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Leonardo Sciascia: una piccola via di Milano dedicata alla sua memoria

Forse ci si poteva aspettare qualcosa di più dall'amministrazione pubblica milanese

Di Paolo Brambilla

02 Agosto 2021

Leonardo Sciascia: una piccola via di Milano dedicata alla sua memoria

Di Leonardo Sciascia, nato nei pressi di Agrigento, a Racalmuto, l’8 gennaio 1921, morto a Palermo il 20 novembre 1989, ricorre quest’anno il centenario della nascita.

Citato da Wikipedia come “scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo, poeta, politico, critico d'arte e insegnante italiano” è stato per tutti noi molto di più: l’Enciclopedia Treccani lo definisce “La forza della ragione contro le trame occulte del potere”.

Leonardo Sciascia nell'Enciclopedia Treccani

Mirabile il commento che la Treccani gli riserva proprio nella sezione più divulgativa dedicata ai ragazzi: “La Sicilia narrata dallo scrittore Leonardo Sciascia non è soltanto il luogo delle contraddizioni, dove convivono bellezza dei paesaggi e difficoltà del vivere, ma è, soprattutto, il luogo in cui meglio si nasconde il groviglio oscuro delle sopraffazioni, la trama degli inganni ordita dal potere che riesce a sviare la ragione fino a renderla impotente”.

Leonardo Sciascia nel cuore dei milanesi

Giovedì 5 agosto 2021, alle ore 11, una microscopica via della periferia di Milano (un pezzo della attuale via Tremiti, in zona Niguarda) verrà intitolata a Leonardo Sciascia. Purtroppo, con imperdonabile incapacità organizzativa da parte del Comune di Milano, di tutto l'anno 2021 è stato scelto proprio il mese in cui i milanesi sono in vacanza.

Forse Sciascia è rimasto incancellabile nel cuore dei milanesi, ma non sembra altrettanto nella memoria degli amministratori pubblici della città.

Intervista a Giampaolo Berni Ferretti, consigliere del Municipio 1 di Milano

“Del Corno tratta Sciascia come fece il PCI”. Dure le prime parole pronunciate spontaneamente dall’intervistato, prima ancora che possiamo rivolgergli la prima domanda.

Ma in fondo qualcosa sta facendo per Sciascia l’amministrazione comunale di Milano, se gli dedica una via, non pensi?

“Sì, proprio il minimo, addirittura senza nessun discorso ufficiale. Questo il modo in cui il responsabile nazionale della cultura del Partito Democratico (nominato da Enrico Letta) oltre che assessore alla cultura cittadino, Filippo del Corno, celebrerà l’anno del centenario della nascita dello scrittore siciliano”.

Intendi dire che… paradossalmente ci troviamo di fronte a una nemesi storica non voluta…?

“Bella considerazione. Forse senza saperlo, questo ennesimo erede di Foma Fomic (soprannome dato a un dirigente del Partito Comunista Italiano nel Candido di Sciascia) gli rende l’omaggio migliore perché mostra quanto ancora sia viva la rottura e il risentimento che fu del PCI per il “tradimento” dello scrittore siciliano (che poi era la sua volontà di restare sé stesso e di non sottomettersi alla ragion di partito del compromesso storico)”.

Sono passati quarant’anni dalle dimissioni di Sciascia da consigliere comunale a Palermo: è possibile che ci sia ancora dell’astio nei suoi confronti?

“Oh, sì, aggravato in seguito dalla sua candidatura nel Partito Radicale. E pensate che al PCI sono seguiti il PDS, i DS e il PD… Berlinguer e Pajetta non ci sono più, Occhetto è fuori dall’agone politico, l’Unione Sovietica è andata letteralmente in frantumi. Ma anche per gli eredi di quel mondo Sciascia rimane ancora qualcuno a cui voltare le spalle senza salutarlo, uno scandalo da nascondere”.

Come si può reagire a questo paradosso?

“Quest’ultimo episodio dimostra come anche il più piccolo incontro, articolo o opuscolo che ricordi Sciascia sia infinitamente prezioso e come sia infinitamente utile continuare a crearne, specialmente nella città del suo amato Alessandro Manzoni”.

Come vuoi concludere questa intervista?

 “Beh, direi solo in più che ricordare oggi Leonardo Sciascia, come ieri abbiamo fatto con Enzo Tortora, e chiesto di fare con Antonio Baslini e Loris Fortuna, significa ridare volto e dignità ad una città, spesso frenetica, che forse nelle più giovani generazioni tende a dimenticare la sua intima essenza. Quell’essenza che ne fa oggi una delle più importanti capitali europee”

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