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Italia, il Paese in cui le soluzioni ai problemi sono più pericolose dei problemi

L’intero arco parlamentare pare d’accordo nel ritenere che l’emergenza pandemica debba imporre regole più snelle, il che significa meno leggi. Ciò, evidentemente, per trovare soluzioni rapide a problemi ancestrali. Ma è così?

Di Andrea Migliavacca

27 Novembre 2021

Italia, il Paese in cui le soluzioni ai problemi sono più pericolose dei problemi

Fonte: lapresse.it

Strano Paese, il nostro, dov’è oramai costume diffuso il “predicare bene e razzolare male”.

L’intero arco parlamentare pare d’accordo nel ritenere che l’emergenza pandemica debba imporre regole più snelle, o addirittura meno regole, il che significa meno leggi, o meglio, poche norme, ma chiare e coerenti. Ciò, evidentemente, per trovare soluzioni rapide a problemi ancestrali.

Così vorrebbe la teoria. In pratica, però, si verifica uno strano (e a tratti paradossale) fenomeno, in virtù del quale il rimedio appare, ove possibile, peggiore del problema che si propone di risolvere.

Per chi viva in condominio ed abbia avuto modo di confrontarsi, in assemblea, coi balzelli del bonus 110, la norma – dal nobile intento di ravvivare il comparto dell’edilizia – è apparsa, da subito, un percorso insidioso, per amministratori, asseveratori, imprese e condomini (sulle teste dei quali, in ultimo, potrebbe cadere una tegola; non quella del tetto, ma dell’Agenzia delle Entrate). Potrebbe, infatti, accadere che in ipotesi di violazioni formali e/o sostanziali, possa essere revocato il beneficio della detrazione. Una norma complessa, nella quale hanno trovato ampio spazio furbi e malandrini, tanto da imporre un correttivo d’urgenza, col D.L. 157/2021. La legge, pubblicata in Gazzetta il 12/11 scorso, è entrata immediatamente in vigore, introducendo due correttivi, col proposito di limitare le frodi: 1) il visto di conformità fiscale e 2) l’asseverazione di congruità della spesa ad opera di un tecnico abilitato. 

Il Decreto Legge, che per i noti meccanismi legislativi, viene assunto dal Governo, per affrontare situazioni di emergenza, mantiene il proprio vigore per 60 giorni dalla pubblicazione, termine entro il quale il Parlamento deve convertirlo in legge, con o senza modifiche. Ove ciò non accada il Decreto perde di efficacia, con effetti evidentemente perniciosi. L’intervento in esame, grazie all’introduzione di queste nuove regole, ha paralizzato tutte le transazioni in qualche misura connesse con le detrazioni legate alla casa, dovendo l’Agenzia delle Entrate adeguare i propri sistemi informatizzati. Alcuni indefettibili chiarimenti sono stati offerti proprio dagli Uffici finanziari a cui è stato gravato l’onere della verifica e che hanno dovuto chiarire, ad esempio, che le predette formalità (antifrode) dovessero valere solo per il futuro e non anche (come si è ipotizzato ad una prima lettura) per quanto già contrattualizzato e pagato, ma non ancora ultimato.

Uno stop generalizzato, quello dello sconto in fattura, che per due settimane, a far data dalla pubblicazione del D.L., ha paralizzato tutte le transazioni.

Questa misura incentivante trova ampio spazio anche nella bozza del testo della legge di bilancio, trasmessa all’Unione Europea. Numerose sono le materie che la manovra finanziaria si appresta a modificare, per ripristinare quell’equità sociale, che il Covid ha enfatizzato: pensioni, prelievo fiscale, lavoro.

Sullo sfondo, soffocato da altre proteste, si percepisce ancora il lamento dell’esercito delle Partite Iva, a cui è stato promesso un sostegno, quale compensazione parziale per l’interruzione forzata del lavoro, all’epoca del confinamento (ipotesi non ancora scongiurata, col diffondersi delle varianti). È stato loro chiesto di presentare la dichiarazione dei redditi dapprima il 10 Settembre e poi, come di consueto il 30 Settembre, senza proroghe, ove si voglia attingere al beneficio. Da allora, però, nessuna moratoria fiscale e neppure l’anelato sostegno, che l’U.E. parrebbe aver autorizzato, leggendo la bozza del Documento di Programmazione Economico-Finanziaria. Che le azioni siano coerenti coi proclami.

Di Andrea Migliavacca

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