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Green Pass, l'ultima beffa di Figliuolo: "Possibile rivederlo con 90% di vaccinati"

Il commissario straordinario per l'emergenza Covid sulla possibilità di eliminare il codice verde digitale

18 Ottobre 2021

Francesco Figliuolo

Francesco Figliuolo (fonte foto Lapresse)

Nessuno scampo dal green pass obbligatorio, né sul lavoro né in caso di attività ricreative, questo sembra essere il futuro dell'Italia nei prossimi mesi, almeno quelli invernali, secondo le autorità. L'ultimo a farsi beffe della situazione è il commissario straordinario all'emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, che ha parlato di una possibile revisione della misura del certificato verde digitale solo e solamente quando il 90% degli italiani sarà vaccinato. A chi ancora conserva dubbi sul legame tra vaccino obbligatorio e green pass, dovrebbe dunque risultare chiaro che non ci si libererà del certificato sanitario vincolante a meno che tutti si sottopongano al vaccino. A poco servono le proteste come quelle ancora in corso a Trieste, dove portuali e cittadini no green pass (e non necessariamente no vax), continuano a battersi per la libertà di scelta e il diritto al lavoro svincolato da un codice QR.

Green Pass, la beffa di Figliuolo: rivedere il green pass solo se tutti vaccinati

Possibilità di rivedere il green pass. Sì, ma solo con il 90% dei vaccinati. Senza volervo o rendersene conto, il commissario straordinario all'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, conferma i timori di chi legge nel green pass una misura discriminatoria che implica l'obbligo de facto di vaccino. "Quando raggiungeremo il 90% dei vaccinati - ha detto Figliuolo - e se poi i comportamenti continueranno ad essere responsabili come stiamo facendo tutti noi e le curve confermeranno l’andamento attuale, credo che il governo penserà un qualcosa che potrà andare verso un alleggerimento delle misure di contenimento attuali, come l’obbligo del Green Pass".

A pochi giorni dall'introduzione obbligatoria del certificato verde sanitario sul posto di lavoro, che sta creando disagi oltre ogni limite a partire dalle code in farmacia alle proteste in diverse città d'Italia, Figliuolo parla di revisione del green pass. Lo fa con leggerezza, con quella che sembra una promessa vaga ma che nei fatti è un parlare a vuoto. Riconsiderare le misure restrittive del green pass a fronte di una vaccinazione pressoché totale del paese significherebbe infatti ignorare completamente le proteste in corso e l'opinione di chi, al green pass, si è opposto fin da subito. Togliere il green pass quando del green pass non ci sarà bisogno. Questa la promessa di Figliuolo, nel tentativo, forse, di tenere a bada chi ancora protesta per la limitazione della propria libertà.

Green Pass, Figliuolo: "Ottimo trend con 2 milioni di vaccinati in più"  

Il green pass obbligatorio funziona, e lo dimostrano i dati. Questa l'opinione del generale Figliuolo a seguito dell'introduzione obbligatoria del certificato verde digitale Covid sul posto di lavoro. "Ben venga il rialzo delle dosi arrivato con la notizia del green pass esteso e consolidato il 15 ottobre", ha sottolineato il commissario. "Ora vedremo se questo trend diventa strutturale, intanto la curva delle prime dosi si è stabilizzata attorno ai 60mila, in leggero rialzo, e se è così sono contento". Felice del trend in positivo, ma nessun commento sui lavoratori costretti a code interminabili in farmacia per ottenere il test rapido e andare a lavorare. Senza contare i costi sostenuti dagli stessi per potersi presentare sul posto di lavoro. Per Figliuolo, l'unico mantra è il vaccino. L'unica cosa che conta, ancora, il green pass. E continua: "Con 70mila vaccinazioni al giorno per 30 giorni ci portiamo a casa 2 milioni di persone vaccinate in più, il che ci aiuterebbero ad arrivare al 90% o a superarlo, e a quel punto avremo raggiunto un bell’obiettivo, che è il target che ci proponiamo".

Solo nel caso l'Italia dovesse arrivare al 90% dei vaccinati si considererà la revisione del green pass. Che non sarà abolito, bensì, alleggerito. In altre parole, vaccino o no, potremmo ritrovarci con il certificato digitale in tasca per ancora moltissimo tempo.

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