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Covid, ok ai vaccini autoprodotti a Taiwan. Che fine ha fatto il nostro ReiThera?

Nel mondo chi si trova isolato dal mercato dei vaccini si "arrangia". In Italia chi ha sperimentato il vaccino nazionale invece avrà l'esenzione solo fino a settembre

23 Agosto 2021

Sui vaccini contro il Covid manca ancora una linea univoca, e si vede: mentre Taiwan approva i vaccini autoprodotti, in Italia chi ha sperimentato ReiThera dovrà accontentarsi di un'esenzione di poche settimane prima di doversi sottoporre a una nuova inoculazione. 

Nella repubblica democratica situata nel mare tra Cina e Giappone la stessa presidente Tsai Ing-Wen ha voluto ricevere il vaccino nazionale, facendosi riprendere in diretta tv nella mattina di lunedì 23 agosto. Un gesto anche per motivare la popolazione a vaccinarsi, dopo che i ritardi nelle consegne hanno spinto il Paese verso la decisione di correre per l'approvazione del vaccino "made in Taiwan". Medigen, questo il nome del siero e della casa farmaceutica produttrice, ha avuto un iter breve e i test clinici sono ancora in corso.

Covid, ok ai vaccini autoprodotti a Taiwan. Che fine ha fatto il nostro ReiThera?

Sui vaccini autoprodotti non può non tornare alla mentre il caso di ReiThera, il vaccino italiano che solo poche settimane fa sembrava pronto per il lancio nella campagna vaccinale nazionale. Ora però arriva la doccia fredda per tutti coloro che si sono sottoposti ai test clinici. Infatti chi ha ricevuto le dosi del vaccino italiano sarà esentato dal ricevere una vaccino Covid19 tra quelli approvati dall'Ema solo per poche settimane ancora.

In una nota diffusa dal ministero della Salute e firmata dal direttore della Prevenzione Giovanni Rezza, si legge infatti che chi ha ricevuto ReiThera potrà ricevere il Green Pass ed essere esentato dalla campagna vaccinale in corso. Il documento "con validità fino al 30 settembre 2021, sarà rilasciato dal medico responsabile del centro di sperimentazione in cui è stata effettuata la vaccinazione". Una notizia dolceamara per chi ha creduto nella ricerca italiana, perché significherà che già a ottobre bisognerà ricorrere a un altro vaccino, senza ancora prove certe che l'inoculazione di un altro siero possa essere efficace o, peggio, avere effetti negativi sulla salute.

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