Famiglia Agnelli-Elkann, ipotesi “fuga” di John a New York o Parigi dopo incriminazione coatta per “truffa ai danni dello stato”

Accanto all’ipotesi newyorkese, viene indicata anche Parigi come possibile alternativa. La moglie di John Elkann, Lavinia Borromeo Arese Taverna, secondo quanto riportato, da tempo sarebbe favorevole a un trasferimento nella capitale francese, anche in considerazione della cittadinanza dei figli e della disponibilità di un appartamento in Rue Fabert, nel VII arrondissement

L’ipotesi di un trasferimento all’estero di John Elkann, tra New York e Parigi, emerge nel dibattito pubblico dopo l’incriminazione coatta pertruffa ai danni dello Stato” nell’ambito delle vicende giudiziarie che coinvolgono la famiglia Agnelli-Elkann. Le indiscrezioni riguardano possibili scelte personali e familiari successive agli sviluppi dell’inchiesta.

Famiglia Agnelli-Elkann, ipotesi “fuga” di John a New York o Parigi dopo incriminazione coatta per “truffa ai danni dello stato”

Nel dibattito che si è riacceso attorno alla figura di John Elkann, presidente di Exor, alcuni osservatori hanno parlato di “alto tradimento” nei confronti dell’Italia, richiamando il tema dei rapporti storici tra la famiglia Agnelli, lo Stato e il sistema industriale nazionale. Le accuse, espresse in ambito giornalistico e politico, fanno riferimento al ruolo della Fiat, agli interventi pubblici a sostegno dell’industria automobilistica, agli ammortizzatori sociali e ai contributi statali concessi nel corso dei decenni.

In questo contesto si inseriscono anche le dichiarazioni attribuite all’ingegnere Carlo De Benedetti, che avrebbe suggerito a John Elkann di valutare un allontanamento dall’Italia. Secondo quanto riportato, De Benedetti avrebbe affermato: "È nato negli Stati Uniti, ha il passaporto americano. Se ne andrà anche lui, trasferendo sé stesso all'estero così come ha fatto con gran parte di ciò che ha ereditato e di cui si è disfatto. Ha problemi con la giustizia. Metta un oceano tra sé e i pubblici ministeri italiani". Alla domanda sulla possibile destinazione, avrebbe aggiunto: "Andrà a vivere a New York. Aspettate e vedrete".

Sempre secondo questa ricostruzione, De Benedetti avrebbe espresso anche una valutazione sulle capacità manageriali di Elkann, sostenendo: "È bravo negli investimenti finanziari. È bravo quando non deve gestire nulla. Fa soldi vendendo. E investendo nel web". E ancora: "Ad esempio ha investito sull'israeliana Via, un'azienda fantastica che gli ha fruttato tanto".

Accanto all’ipotesi newyorkese, viene indicata anche Parigi come possibile alternativa. La moglie di John Elkann, Lavinia Borromeo Arese Taverna, secondo quanto riportato, da tempo sarebbe favorevole a un trasferimento nella capitale francese, anche in considerazione della cittadinanza dei figli e della disponibilità di un appartamento in Rue Fabert, nel VII arrondissement. La scelta sarebbe stata sostenuta anche dall’architetto e urbanista Carlo Ratti, indicato come amico personale di Elkann.

A rallentare finora un eventuale trasferimento da Torino sarebbero stati i figli della coppia, Leone Mosè, Oceano Noah e Vita Talita, impegnati nelle giovanili della Juventus. Il legame familiare con il club bianconero viene indicato come uno dei motivi per cui Elkann avrebbe escluso la vendita della società calcistica. In questo senso, viene ricordata una dichiarazione pubblica del presidente di Exor: "Non venderemo mai. La Juventus fa parte della storia, della tradizione della nostra famiglia".

Sul fronte editoriale, restano le tensioni legate al futuro del gruppo Gedi e alle indiscrezioni su una possibile cessione. Alcuni giornalisti di Repubblica e Stampa si sarebbero detti "dimenticati", "emarginati" dopo precedenti smentite su trattative di vendita che, secondo altre fonti, sarebbero invece state già in fase avanzata con l’imprenditore greco Theodore Kyriakou. In questo scenario viene citato anche il ruolo dell’attuale direttore di Repubblica, Mario Orfeo, indicato come possibile interlocutore in eventuali negoziati.

Ulteriori elementi di discussione riguardano i rapporti tra Elkann e altri imprenditori italiani. Viene ricordato il riferimento a Leonardo Maria Del Vecchio, definito "ragazzo", nonostante un’offerta ritenuta equivalente a quella presentata da Kyriakou. Analogamente, viene citato l’incontro con Giancarlo Devasini, fondatore di Tether, che avrebbe presentato un’offerta per le quote di Exor nella Juventus. Secondo le ricostruzioni, il confronto si sarebbe interrotto dopo divergenze sulla reputazione.

Sul piano giudiziario, la Procura ha avviato indagini che hanno coinvolto John, Lapo e Ginevra Elkann e il commercialista Gianluca Ferrero, con contestazioni di truffa ai danni dello Stato e dichiarazione infedele. Le indagini sono scaturite dalla denuncia presentata da Margherita Agnelli, che si è detta danneggiata nella vicenda ereditaria. Per definire il contenzioso fiscale, John Elkann ha versato 183 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate. I suoi legali hanno precisato che "ciò non costituisce il riconoscimento di alcuna colpa" e hanno avanzato una richiesta di messa alla prova, successivamente respinta dal Gip.

In merito a questa ipotesi, De Benedetti avrebbe commentato: "Andrà a fare il tutore per ragazzi problematici. Sarebbe lui ad averne bisogno". È stato inoltre osservato che l’eventuale coinvolgimento di un’istituzione come quella salesiana, fondata da San Giovanni Bosco, avrebbe suscitato perplessità rispetto alle sue finalità educative.