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Chi è Angelo Licheri: moglie, figli, storia, malattia, intervista

Morto Angelo Licheri, chi è l'uomo che tentò di salvare il bambino caduto nel pozzo nel 1981: moglie, figli, altezza, storia, intervista, conseguenze fisiche

18 Ottobre 2021

Chi è Angelo Licheri, l'uomo ragno che tentò di salvare Alfredino Rampi

Fonte: Wikipedia

Morto Angelo Licheri, ecco chi è l'uomo che tentò di salvare il bambino caduto nel pozzo nel 1981: moglie, figli, altezza, storia, intervista, conseguenze fisiche. Si è trattato di "un simbolo, un volontario puro", ha detto Rita Di Iorio, presidente del Centro Rampi che ricorda Licheri, "con il quale c'è sempre stato un rapporto molto stretto". "Sapevamo che era malato da tempo - ha continuato - e si può dire che ce lo aspettavamo da un momento all'altro. Ma è comunque un grande dolore, ha sofferto molto. Ci dispiace, lo abbiamo sempre stimato per il suo coraggio, era un volontario puro, un simbolo".

Chi è Angelo Licheri, l'uomo che tentò di salvare Alfredino Rampi: storia

Angelo Licheri fu "l'uomo ragno" che provò a a salvare il piccolo Alfredino Rampi, dal pozzo nel quale era caduto in un pozzo a Vermicino il 10 giugno 1981. Il bambino era caduto in un pozzo artesiano in via Sant'Ireneo, in località Selvotta, una piccola frazione di campagna vicino a Frascati, situata lungo la via di Vermicino, che collega Roma sud a Frascati nord. Il pozzo era troppo stretto permettere a un uomo comune di passare, e troppo profondo per qualsiasi tipo di intervento di soccorso. A un certo punto, dunque, di decise di chiedere l'aiuto di un uomo non comune, un tipografo molto magro soprannominato l'uomo ragno. Quell'uomo era appunto Angelo Licheri. 

Angelo Licheri, piccolo di statura e molto magro,  ottenne di farsi calare nel pozzo originario per tutti i 60 metri di profondità. L'uomo rimase con addosso la canottiera e le mutande in modo da non riscontrare troppo attrito. Cominciò la discesa poco dopo la mezzanotte fra il 12 ed il 13 giugno. Riscontrò da subito parecchi problemi. Ma non si arrese. Chiese più volte di farsi tirare su e di mollare di colpo in modo da superare gli ostacoli lungo la discesa senza rimanere incastrato a sua volta. Dopo momenti d'attesa raccontati dalla stampa e dalle televisioni che tennero con il fiato sospeso tutta l'Italia e il mondo intero, Licheri riuscì a raggiungere il bambino

Il piccolo Alfredino, tuttavia, probabilmente per il fatto di non riuscire più a respirare, non parlava quasi più e mandava solo dei rantoli. Licheri rimosse con le dita il fango dagli occhi e dalla bocca del bimbo. Poi riuscì a liberargli le mani e le braccia che si erano postate dietro le anche. Tuttavia, dopo vari tentativi, non riuscì a disincastrarlo completamente. Decise dunque di provare a allacciargli l'imbracatura per tirarlo fuori dal pozzo, ma per ben tre volte l'imbracatura s'aprì. Non si arrese e provò ancora. Questa volta tentando di prenderlo di forza prima sotto le ascelle e poi per le braccia. Il bambino, per via del fango, continuava a scivolare. Licheri rimase a testa in giù 45 minuti, contro i 25 considerati soglia massima di sicurezza in quella posizione. Alla fine, resosi conto dell'impossibilità di liberare il bambino, anche Licheri s'arrese e ritornò in superficie senza Alfredino, non prima di avergli mandato un bacio.

Dopo quasi tre giorni di inutili tentativi di salvataggio, il bambino dunque morì dentro il pozzo . La vicenda ebbe grande risalto sulla stampa e nell'opinione pubblica italiana, con la diretta televisiva della Rai durante le ultime 18 ore del caso.

Chi è Angelo Licheri, conseguenze fisiche

Uscito dal pozzo, Angelo Licheri, ricoperto di fango e con delle evidenti e profonde ferite, venne coperto con una coperta e trasportato d'urgenza in ospedale. Era infatti in precarie condizioni fisiche e impossibilitato a reggersi in piedi (conseguenze dalle condizioni in cui era stato nel pozzo). Solo dopo parecchie settimane dopo riuscì a riprendersi.

Dopo Licheri si offrirono altri volontari. Fra questo c'erano nani, esperti di pozzi e persino un contorsionista circense soprannominato "Denis Rock". Intorno alle ore 3:00, venne imbracato per un altro tentativo Pietro Molino, un ragazzo di 16 anni originario di Napoli, anch'egli di corporatura esile e giunto sul posto accompagnato da un cugino. Tuttavia si scoprì che era minorenne e privo del diretto consenso dei genitori. Il ragazzo venne dunque fermato dal magistrato presente sul posto.

Chi è Angelo Licheri, età, famiglia, moglie e figli

Angelo Licheri è nato a Gavoi, in provincia di Nuoro il 20 agosto del 1944. Era un un operaio di origine sarda noto anche con il soprannome di "eroe di Vermicino" visti i suoi disperati tentativi di salvare il piccolo Alfredino Rampi. L'uomo all’epoca aveva aveva 37 anni e faceva il fattorino per una tipografia a Roma.

Angelo Licheri ha una moglie da cui ha avuto tre figli. Fu proprio per il legame con i suoi figli a spingerlo a provare a salvare Alfredino. Negli ultimi anni purtroppo era stato colpito da una malattia che lo aveva reso quasi cieco a causa del diabete. Sempre per colpa del diabete gli era stata anche amputata una gamba.

Chi è Angelo Licheri, intervista e libri

"Dopo vari tentativi andati a vuoto, l’ultimo che ho fatto è stato prenderlo per la canottiera, ma appena hanno cominciato a tirare ho sentito che cedeva… E allora gli ho mandato un bacino e sono venuto via. Ciao piccolino". Angelo ha raccontato più volte la sua storia in viarie interviste. Aveva anche scritto in un libro intitolato L’angelo di Vermicino.

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