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Attacco hacker regione Lazio ultime notizie: arriva l'Fbi, sistema ancora in tilt

I cittadini di Roma sul piede di guerra: "Impossibile andare avanti così"

05 Agosto 2021

Attacco hacker regione Lazio ultime notizie: arriva l'Fbi, sistema ancora in tilt

Fonte: lapresse.it

Nelle indagini per risolvere l'attacco hacker che ha colpito la regione Lazio arriva anche l'Fbi, i servizi di intelligence statunitensi. Il portale è ancora in tilt, e ora il compito degli inquirenti sarà di trovare la chiave di decriptazione per salvare i dati e i file del Ced della Regione Lazio. Al caso lavorano anche la Polizia postale italiane e l'Europol, in quello che sembra un caso complesso e che non si sta esaurendo in poche ore.

I cittadini sono furiosi, e chiedono misure immediate per rispondere a questa situazione di stallo che sta gravemente penalizzando il sistema sanitario regionale. A queste richieste da Roma avvisano che la costruzione di un sistema temporaneo parallelo è in corso, per riuscire quantomeno a portare avanti le attività di routine e il sistema di vaccinazioni.

Attacco hacker regione Lazio ultime notizie: arriva l'Fbi, sistema ancora in tilt

Le Asl e i sistemi informatici sono totalmente bloccati: non è possibile prenotare visite mediche da due giorni e il personale sanitario è impossibilitato a garantire tutte le prestazioni. L'attacco hacker alla regione Lazio sta avendo effetti sempre più importanti sulla vita delle persone e sul lavoro dei sanitari. Drammatica infatti la situazione delle visite mediche, che probabilmente potranno essere prenotate solo a partire dal 10/15 agosto. Notizie positive invece per i vaccini, le cui prenotazioni dovrebbero riprendere entro la fine della giornata del 5 agosto.

Per ora le indagini non stanno ottenendo i risultati sperati: rimane impossibile accedere ai dati, e si studiano nuove soluzioni basate su attacchi hacker avvenuti in passato. Quello che è certo finora, è che a essere violato è stato il pc di un dipendente in smart working, che nel suo pc di casa aveva la password memorizzata per accedere al sistema. Sembra che non ci fosse nessun sistema di autenticazione a due fattori, come invece previsto in questi casi quando si usa la Vpn.  A cliccare sul link inviato dai pirati informatici mentre stava navigando in rete potrebbe essere stato il figlio, connesso con il computer che aveva l'accesso al sistema della Regione Lazio ancora effettuato.

Non è stato ancora reso noto se ci siano delle richieste di riscatto, anche se secondo indiscrezioni potrebbero essere state fatte delle proposte per ottenere 5 milioni in bitcoin in cambio del rilascio dei dati. Non solo: secondo quanto riportato dal Tg1, qualcuno avrebbe cliccato sul link tor scritto nella schermata apparsa alla Regione Lazio, e condivisa da moltissimi media, e sarebbe partito il countdown per il riscatto. Resterebbero quindi solo 72 ore di tempo prima che questo scada, dopodiché non è chiaro cosa accadrà: ossia se i dati "sequestrati" saranno persi definitivamente, oppure no.

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