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Omicidio Marco Vannini, attesa per la sentenza della Cassazione: tre possibilità

La Suprema Corte può decidere di confermare la sentenza per omicidio volontario, annullare la condanna oppure assolvere i Ciontoli

03 Maggio 2021

Omicidio Marco Vannini, attesa per la sentenza della Cassazione: tre possibilità

Fonte: lapresse.it

Attesa oggi, lunedì 3 maggio, la sentenza della Cassazione bis sul caso dell'omicidio di Marco Vannini. Il giudice della Suprema Corte dovrà decidere se confermare o no le sentenze che hanno condannato tutta la famiglia Ciontoli per omicidio volontario. Antonio Ciontoli è stato condannato a 14 anni, mentre la moglie Maria e i figli Martina e Federico per concorso anomalo in omicidio volontario. Gli imputati hanno mostrato una "vera e propria crudeltà", oltre ad aver ‘depistato' le indagini tramite la "pulizia delle armi e del sangue, le menzogne ai soccorritori e gli accordi sulle versioni da dare". A dirlo è stata la Corte presieduta da Gianfranco Garofano.

Omicidio Marco Vannini, attesa per la sentenza della Cassazione: tre possibilità

La Cassazione può adesso decidere di confermare la sentenza, annullare la condanna e rinviare il caso alla Corte d'Appello ter, oppure assolvere i Ciontoli. Sale dunque l'attesa, soprattutto tra amici e familiari di Vannini, che chiedono giustizia. Secondo quanto scritto dalla Corte d'Appello bis nella sentenza, le indagini sulla morte di Marco Vannini erano state talmente lacunose da rendere impossibile il ricostruire con precisione quanto accaduto la notte tra il 17 e il 18 maggio 2015.

Nessuno potrà effettivamente mai sapere cos'è accaduto all'interno delle mura della casa dei Ciontoli, solo che Marco Vanni è morto in conseguenza di un colpo d'arma da fuoco. La villa dei Ciontoli, per esempio, luogo dove è stato commesso il delitto, non era stata posta sotto sequestro. Non sono stati nemmeno sequestrati i vestiti che indossava Marco prima di farsi la doccia. Questi sono stati rinvenuti, lavati e stirati, a ormai due mesi di distanza dal delitto.

Omicidio Marco Vannini, attesa per la sentenza della Cassazione: la lettera di Martina

Qualche giorno prima della sentenza, Martina Ciontoli ha scritto una lettera ai giudici della Cassazione. "Non avevo capito niente", si legge nel teso. "Da anni non riesco a parlarne. Con nessuno. Neanche con chi mi è più vicino. A volte non so comportarmi… a volte sono fuori di me. Come se il dolore sia troppo forte per essere spiegato, per essere capito… A volte mi sembra di non poter comprendere io stessa l’inferno che ho vissuto. E che vivo. Cosa provo nei confronti di mio padre. Cosa ho provato e provo per non aver potuto piangere la perdita di Marco insieme a Marina e Valerio che per me erano come una seconda famiglia…."

E ancora: "Avrei dovuto chiamarli subito quando ho visto che Marco non si sentiva bene… per questo mi odiano e non si fidano di me…ma io in quel momento pensavo a capire lui cosa avesse, mentre si lamentava, poi si riprendeva, poi si lamentava… mentre mio Padre diceva che si era solo spaventato e aveva un attacco di panico…provavo a tranquillizzarlo…gli stavo vicino… Marco era grave e aveva un proiettile in corpo…ma io non lo sapevo…non lo sapevo…e le mie azioni e i miei pensieri sono stati inutili per questo…".

Omicidio Marco Vannini, oggi la Cassazione. Federico Ciontoli: "Pronto a pagare"

Anche Federico, fratello di Martina, ha deciso di prendere pubblicamente parola. In un'intervista a Fanpage.it si è dichiarato "pronto a pagare". Tuttavia ha poi negato di aver capito subito che il padre aveva sparato a Marco Vannini. "Non è giusto inventare una storia affinché paghi di più, non si può dire che c'è stato un clan. Io non sarei mai stato complice di mio padre nel far soffrire una persona, figuriamoci nel farla morire".

Marco Vannini è morto nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015. Si trovava a casa dei genitori della fidanzata Martina Ciontoli. La tragedia è andata in scena intorno alle 23, quando è stato colpito da un colpo di arma da fuoco dal padre Antonio. L'uomo ha sempre dichiarato di avergli sparato per sbaglio mentre lui era dentro la doccia. I soccorsi non sono stati chiamati subito, e quando la famiglia si decide a chiedere aiuto al 118 dicono agli operatori che Marco si era ferito cadendo su un pettine. Inutile i soccorsi e la corsa in ospedale. Marco è morto di lì a poco.

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