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Gli scontri a Roma e l'effetto Quisling: perché bisogna schierarsi dalla parte dei ribelli che contrastano una dittatura

Quanto potrà durare la dittatura del legittimo governo fantoccio di Berlino instaurato nella nuova Salò?

Di Lapo Mazza Fontana

10 Ottobre 2021

Gli scontri a Roma e l'effetto Quisling: perché bisogna schierarsi dalla parte dei ribelli che contrastano una dittatura

Fonte: lapresse.it

Ieri sera, dopo gli eventi e gli scontri di Roma, un mio vecchio amico cronista sportivo e interessato di molte cose del mondo, quindi anche di etica e politica, ha espresso su Facebook una sua opinione sintetizzabile malamente in "i violenti hanno tirato fuori il loro vero volto". Al volo abbiamo commentato che i violenti molto spesso non hanno tutti i torti, e in codesto frangente fors'anche men che meno. La sua risposta è stata sinceramente democristiana, in fondo non nel senso poi più deleterio del termine, forse persino ecumenica, qualcosa come "la violenza non è mai la risposta". Riporteremo altrettanto malamente la nostra risposta, qualcosa come "orcocane, e noi che credevamo che la Repubblica fosse stata fondata sulle armi dei partigiani, oltre che sulle bombe degli Alleati; fu viceversa in Svizzera che ciò accadde?"

Glisseremo qui dunque sul subitaneo coro banalmente e sciattamente consociativo, conformista e ipocrita delle forze politiche unificate (lo si ripeta, in assenza di una opposizione politica, ovvero in condizioni oggettive di fine del sistema democratico parlamentare) che si sono ritrovate dopo questo primo vagito di rivolta popolare anti-politica a deprecare, per ora ancora a petto infuori, i disordini della manifestazione di autentici rivoltosi.

Inutile altrettanto rimarcare la importanza simbolica dell'assalto alla sede della CGIL, il sindacato che più incarna un tradimento più vomitorio ai danni di una intera genia di lavoratori, sottoposti con attivo collaborazionismo dei sindacati al ricatto, lo si ripeta unico al mondo, di un trattamento sanitario obbligatorio con vaccino sperimentale, pena la minaccia di privazione di stipendio e lavoro. Privazione, sottrazione e furto seppur con crismi di legge, tanto quanto furono legittime ope legis le fucilazioni di partigiani da parte dell'esercito repubblichino della Repubblica di Salò.

Proviamo ad immaginarci italiani ancora in Europa (anche se non lo siamo più, in definitiva): a latere in Francia, unico altro paese al mondo ad aver introdotto formule di green pass simili a quelle italiane, se Macron-démission osasse minacciare i francesi di una privazione di stipendio probabilmente rischierebbe la sua stessa vita. Gli eredi di Angela Merkel che privassero i lavoratori tedeschi di stipendio per obbligarli ad un vaccino esperito in sei mesi invece che in sei anni e non full approved da EMA, nonostante sia un vaccino sostanzialmente tedesco? Molto improbabile: la società tedesca ha sviluppato anticorpi democratici di ben altro peso di quella italiana, che credevamo tutti ben più solida. Nella ripartizione in due Germanie la metà orientale fu lo spauracchio della porta accanto di cosa fosse il totalitarismo. In UK una ipotesi di sottrazione di stipendio e potenziale licenziamento contro tso imposta da un premier di Downing Street, fosse pure il Berluskaiser biondo Boris BLoJo Johnson? La Stampa inglese lo farebbe a pezzi in dodici ore, crisi di governo in ventiquattro, possibile secessione immediata della Scozia con conseguente dissoluzione del Regno Unito (per altro già incombente con il fallimento di Brexit), Buckingham Palace forse persino a rischio. La Corona di Spagna e il governo di Madrid che impiegasse la Guardia Civil per scippare i mezzi di sostentamento della classe lavoratrice castigliana e soprattutto catalana? Possibile guerra civile stavolta, con i Mossos de Escuadra, la Polizia autonoma di Catalunya, armata e stavolta forse non più disposta a prendere ordini fuori da Barcellona.

E in Italia?
A Roma bastano poche forze meccanizzate della PS e dei CC per transennare Palazzo Chigi e Montecitorio, e la cosa finisce tutto sommato lì, nel paese più ipocondriaco e catatonico d'Europa, con qualche spintone e una buona dose di rabbia che comincia ad esplodere, ma si sa, basta mettergli un cappello di estrema destra, dire che erano tutti fascistelli di Forza Nuova e comparse della serie tv Suburra, che la Stampa italiettesca il budino te lo ha già confezionato. Ah, già, la Stampa italiota, quella perennemente sotto di tre posizioni rispetto al BOTSWANA (true story) nella classifica della libertà di stampa redatta da agenzie di studi internazionali. Ah sì, quella.
Sì sì, i neofascisti c'erano ieri a Roma, non ci son santi. Siamo arrivati al crashdown di sistema in cui sgangherati burini neo-vetero-fascisti diventano paradossalmente e virtualmente i difensori della legalità repubblicana, e non repubblichina. C'è da stupirsi di tale schizofrenia pseudopolitica, in un paese dove il maggior partito di sinistra erede del Partito Comunista Italiano fece votare la abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, riguardante la tutela dal licenziamento illegittimo ingiusto e discriminatorio?

