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Covid, nuovo decreto: spostamenti tra le regioni vietati ancora per un mese

Oggi alle 9.30 il consiglio dei ministri. Gli enti locali sono stati informati ieri della decisione ma si respira aria di collaborazione

22 Febbraio 2021

Covid, nuovo decreto:  spostamenti tra le regioni vietati ancora per un mese

Roberto Speranza (fonte foto Lapresse)

Spostamenti, tra Regioni, ancora, vietata per altri 30 giorni a partire dal 25 febbraio. Il nuovo decreto anticovid, allo scopo di arginare la diffusione del contagio e ridurre i rischi legati alle varianti. La misura sarà applicata a tutte le regioni, indipendentemente dalla collocazione in zona rossa, zona arancione e zona gialla.

La decisione che verrà presa ufficialmente durante il consiglio dei ministri previsto per questa mattina alle 9.30 è già stata comunicata a regioni, province e sindaci nella videoconferenza di ieri sera.

Nella riunione, di ieri, il ministro della Salute Roberto Speranza, come riportato da Adnkronos, avrebbe fatto un quadro abbastanza preoccupante, della situazione specificando che non si tratta di fare allarmismi. Piuttosto, la constatazione che prima che i vaccini abbiano un effetto tangibile, e mentre si diffondono tre varianti le restrizioni sono indispensabili.

Le Regioni, già ieri, avevano pronte una serie di proposte contenute in sei punti considerati essenziali: vaccini, misure anti virus tempestive, Rt meno determinate nel definire la zona rossa, indennizzi per le attività penalizzate e misure ad hoc per la scuola.

Stefano Bonaccini presidente della conferenza delle Regioni, si è detto soddisfatto: "Avevamo chiesto al governo un cambio di passo nella gestione dell'epidemia e dall'incontro di stasera arriva un segnale positivo. Il documento unitario con le proposte delle Regioni sarà portato in Consiglio dei ministri dalla ministra Gelmini, che ringrazio per averci convocato assieme al ministro Speranza. Proposte che nei prossimi giorni saranno discusse tra governo e regioni in vista del nuovo Dpcm ai primi di marzo".

"Vaccini priorità assoluta. Stiamo andando troppo lenti e il motivo è uno solo: la macchina è pronta, ma mancano le dosi. Al Governo chiediamo, dunque, di cambiare strategia per recuperare più vaccini possibili, valutando da subito di coinvolgere nella fase produttiva anche aziende e realtà italiane. Non c'è tempo da perdere, ne va della tutela della salute di tutti noi, a partire dai soggetti più deboli" ha evidenziato il presidente dell’Emilia Romagna.

Da parte loro i sindaci chiedono, invece, la riapertura definitiva dei bar, ovviamente a condizione che il tutto venga fatto nel rispetto delle regole: “ "La consumazione al tavolo assicura condizioni di sicurezza maggiori rispetto agli assembramenti che purtroppo si creano fuori dai locali che fanno il servizio di asporto delle bevande, soprattutto con l’arrivo della bella stagione". Le loro altre richieste sono mantenere e perfezionare i parametri, piano vaccinale efficace, finanziamento dei nuovi ristori.

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