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Corte Costituzionale, sentenza choc: lockdown e quarantene sono costituzionalmente legittimi in quanto non violano la libertà personale

La privazione della libertà personale posta ai cittadini con il lockdown e le quarantene è conforme alla Costituzione. Giuliano Amato giudicherà costituzionalmente legittimi tutti i provvedimenti normativi degli ultimi due anni e mezzo. Con la sentenza di questa mattina, abbiamo un primo esempio di cosa possa fare un uomo soprannominato “Dottor Sottile” per giustificare violazioni di diritti umani e costituzionali

Di Alfredo Tocchi

26 Maggio 2022

Corte Costituzionale

Fonte: Twitter

SCRITTI PANDEMICI
Sentenza 127/2022 (ECLI:IT:COST:2022:127)
Giudizio: GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE
Presidente: AMATO - Redattore: BARBERA
Camera di Consiglio del 06/04/2022; Decisione del 07/04/2022
Deposito del 26/05/2022; Pubblicazione in G. U.
Norme impugnate: Artt. 1, c. 6°, e 2, c. 3°, del decreto-legge 16/05/2020, n. 33, convertito, con modificazioni, nella legge 14/07/2020, n. 74.
Massime
Atti decisi: ord. 141/2021

Vengo immediatamente al punto, senza premesse o giri di parole. La nomina di Giuliano Amato a Presidente della Consulta ha una valenza politica. L’ho scritto più volte e lo ribadisco: Giuliano Amato giudicherà legittimi e conformi alla Costituzione tutti i provvedimenti normativi degli ultimi due anni e mezzo.
Con la sentenza di questa mattina, abbiamo un primo esempio di cosa possa fare un uomo soprannominato “Dottor Sottile” per giustificare violazioni di diritti umani e costituzionali.
L’Italia, si sa, è la patria del cavillo. Tuttavia, almeno fino a questa sentenza, era ancora considerata la patria del diritto moderno (che è un’elaborazione del diritto romano).
Semplificare i cavilli è un esercizio impossibile, ma farò un tentativo: da oggi esistono due distinte figure giuridiche, gli obblighi giuridici che determinano una degradazione giuridica e gli obblighi giuridici che non determinano alcuna degradazione giuridica di chi vi sia soggetto e quindi non incidono sulla libertà personale.

“Ciò premesso, l’obbligo, per chi è sottoposto a quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria, in quanto risultato positivo al virus COVID-19, di non uscire dalla propria abitazione o dimora, non restringe la libertà personale, anzitutto perché esso non viene direttamente accompagnato da alcuna forma di coercizione fisica, né in fase iniziale, né durante la protrazione di esso per il corso della malattia”. omissis
“Il destinatario del provvedimento è infatti senza dubbio obbligato ad osservare l’isolamento, a pena di incorrere nella sanzione penale, ma non vi è costretto ricorrendo ad una coercizione fisica, al punto che la normativa non prevede neppure alcuna forma di sorveglianza in grado di prevenire la violazione. In definitiva, chiunque sia sottoposto alla “quarantena” e si allontani dalla propria dimora incorrerà nella sanzione prevista dalla disposizione censurata, ma non gli si potrà impedire fisicamente di lasciare la dimora stessa, né potrà essere arrestato in conseguenza di tale violazione”. omissis
“Sulla base di questi principi deve ritenersi che, nel caso di specie, è palese che la misura della cosiddetta quarantena obbligatoria recata dall’art. 1, comma 6, censurato non determina alcuna degradazione giuridica di chi vi sia soggetto e quindi non incide sulla libertà personale”. omissis
“In definitiva, la questione di legittimità degli artt. 1, comma 6, e 2, comma 3, del d.l. n. 33 del 2020 non è fondata, in riferimento all’art. 13 Cost., perché la misura della cosiddetta quarantena obbligatoria è istituto che limita la libertà di circolazione, anziché restringere la libertà personale”.
Ora, io mi domando, se la scriminante è l’esistenza di una forma di coercizione fisica, se la conclusione è che io posso essere obbligato al rispetto di una norma ma questo non incide sulla mia libertà personale tanto io la posso violare (e subire “liberamente” le conseguenze penali), significa che io sono libero di uccidere perché non mi si può impedire fisicamente di uccidere e dunque il divieto di commettere un omicidio non incide sulla mia libertà personale.
Lo Stato autoritario ha campo aperto per introdurre tutta una nuova serie di reati, punibili penalmente, tanto io sono libero di commetterli perché la scriminante che integra la violazione della mia libertà personale è l’esistenza di una forma di coercizione fisica.
Siete forse impazziti?
Io lo grido con tutto il fiato che ho in gola: siete impazziti?
Vorrei bruciare la toga, ma forse non sarà necessario: come il Professor Giovanni Frajese verrò sospeso dall’esercizio della professione di avvocato – dopo 31 anni di “onorato” servizio - a causa delle critiche mosse al Dottor Sottile.

Di Alfredo Tocchi

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