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Fatela santa davvero Moana Pozzi da Zena, ma santa subito, santa laica

Oggi Fantastica Moana avrebbe compiuto sessant'anni: insuperabile, insuperata, rimarrà irripetibile

Di Gianluca Ursini

27 Aprile 2021

Fatela Santa davvero Moana Pozzi da Zena, ma santa subito, santa laica

Oggi avrebbe compiuto sessant'anni, la figlia dell’ingegnere che lavorava in un centro di ricerca nucleare, attivo nel mondo del volontariato cristiano; ma siccome gli ''eroi son tutti giovani e belli'', come cantava il Poeta modenese di Pàvana, è dovuta morire all’Hotel de Dieu a nemmeno 34 anni di cancro al fegato, (oltre un quarto di Secolo fa, quasi 27anni trascorsi da quella maledetta estate) senza mostrare il suo corpo divinizzato da tutti, martoriato e stuprato dal tumore. Un ultimo atto di dignità da gran Diva: accontentare sempre il pubblico, e non mostrare la devastazione della malattia su quel miracolo del corpo di ‘’la’ dove il Mar è più Fondo’’, ossia la traslitterazione letterale di Moana dall’oscuro dialetto Tahitiano al Villaggio Globale dove adesso fa rima con CarneMontana, e forse non solo.

Personalmente, da fan spassionato di ''Fantastica Moana'' fin dall’età pre-puberale, (noi si era pischelli negli anni della Milano da bere, quando i Vanzina eran ancora alla prima o seconda fatica dell’intelletto-immortale cinePanettone): un miracolo dell’Eros. Non bellissima, con caratteri molto marcati e una silhouette del viso fin troppo equina per piacere al maschio mediterraneo, ma era prodigiosa nel saper intuire – un Sesto senso puramente ferino, la Classe del Grand Artiste, sans Doutes – dove titillare il Maschio Medio arrapato Italico; finiti gli Anni di Piombo, con una Rai che ancora era neghittosa su certi temi e intabarrata dai censori Diccì devoti alla Costrizione dei Sensi e alla Temperanza, mentre allora solo le Reti MediaSet osavano dare stura alla richiesta di scollacciamento di una società che si voleva lasciare alle spalle tristezze devozionali e terroristiche (maschi e femmine adulti e adolescenziali, indistintamente, tutti avevano voglia di leggerezza e niente fa ridere più di un Pornazzo improbabile e situazionista). Ecco MediaSet che quindi si beccava gli strali scandalizzati, le concioni salmodianti incenso degli intellettuali organici all’altra Grande Chiesa del Paese, il PCI dei grandi intellettuali, grandi firme che immancabilmente trovavano ''volgari e scollacciate'' le tivvu berlusconiane, perché si sa che il Sesso libero, è anti-Rivoluzionario e sempre fu bandito dai tovarish da Lenin a Stalin; qui si inserì il Genio di Moana, venuta esattamente quasi una decade dopo Cicciolina, che per prima nel 1980 si affacciò sulle reti Rai, senza dire una parola e per di più in abiti castigatissimi, e così facendo dando la stura ad una richiesta di Eros soft-Core, stiloso; Moana andava sempre in giro per spettacoli con Schicchi, il mentore del team di DivaFutura: su,o di Ilona e della indimenticata Ilenaa Carisio, in arte Ramba, sempre in coppia con la esuberante Milly d’Abbraccio. Ma Milly era incontenibile: invece Moana aveva talento da primaDonna, sapeva quando non esagerare e come titillare solo con un sorriso il Maschio infojato, che dorme anche nell'animo del più insospettabile capoSquadra degli Scout: era un miracolo della natura, sapeva Marmorizzare l’attenzione erotica degli Italiani come mai più nessun’altra, e poverina, come nemmeno sua sorella Baby ne era capace, nemmen alla radice quadra; avrebbe potuto presentarsi vestita da carpentiere mentre lavava le stoviglie. Avrebbe fatto lo stesso effetto a mandrie di trentenni ululanti; il motivo era l’antica Arte e potenza evocativa dei contrasti: Lei rampolla della Zena Bene, quelli con cottage a Sankt Moritz, mandata dalla cattolicissima madre a studiare dalle Orsoline, anziché cercarsi adeguato rampollo Benetton o Barilla, per campare esibisce le sue grazie, con gran disdoro dei cattolicissimi parenti; lei attizza più di chiunque altra mai, sia passando per l’Hard, dove Cicciolina non la vedeva nemmeno, ma anche considerando il Soft anni’70 alla Squitieri: nemmeno l’immortale e bellissima Antonella di ‘Sesto senso’ reggeva la compa/etizione con Fantastica Moana; il suo successo erotico, prescinde dalle classiche misure 90-80-90 o dal fatto che avesse o meno il viso più ancillare abbinato ad un ‘physique du role’ da copertina centrale di PlayBoy: in Lei rievoca nel Merlo Maschio Mediterraneo l’operajo Gennarino Carunchio che, come da copione WertMulleriano in ''Travolti da un insolito destino'', prende a ceffoni la Melato ''Bbottana industriale'' nel bel mezzo della foja della copula. Con il che si conferma il più trito (si, ma il Trash fa incassare Dindi, andateglielo a chiedere a Umberto Smaila quanti Danè ha portato in cassa con ColpoGrosso’ in 5 stagioni) dei luoghi comuni: la Regina attizza il principe consorte, se si mette l’uniforme e grembiule da sciacquapiatti, mentre l’operaia al tornio metallurgico, per ringalluzzire un partner oramai spompato, deve paludarsi da NobleDame.. Ricordo il suo Apex, prima dell’oscurità e del tramonto: fine anni’90, nella paludata RAI democristiano–pentapartitica una domanda posta da un intervistatore con sopracciglio alzato, a indicare probità indignata (tacciamo di ricordare il dilui cognome, per rispetto della classe giornalistica): ''Ma cosa pensano di Lei i suoi genitori?'' le chiesero; -''Ma non saprei, immagino tutto il male possibile'', la angelica risposta, detta col distacco e l’insofferenza della Gran Madama aristocratica, costretta a discutere col grossista del costo/chilo dei fagiolini.

