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Galleria Pavoncelli bis. Raffaele Piemontese "porterà in Puglia 150 milioni di metri cubi di acqua all'anno"

16 Settembre 2022

Galleria Pavoncelli bis. Raffaele Piemontese "porterà in Puglia 150 milioni di metri cubi di acqua all'anno"

“Un passaggio storico, un traguardo nazionale che lega ancora una volta due grandi regioni del Sud intorno all’acqua, la risorsa più preziosa e il bene di cui abbiamo davvero tutti capito il valore primario, in questa estate di siccità e eventi estremi”. Lo ha dichiarato il vicepresidente della Regione Puglia e assessore alle Risorse idriche, Raffaele Piemontese, commentando la delibera che la Giunta regionale pugliese ha approvato lunedì scorso dando il via libera all’Accordo tra Regione Campania, Regione Puglia e Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale per la regolamentazione del trasferimento idrico interregionale tra Campania e Puglia e per la gestione della Galleria “Pavoncelli bis”.

È il passaggio decisivo che fa entrare finalmente in esercizio la Galleria Pavoncelli bis che conduce l’acqua da una delle principali fonti di approvvigionamento idrico della Puglia, costituita dal complesso delle sorgenti di Caposele e di Cassano Irpino, in territorio campano.

La storia

Le acque sono trasportate in Puglia attraverso il Canale Principale gestito dall’Acquedotto Pugliese che, nel tratto tra Caposele e Conza della Campania, è costituito dalla galleria di valico dell’Appennino nota come “Galleria Pavoncelli”, realizzata agli inizi del 1900, e che prese il nome da Giuseppe Pavoncelli, cerignolano, ministro dei lavori pubblici del Regno d'Italia e presidente, nel 1906, del Consiglio di Amministrazione del Consorzio per l’Acquedotto Pugliese.

La vetustà delle opere avviò l’elaborazione di un progetto di galleria alternativa alla Galleria Pavoncelli detta appunto “Pavoncelli bis”, divenuta assolutamente necessaria soprattutto dopo il devastante terremoto del 1980 che provocò gravi danni alla galleria esistente.

“Da allora, una grande opera strategica di rilevanza nazionale è stata rallentata non solo dalle pur importanti criticità idrogeologiche che il progetto doveva superare – prosegue Piemontese – ma dal pantano burocratico in cui è finita per quindici anni, prima che riuscissimo, nel 2019, a fare il collaudo dell’opera”.

Tre anni fa, l’individuazione del soggetto gestore era rimessa a un accordo di programma tra la Regione Puglia, la Regione Campania e l’Autorità di Bacino Distrettuale che, oggi, dopo lunghi mesi di incontri tecnici e politici, guidati dal vicepresidente Piemontese e dal suo omologo campano, Fulvio Bonavitacola, vede finalmente la sua positiva conclusione.

150 milioni di metri cubi d'acqua l'anno

Il soggetto gestore della Galleria “Pavoncelli bis” sarà Acquedotto Pugliese (AQP), il ristoro economico che la Puglia riconoscerà alla Regione Campania è di 6 centesimi di euro a metro cubo di acqua.
Il trasferimento annuo di acqua dalla Campania verso il territorio pugliese e lucano, gestito da AQP, si può mediamente stimare in un massimo di circa 150 milioni di metri cubi, considerando le nuove ripartizioni della portata di Cassano Irpino. Applicando a tale volume il costo ambientale e della risorsa unitario – l’ERC, Environmental and Resource Costs, introdotto dal Decreto Ministeriale numero 39 del 24 febbraio 2015 – il ristoro complessivo risulterebbe pari a un massimo di circa 9 milioni di euro annui, comprensivi del 50 per cento dei canoni di concessione pagati alla Regione Campania, ammontanti a circa 70 mila euro, e dei trasferimenti per oltre 1 milione e mezzo di euro oggi indirizzati ai Comuni di Caposele e Cassano Irpino, sulla base di convenzioni storiche. Il ristoro avrà il vantaggio di essere utilizzato sin da subito, nei territori interessati dal prelievo di acqua, per la tutela ambientale e della stessa acqua che giunge in Puglia.

“Questo faticoso risultato si propone come paradigma di ciò che l’Italia e il Sud devono saper fare, se vogliono fare sul serio sulla strada della modernizzazione e dell’infrastrutturazione per la diffusione e l’accesso ai beni primari”, ha concluso il vicepresidente Piemontese.

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