario", dichiara l’avvocato Claudia Serafini. Parole che hanno suscitato indignazione, soprattutto considerando che Badawi aveva appena trasformato un furto in un’aggressione armata.
Netta, invece, la posizione dei legali del carabiniere. "Il collega del nostro assistito è un miracolo che sia vivo per le ferite inferte con il cacciavite. Faremo appello", affermano gli avvocati Paolo Galinelli e Lorenzo Rutolo, sottolineando come Marroccella abbia agito in un contesto di grave pericolo, per proteggere sé stesso e il collega ferito.
A difesa del militare interviene anche Matteo Salvini. Il vicepremier e leader della Lega ha affidato a X il suo messaggio di solidarietà: "La mia totale vicinanza a Marroccella condannato per aver fatto il suo dovere e aver difeso un collega. A temere la condanna devono essere i criminali, non le forze dell'ordine e le persone perbene".
I fatti risalgono alla notte del 20 settembre 2020. Sono circa le 4 del mattino quando, in via Paolo di Dono, nel quartiere Eur, scatta l’allarme per un tentativo di furto presso l’azienda Landing Solution. Tre pattuglie dei carabinieri arrivano sul posto e fanno irruzione nei locali. All’improvviso, un uomo spunta da dietro una porta e tenta di aggredire con un cacciavite il carabiniere Lorenzo Antonio Grasso.
Segue una violenta colluttazione, durante la quale Grasso viene ferito. Badawi riesce a scappare e tenta la fuga. A inseguirlo ci sono Grasso, nonostante le ferite, e Marroccella. I militari intimano più volte al ladro di fermarsi, ma l’uomo continua a correre, convinto di poter farla franca dopo aver aggredito un pubblico ufficiale.
Secondo la ricostruzione processuale, Marroccella esplode un colpo quando Badawi si trova a una distanza compresa tra i 7 e i 13 metri ed è di spalle. Il proiettile è mortale. Badawi muore sul colpo. Accanto al corpo viene ritrovato il cacciavite, arma con cui aveva ferito il carabiniere pochi istanti prima.