Nossignore, nessuno stupore, in un paese dove la leader della finta opposizione, per giunta ex fascista, dichiara di stimare il Presidente del Consiglio in carica e quindi i suoi provvedimenti visti fin qui: la riforma Cartabia, con migliaia di criminali assolti con un tratto di penna, gli sbarchi di immigrati ormai senza freno (scomparsi dai radar della Stampa sub-botswanese), la Sanità pubblica ormai di fatto sostituita da quella privata, aumenti senza freno di oltre il trenta percento di benzina, gas e luce, con inevitabili aumenti dei beni di consumo correlati, ovvero tutti, minaccia concreta di riforma del catasto, ovvero tasse a valanga sulle abitazioni, minacce costanti di ridimensionamento se non addirittura abolizione del Reddito di cittadinanza, unica barriera tra la sopravvivenza e la fame per milioni di indigenti. Leggi speciali, stato di emergenza ormai sine die, Parlamento asservito e svuotato, opposizione fittizia, pass sanitario obbligatorio di fatto, pena la privazione dei mezzi di sostentamento, come neanche mai ci fu nella Unione Sovietica di Josif Stalin e Lavrentij Berija, tanto per citare il contraltare di Onkel Adolf.
Meno male che doveva essere il governo dei migliori; se fosse stato un governo dei così così avremmo già i treni piombati per la Germania in partenza dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano.

Già, la Germania, ma non si era detto che ormai è un paese saldamente democratico? Allora che razza di iperboli spericolate son mai queste? Eccome no: un paese saldamente democratico, su sé stesso però, mica sui paesi satelliti come ormai è il nostro, esattamente come lo fu la Repubblica di Salò. La Germania ha sempre bisogno di emuli di Vidkun Quisling, il dittatore golpista norvegese, fantoccio dei tedeschi, ducetto fittizio del paese scandinavo occupato dalla Wehrmacht per i cinque anni di guerra fino alla morte davanti ad un plotone di esecuzione.

Il nome di Quisling fu ed è ancora oggi, a partire dalla seconda guerra mondiale, il sinonimo di traditore collaborazionista al soldo di una potenza occupante. Lo stesso Mussolini, a capo della Repubblica Sociale Italiana, Stato fantoccio del Terzo Reich nel Nord Italia, si lamentò con Adolf Hitler di non voler diventare lui stesso un Quisling, provocando un cospicuo imbarazzo nel Fuehrer, che pur nutriva una certa fiducia e stima nei confronti del suo pupazzo norvegese.

Ma mica finisce qui eh, magari fosse. Questa domenica si tiene alla sede della CGIL assaltata dai manifestanti un nauseabondo ed insopportabile pianto greco e lagnoso di codesti peggiori traditori di questo paese, pronti a frignare a reti unificate il consueto al lupo al lupo cialtronamente finto-antifascista. Già pronta la versione ufficiale: siete tutti no vax e fascisti. I fascisti veri che impongono tso e derubano stipendi che accusano di neo e veterofascismo chi si ribelli. Et voilà, servito il bel piattino di mmmerda.
E come se non bastasse guarda caso la domenica vede anche la tradizionale marcia pacifista ad Assisi, tanto per dare una bella spennellata di buonismo mente-catto-comunistoide.

Ma allora è poi giusto schierarsi dalla parte dei dimostranti, anche se si spingono a sgangherate violenze della folla, persino infiltrata da frange concretamente fascistoidi?
Quando Vidkun Quisling e Benito Mussolini videro sfarinarsi il loro potere nazifascista inasprirono il livello di repressione, con rastrellamenti, arresti, deportazioni, torture, uccisioni, esecuzioni; si fecero mancare giusto la privazione degli stipendi, ma non i trattamenti sanitari obbligatori, magari ad opera dei molteplici Doktor Mengele. I regimi morenti diventano feroci nei colpi di coda.
Chi prese le armi per abbattere i regimi di Quisling e di Mussolini furono i fondatori non solo della nostra Repubblica, ma anche della Europa unita che nel dopoguerra si costruì assai faticosamente e a botte di sindromi post-traumatiche.

Qualcuno anche stavolta anzi soprattutto stavolta ha voluto e vuole una ennesima possibile guerra civile.
Qualcuno qui sarà Quisling, qualcun altro sarà forse chi lo deporrà. Non saranno di certo i fascistozzi cacio e pepe di Forza Nuova, ma quanto potrà durare la dittatura del legittimo governo fantoccio di Berlino instaurato nella nuova Salò?
Quanto la Stampa asservita esprime davvero una maggioranza di italiani favorevoli alla dittatura e quanto invece sia sconnessa dalla realtà in evoluzione verso una possibile ampia rivolta è una questione maledettamente difficile da dirimere.

Esiste, forse, una sola certezza: lo scontro in Italia e in Europa parrebbe appena cominciato. Ed è e sarà un gran bel piattino di mmmerda.

Di Lapo Mazza Fontana.

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