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Sparatoria a Voghera, il marocchino ucciso era stato sottoposto a TSO

Il 39 marocchino ucciso dall'assessore alla Sicurezza Massimo Adriatici soffriva di problemi psichici, aggravati durante il lockdown

22 Luglio 2021

Sparatoria a Voghera

Fonte: Twitter, Ansa

Si infittisce il caso della sparatoria di Voghera, dopo che alcune fonti vicine alla famiglia del marocchino ucciso dall'assessore alla sicurezza Massimo Adriatici confermano che il 39enne marocchino era stato recentemente sottoposto a un TSO. Youns El Boussetai è stato ucciso con un colpo di pistola da Adriatici a seguito di una lite. Secondo le prime ricostruzioni i due uomini avevano avuto una lite, terminata tragicamente con il colpo della calibro 22 da parte dell'assessore ex poliziotto. Adriatici ha invocato la legittima difesa. Attualmente si trova ai domiciliari.

Sparatoria a Voghera, chi è la vittima uccisa da Massimo Adriatici

E' morto sul colpo, Youns El Boussetai, dopo lo scontro con l'assessore leghista Massimo Adriatici in piazza Meardi a Voghera. 39 anni compiuti lo scorso marzo, corporatura robusta e l'aspetto "da puglile". Viveva senza regolare permesso di soggiorno e senza fissa dimora. Dopo dieci anni in Italia, aveva accumulato diversi ordini di lasciare l'Unione europea e a suo carico c'erano diverse violazioni di questo ordine. Svariate anche le segnalazioni per ubriachezza molesta e le denunce per reati di ingresso illegale sul territorio italiano.

Era stato già arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti nell'operazione "Top Up 2" dei carabinieri del Norm della Compagnia di Voghera, e aveva accumulato anche varie altre denunce e arresti sempre per produzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Pesanti anche le accuse di evasione fiscale, truffa e falsità in scrittura privata. La colluttazione che ha portato alla sua morte è avvenuta a seguito di un litigio con l'assessore leghista proprio fuori da un bar, e gli astanti hanno descritto il suo atteggiamento come violento. Anche per questo Adriatici ha invocato la "legittima difesa".

Sparatoria a Voghera, il marocchino ucciso era stato sottoposto a TSO

Il giorno dell'omicidio, avvenuto di fronte a un bar di Voghera, in molti erano intervenuti per commentare l'accaduto. Tra questi anche un barista, che aveva detto di El Boussetai che "non era a posto con la testa". Oggi la conferma della famiglia del marocchino sulle sue precarie condizioni di salute. Stando a quanto riportano fonti vicine ai El Boussetai, il 39enne era stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio (Tso) circa tre settimane fa. L'uomo soffriva di gravi problemi psichici, che si sono poi acuiti con in seguito al lockdown. L'isolamento forzato e il suo passato di alcolismo hanno deteriorato la salute mentale dell'uomo, e non sono bastati i frequenti contatti con la famiglia a farlo rinsavire. La famiglia di El Boussetai è sparsa in tutta Europa. Il padre dell'uomo vive a Vercelli, la sorella in Francia e un secondo fratello in Svizzera. Rimasti in Marocco invece la moglie e i figli.

Un lockdown particolare, quello del 39enne marocchino, considerato che non aveva fissa dimora. A chi lo conosceva raccontava di chiamare "casa" una panchina in piazza Meardo, luogo in cui poi ha perso la vita. Il suo uccisore, l'assessore leghista Massimo Adriatici, è stato accusato di "eccesso colposo di legittima difesa" ed è stato arrestato dalla Procura di Pavia. Si attende la convalida della misura cautelare dei domiciliari. Se dovesse saltare, Adriatici potrebbe tornare in libertà molto presto. Intanto, un nuovo interrogatorio è stato fissato per venerdì 23 luglio.

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