Insuperabile, Insuperata, rimarrà irripetibile, Fantastica Moana. Buon 60esimo, ed evitiamo battutacce su come ti starai divertendo lassù… ad ascoltare queste quisquilie che diciamo sul tuo conto, certo.

La cosa che fa più imbestialire noi Laici, è infine il supplizio che ci tocca spesso, di essere Santificati come Cattolici in letto di morte; la madre le resse la mano durante l’inutile chemioterapia in Lione, e mentre era agonizzante, le infliggeva la lettura delle Sacre Scritture e le infliggeva rosari su rosari, e ci ha anche dovuto dire che Moana è morta da vera cristiana. Ora, anche la persona che amavo di più al mondo era non un notoriomangiapreti, in quanto troppo mite, ma di sicuro si era tenuto lontano da Chiese e Reliquie, Liturgie, per tutta la vita, da buon liberale e libertario; aveva sempre imposto come sue ultime volontà: ''non vi azzardate a fare un funerale, e che io venga cremato, le ceneri disperse in mare''. Oh la cattolicissima moglie, non ha dovuto giuocargli codesto Ischerzo, di riservarGli funerale Cattolico, con il pretacchione che, ben contento d’essersi guadagnato un’altra anima, sbeffeggiava pure in Omelia ''il nostro caro parrochiano non era un gran frequentatore di Messe, ma la sua cara consorte ci assicura che è morto nel conforto della conversione a Dio''. Ora anche Moana, la han dovuta fare Santa, mentre Lei aveva volutamente scelto in vita, liberamente, di fare quella roba lì che fa rima con Montana, e le hanno dovuto anche levare la Libera Scelta di come aver vissuto la sua vita.

E Allora una preghiera ve la rivolgiamo noi, scollacciati, libertini e libertari, cari amici cattolici: Fatela Santa davvero Moana Pozzi da Zena, ma Santa Subito; Santa Laica…

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