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Lavoratori non vaccinati discriminati: "Costretti a stare in deposito con escrementi e rottami"

Il video-denuncia di alcuni dipendenti non vaccinati ma con Green pass di una famosa azienda nel Nord-Italia: "Non possiamo nè accedere alla mensa nè entrare in contatto con i nostri colleghi vaccinati"

19 Ottobre 2021

Green pass, lavoratori non vaccinati discriminati: "In deposito con escrementi e rottami"

Fonte: lapresse.it

Ingiustizia da Green pass: alcuni lavoratori  martedì 19 ottobre 2021 sono stati "discriminati" sul posto di lavoro perchè "in possesso" della certificazione digitale verde "da tampone e non da vaccino Covid" e a denunciarlo sono loro stessi sui social. È successo in una nota azienda situata nel Nord-Italia dove dei dipendenti non vaccinati ma con tampone negativo alla mano hanno raccontato di essere stati relegati a stare tutto il giorno "in un deposito di materiali industriali e d'ufficio dismessi, con scrivanie improvvisate in mezzo a rottami di varia natura e, soprattutto, in un ambiente non igienizzato, sporco e con escrementi di animali".

Green pass lavoratori non vaccinati discriminati: la denuncia

Hanno girato un video all'interno dell'azienda in cui lavorano e poi hanno denunciato tutto sui social. Dallo scorso venerdì, il 15 ottobre 2021, milioni di italiani sono costretti a presentare il Green pass anche sul luogo di lavoro, pena il blocco dello stipendio. E così, tutti i lavoratori che hanno deciso liberamente di non sottoporsi al vaccino Covid, come unica alternativa per scaricare la carta verde e continuare a svolgere la propria mansione di sempre devono presentare l'esito negativo di un tampone ogni due giorni. 

Solo poco tempo fa il presidente del Consiglio Mario Draghi, a ridosso dell'entrata in vigore del Green pass obbligatorio sul lavoro, aveva promesso che non ci sarebbe stata alcuna discriminazione. Peccato però che, dopo la denuncia presentata dai dipendenti dell'azienda (di cui si oscura il nome), le cose non sembrano stare proprio così.  Secondo quanto raccontano i lavoratori, tutti gli uomini e le donne non vaccinati e quindi in possesso di carta digitale verde da tampone Covid sono stati costretti a lavorare in un deposito quasi abbandonato e dalle condizioni igieniche a dir poco spaventose

Nel video diffuso dagli stessi, si legge un comunicato dell'azienda: "La presente per ricordare ai Sigg. dipendenti che l'accesso nella sede di via XXX (i riferimenti esatti sono stati oscurati dai dipendenti stessi) è consentito solo con il Green pass da vaccino in corso di validità. Pertanto i lavoratori non provvisti di tale certificazione potranno accedere alla sede ubicata in via YYY presentando Green pass da tampone in corso di validità".

Ma non finisce qui. L'azienda comunica anche che il personale non vaccinato non può avere contatti con quello vaccinato, pena la possibilità da parte del datore di lavoro di "punire disciplinarmente" quei dipendenti "con una contestazione". Sembra inoltre che ai lavoratori in possesso di Green pass ottenuto con il tampone Covid sia anche vietato l'ingresso in mensa. "Abbiamo separato chi è completamente sicuro da chi è a sicurezza limitata", ha spiegato il titolare dell'azienda all'Ansa, interpellato sulla questione. "L'altro edificio? Non l'ho controllato di persona", si è difeso. 

Insomma, una situazione che i dipendenti stessi definiscono "allucinante e surreale" e che, tra le alte cose, mette sempre di più in evidenza come il Green pass si stia, giorno dopo giorno, rivelando uno strumento non solo inutile, ma anche discriminatorio nei confronti di milioni di italiani.  

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