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David Rossi, nuove ombre sulla morte. "Su alcune ferite zero accertamenti"

L'audizione di Salvatore Vitello davanti alla commissione d'inchiesta sul presunto suicidio dell’ex responsabile della comunicazione di Mps. "Non ci sono indizi di violenza, nella stanza era da solo"

01 Luglio 2021

david rossi

Non esistono prove che dimostrino segni di lotta, né che ci fossero altre persone in quella stanza dalla quale David Rossi precipitò il 6 marzo del 2013 per trovare la morte, in quello che è sempre stato ritenuto un suicidio. Eppure, ci sono ancora delle zone d'ombra. Ad esempio il mancato esame di alcune delle ferite sul suo corpo e la distruzione dei fazzoletti. Un "atto incongruo", come lo definisce Salvatore Vitello, il procuratore capo di Siena che è stato ascoltato nel corso dell'audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del dirigente di Mps responsabile della comunicazione.

David Rossi, nessun segno di lotta o di un altra persona nella stanza

Secondo Vitello, "si possono fare tante ipotesi, ma il dato che emerge per quello che rileva sul piano probatorio è il seguente: dai sopralluoghi vi è la totale assenza di indizi violenti che si sarebbero trovati se Rossi avesse dovuto difendersi da una aggressione, se avesse ingaggiato una lotta, se fosse scappato da qualcosa, trascinato con forza, non vi è nessun dato che lo rileva". Sulla dinamica della caduta, il pm spiega come sia compatibile con il suicidio. "Da accertamenti non risultano evidenze di presenze terze nella stanza di David Rossi", che "è caduto dal suo ufficio con la parte anteriore del corpo rivolta verso il muro, e questa caduta è collegata al fatto che lui con le braccia si è posizionato sulla finestra dove c'è la sbarra di ferro e si è lasciato andare, è caduto in verticale, in modo speculare alla parete".

Il procuratore capo: "Orologio? Questione mitizzata dai media"

Anche per quanto riguarda i biglietti d'addio, Vitello sostiene che "secondo i periti sono stati scritti sicuramente da Rossi, è la sua grafia", mentre in relazione all'orologio del manager, Vitello ha affermato che "le lesioni sul polso lasciano pensare che l'orologio sia rimasto aggrappato a qualcosa e poi si sia staccato". Un tema, quello dell'orologio, sul quale secondo Vitiello "c'è stata una sorta di mitizzazione mediatica". 

I dubbi sull'omissione di esami ad alcune ferite

Eppure permangono alcuni dubbi sullo svolgimento delle indagini. Su alcune ferite trovate sul cadavere, quelle alle braccia e a un ginocchio, "non abbiamo accertamenti scientifici che in qualche modo ci diano certezze, perché non sono stati fatti quando dovevano essere fatti", ha detto Vitello, il quale ha aggiunto che visto che non furono esaminate in sede di autopsia e pertanto, dopo la riapertura delle indagini, la seconda perizia ha "cercato di spiegarle con le evidenze che erano emerse nel corso dei sopralluoghi". 

"Distruzione dei fazzoletti? Atto incongruo"

C'è poi la distruzione dei fazzoletti sporchi di sangue che erano stati repertati e che poi "sono stati distrutti dopo il dissequestro. Avrebbero potuto darci un importante contributo". Vitello qui non ha dubbi: "E' stato un atto incongruo si poteva aspettare, ma in quel momento c'era stata la richiesta di archiviazione e tutti gli atti propendevano per il suicidio". Vitello ha poi dichiarato che Rossi  cinque giorni prima del decesso aveva esternato in modo irrazionale la paura di essere arrestato, poi il 4 marzo ci sono le mail a Viola, con titolo help, in cui manifesta l'intenzione di suicidarsi". 

La vedova di David Rossi: "Recita imparata a memoria"

Alla vedova di Rossi non sono piaciute le dichiarazioni del pm, definite "una recita imparata a memoria". Antonella Tognazzi, parlando all'Agi ha aggiunto: "Ancora oggi continuano a non dare motivazioni su quanto è accaduto sulla base delle loro stesse perizie. Se una perizia dice che ci sono delle percosse sul corpo di David come si fa a sostenere che nella stanza del suo ufficio non c'erano altre persone?. Insomma non è finita, è piuttosto un continuo e ulteriore affondare il coltello nella piaga". 

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