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Senza vita due donne investite da mietitrebbia. "Sono ferita, la mia amica è morta"

Una delle due donne aveva dato l'allarme al 112, poi il silenzio. Tanti i misteri da chiarire

04 Luglio 2021

Senza vita due donne investite da mietitrebbia. "Sono ferita, la mia amica è morta"

Sono state trovate domenica mattina senza vita le due donne rimaste investite da un mietitrebbia nel milanese. Una delle due aveva dato l’allarme al 112, venerdì 2 luglio di mattina, spiegando che entrambe erano state investite da una mietitrebbia in un campo di mais a San Giuliano Milanese, nella provincia del capoluogo lombardo.

Sui cadaveri, spiegano gli inquirenti, sono stati riscontrati segni compatibili con l’investimento di un mezzo pesante. Al cellulare una delle straniere aveva detto, parlando in arabo con i carabinieri coadiuvati da un interprete, che era stata gravemente ferita e che la sua amica era già deceduta. Le donne erano infatti di origine marocchina, una di 28 anni e l'altra di 32. Nel frattempo è stato identificato e sentito dai carabinieri l’agricoltore che avrebbe investito, con un mezzo dotato di "braccia" meccaniche per la distribuzione del diserbante, le due vittime.

Senza vita due donne investite da mietitrebbia. "Sono ferita, la mia amica è morta"

"Si indaga per cercare di arrivare a chiarire i contorni della vicenda e per identificare il responsabile, lavoreremo anche per cercare di capire anche come mai queste due donne si trovassero lì", ha detto il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro. Nelle vicinanze non è stata trovata la mietitrebbia. 

Nelle vicinanze non sono state trovate mietirebbia, né mezzi che potrebbero coincidere con l'allarme lanciato dalla donna. Sono terminati i sopralluoghi del medico legale incaricato dalla Procura di Lodi e del pm di turno nel campo a San Giuliano Milanese, al confine con Locate di Triulzi, in cui sono state trovate morte le due donne che i carabinieri ricercavano da ieri, dopo che una di loro aveva chiamato il 112 chiedendo aiuto e raccontando che erano state investite da una mietitrebbia. Dalla procura di Lodi è stata, quindi, disposta l'autopsia sui due cadaveri mentre si cerca di risalire a chi stesse lavorando in quel campo nella giornata di ieri. Da un primo esame visivo delle salme, secondo gli inquirenti, le ferite mortali sarebbero compatibili con un investimento da mezzo pesante.

Senza vita due donne investite da mietitrebbia: i nodi critici del caso

Una delle due straniere era incensurata, l’altra aveva precedenti di polizia per rapina. Secondo quanto emerso dalle deposizioni dei Carabinieri giunti sul posto, la vicenda ha dei contorni ancora piuttosto confusi. La telefonata è stata fatta verso le 11.30 di venerdì 2 luglio, ed è stata mediata da un interprete. Poi il silenzio.

I militari hanno immediatamente iniziato le ricerche che sono state molto difficili. Si è scoperto così dalle famiglie che le nordafricane erano scomparse e che, però, non era ancora stata presentata un denuncia. La Procura di Lodi aveva subito temuto le loro vite. Sono state intensificati i controlli fino al tragico ritrovamento dei corpi in serata. Rimangono molti interrogativi.

Senza vita due donne investite da mietitrebbia: nel dossier spuntano birra e droga 

In un breve spiazzo ricavato tra il granturco, sul terreno c’erano cinque lattine di birra, vuote, e una delle donne era sotto una coperta, su un fianco, rannicchiata, nella tipica posizione di una persona che dorme. La seconda donna, anche lei munita di una coperta ma questa al suo fianco, non sopra il corpo, era distesa, con le braccia aperte. La relativa vicinanza dell’ex "boschetto della droga", unitamente alla considerazione che questa porzione di periferia e di hinterland annovera numerose aree di spaccio di droga, in seguito a un’emigrazione da Rogoredo, potrebbe introdurre il tema degli stupefacenti — c’era della carta stagnola — con le amiche che avrebbero raggiunto la zona in cerca di droga e lì avrebbero sostato.


Le verifiche della Rilievi hanno incluso la ricerca di eventuali presenze di altre persone, cristallizzate da impronte. I cadaveri non avevano apparenti segnali di colpi di armi da fuoco oppure inferti con coltelli oppure oggetti contundenti. Informate della disgrazia, le famiglie delle amiche hanno raccontato ai carabinieri che era stata un’uscita come tante altre in passato, tra due donne che per appunto si frequentavano da tempo, motivo per il quale, anche se l’assenza si sarebbe prolungata, difficilmente i parenti avrebbero presentato una denuncia di scomparsa, certi del ritorno a casa. Un’azione, quest’ultima, dettata però da una successiva scoperta dei carabinieri: le amiche non vivevano in abitazione, per scelte o per ragioni ancora ignote, ma giravano per i campi, munite di zampironi, di bottiglie di birra, di quelle coperte, e del cibo in scatola.

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