"Sono sorpreso ma confido che la magistratura faccia luce su questa faccenda", ha commentato in una nota Pietro Ciucci, oggi numero uno della Stretto di Messina spa. "Ricordo – ha aggiunto – che il viadotto Scorciavacche che non è mai 'crollato', ha ceduto una parte del rilevato stradale di adduzione al viadotto. Peraltro non c'è mai stata inaugurazione in 'pompa magna'". E ribadisce, come già fatto al processo, che "il tratto di strada, al momento del cedimento, era già stato cautelativamentechiuso al traffico, come evidenziato dal comunicato stampa emesso da Anas in data 30 dicembre 2014, e confermato con il successivo comunicato stampa del 4 gennaio 2015. Anche l’ipotesi in base alla quale l’opera fosse stataaperta anticipatamenteper raggiungere ipotetici obiettivi di risultato, non risponde al vero. Come è stato accertato nel corso delle indagini non era previsto alcun premio legato alla produzione. In ogni caso – conclude Ciucci – nel 2014 Anas raggiunse un valore di opere aperte al traffico pari atre miliardi di euro, pertanto i 13 milioni di investimento per il tratto di Scorciavacche sono del tutto marginali. Nella prossima udienza ripresenteremo gli argomenti e le prove a difesa".

Quello di "Scorciavacche" è uno dei tre viadotti caduti durante la gestione Ciucci in Anas. A marzo 2015 cede la strada statale sarda 554 bis, e il mese successivo il pilone del viadotto Himera II sulla Palermo-Catania. Gli eventi spingono Ciucci a dimettersi. Ma a giugno 2023 Matteo Salvini l’ha richiamato a guidare la concessionaria che deve realizzare il ponte di Messina, dove è stato per quasi un decennio durante i governi Berlusconi, divenendo il vero padre dell’opera.