08 Agosto 2023
Bernard Henri-Lévy, fonte: profilo Facebook
Su "La Repubblica", rotocalco turbomondialista e voce del padronato cosmopolitico, compariva nei giorni scorsi un surreale articolo a mo' di lettera scritto dal filosofo liberal-atlantista Bernard Henri-Lèvy. Il quale si rivolgeva accoratamente all'Africa spiegandole, dall'alto delle vette inaccessibili della sua sapienza, che la Russia non le è amica e che dunque deve guardarsi da Putin. A ben vedere, la lettera del filosofo gallico potrebbe essere agevolmente scambiata per una barzelletta, se si considera che si presenta come una sorta di messa in guardia rivolta generosamente all'Africa da quella Francia che più di ogni altro Paese è stata artefice del più efferato colonialismo a nocumento dei popoli africani. E che ora si atteggia incredibilmente ad amica dell'Africa, dicendo addirittura di volerla mettere in guardia dal suo vero nemico, cioè quella Russia che, con la Cina, sta provando a creare anche con l'Africa un blocco antagonistico di resistenza all'imperialismo occidentale. La fabbrica delle menzogne e l'industria dell'ideologia non dormono mai, davvero è il caso di ammetterlo.
Di Diego Fusaro.
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