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Transizione energetica, Marco Patuano (A2A): "La Generazione Z vuole dirci più cose"

Il Presidente del Gruppo A2A Marco Patuano a Il Giornale d'Italia: "Tanti parlano e alcuni fanno, il nostro ruolo è fare e per fare occorre investire. Abbiamo fatto un Piano Industriale che prevede 16 miliardi di investimento sulla transizione energetica e sull'economia circolare"

06 Ottobre 2021

Le parole del Presidente del Gruppo A2A, Marco Patuano, in occasione dell’evento Le svolte giuste - Il punto di vista dei territori sul futuro della transizione ecologica in Italia: "Oggi sono emerse molte cose interessanti ma soprattutto ne sottolineo tre. La prima è il ruolo della tecnologia, che è vista come il grande driver di questo cambiamento verso un mondo più sostenibile, non possiamo continuare ad usare le risorse del nostro pianeta nel modo in cui lo stiamo facendo ma, d'altra parte, non possiamo rinunciare a quello che è stato un percorso di crescita stupendo della nostra società. Il secondo tema è chi dovrebbe essere coinvolto e su questo abbiamo fatto una provocazione: deve essere una responsabilità dei baby boomers, cioè quelli che oggi hanno tra i 50 e i 60 anni, oppure è un tema che deve essere affrontato dalla Generazione Z?

La Generazione Z deve essere coinvolta di più, oggi i giovani parlano troppo poco, troppo raramente. A Milano abbiamo avuto nei giorni scorsi un momento di dialogo molto forte e questo ci deve far riflettere: la Generazione Z vuole dirci più cose. Il terzo tema è istituzioni o comunità? Chi delle due deve prendere il pallino per far avvenire il cambiamento? Sicuramente le istituzioni, ma le comunità devono essere parte di questa equazione perché quando portiamo le infrastrutture vicine alle comunità queste devono essere ascoltate fattivamente. 

Si parla tanto di decarbonizzazione perché è il tema più semplice. In realtà c'è anche tutto il tema delle materie prime e seconde, sono molti i temi che devono essere presi in considerazione. Siamo un paese industriale e manifatturiero, non possiamo pensare di diventare altro, dobbiamo continuare a farlo ma con grande rispetto per il territorio.

Tanti parlano e alcuni fanno, il nostro ruolo è fare e per fare occorre investire. Abbiamo fatto un Piano Industriale che prevede 16 miliardi di investimento sulla transizione energetica e sull'economia circolare. Sono 16 miliardi aggiuntivi, non sono i soldi del PNRR ma sono i soldi dell'azienda, dei nostri investitori e dei nostri azionisti. Questo è importante perché ciascuno di questi 16 miliardi di euro corrisponde a un progetto con tempi e obiettivi.

Il dialogo deve essere costante, non c'è una soluzione magica ma ciascuno deve fare un passo nella direzione dell'altro e l'equilibrio si incontrerà laddove l'interesse della comunità si incontrano con le necessità delle cose da fare".

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