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Milano. Il secondo Arengario di piazza Duomo si trasforma in spazio espositivo

Ma il progetto approvato dalla Giunta del Comune di Milano piacerà alla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio?

17 Gennaio 2022

Milano. Il secondo Arengario di piazza Duomo si trasforma in spazio espositivo

Nei giorni scorsi, la Giunta del Comune di Milano ha dato via all’iter che trasformerà il secondo Arengario di piazza Duomo in uno spazio espositivo di 1.204 metri quadrati all’interno e 111 all’esterno. La spesa complessiva tra lavori e somme a disposizione è prevista in 29 milioni di euro. (in copertina: Urbanfile. Arengario, rendering del Progetto vincitore)

Il primo ostacolo

Superata la fase dell'approvazione del progetto di fattibilità, ora si deve pensare a come l'edificio sarà trasformato, perché c'è un problema: il progetto, pur approvato a livello comunale, potrebbe già trovare un ostacolo. Tutto dipende dalla capacità degli architetti: riusciranno a convincere la Sovrintendenza della validità della loro idea, ovvero di creare un ambiente unico fra i due Arengari, ottenendo il permesso di costruire una passerella aerea tra i due edifici per collegarli? In questo modo si otterrà il risultato di rendere la visita museale più semplice, ma si cambierà completamente la prospettiva urbanistica.

Giampaolo Berni Ferretti

Sentiamo il parere di Giampaolo Berni Ferretti, consigliere del Municipio 1 di Milano: "In realtà lo abbiamo detto e ridetto anche con la mia interrogazione, inevasa,  dello scorso luglio 2021: il collegamento aereo tipo passerella tra le due torri-propilei dell’Arengario presenta la criticità di un elemento architettonico che intercetta l’asse da Piazza Scala, Galleria Vittorio Emanuele II, Arengario, Largo Diaz, Grattacielo Martini". Del resto così si era già espressa la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Milano lo scorso 4 marzo 2021.

Ciononostante il Comune di Milano, ignorando tale indicazione ed evitando di ribandire la gara con le opportune modifiche di prospettiva, ha annunciato comunque il vincitore. Al di là delle considerazioni estetiche sulla scelta e l’aggiudicazione della gara, il progetto nasce male, visto che il vincitore della gara dovrà predisporre adesso un progetto definitivo che necessariamente dovrà essere sottoposto alla Sovraintendenza: questa logicamente lo boccerà, chiedendo quanto già sappiamo, di eliminare la passerella tra le due torri.

Che cosa fare? 

"A questo punto" ribadisce Giampaolo Berni Ferretti "è lecito chiedersi se:
1. Se l’Amministrazione Comunale abbia valutato i tempi per la realizzazione dell’allargamento del Museo del 900 che tale scollamento con la Sovraintendenza provocherà?
2. Perché il Comune, lo scorso marzo, non ha rifatto il Bando?
3. Se il ponte viene tolto dal progetto aggiudicatario, bisognerà rifare il Concorso?"

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