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Carlo Tavares, Stellantis: "Transizione energetica, occorrono 20 anni: 10 per infrastrutture e 5 per auto elettriche"

Carlo Tavares, CEO di Stellantis: "10 anni previsti per le infrastrutture e 5 per auto elettriche efficienti. In questo caso, è un processo al contrario"

20 Settembre 2022

Carlo Tavares, CEO di Stellantis, commentando le iniziative annunciate oggi per lo stabilimento torinese di Mirafiori, dichiara: "Gli annunci di oggi evidenziano sia il nostro impegno verso l'Italia sia la nostra capacità di prendere decisioni responsabili per anticipare l'imminente cambiamento globale del nostro settore, mentre ci adoperiamo per raggiungere i nostri obiettivi Dare Forward 2030 - e aggiunge - "Sono molto grato a tutti coloro che hanno partecipato alla definizione e all’implementazione di questi piani per diventare un'azienda tecnologica di mobilità sostenibile con l'audace obiettivo di diventare a zero emissioni di carbonio rispetto alla concorrenza". 

Sono state presentate oggi nuove iniziative per lo stabilimento torinese di Mirafiori, finalizzate a sostenere gli obiettivi di decarbonizzazione e a far progredire la trasformazione della catena del valore  dell’elettrificazione globale.

Inoltre, il Ceo di Stellantis afferma: "Stellantis sta andando molto bene, ha ottimi risultati finanziari e stiamo rispettando tutti i nostri impegni, è pur sempre un’azienda in fasce, è nata a gennaio 2021 ma sono state fatte molte cose anche se ne abbiamo ancora molte da fare". 

Carlo Tavares, in merito alla Fiat 500 Bev, osserva che si tratta dell'elettrica più venduta in Europa: "Ne potremmo vendere molte di più, ma ovviamente questo dipende dalla disponibilità dei componenti - e conclude - Stiamo cercando di superare tutti glii ostacoli e se riusciremo a risolvere i problemi di forniture potremo fare molto di più, le potenzialità di 500 Bev sono enormi".

Carlo Tavares è chiaro, per la transizione energetica occorrono 20 anni. Di cui 10 anni previsti per costruire le infrastrutture e 5 per mettere in campo auto elettriche efficienti. Il CEO dichiara che, in questo caso, è stato fatto un processo al contrario. 

"Potremmo arrivare facilmente a 90mila e 500 a Mirafiori, quello che ci frena è la mancanza di alcuni componenti. Stiamo lavorando per risolvere la situazione e se ci riusciamo  potremo migliorare la nostra leadership. Noi mettiamo a punto progetti se poi dobbiamo fare assunzioni le faremo". 

Sulla produzione  di energia per rendere più autonomi gli stabilimenti, Tavares dice: "Entro fine mese decideremo in che direzione andare", sottolineando che all’interno degli stabilimenti del gruppo "abbiamo diversi progetti per produrre energia" progetti che "possiamo accelerare e allargare". "Possiamo farlo da soli o con partner che potrebbe investire la metà e avere un rendimento vendendo energia  a noi. Stiamo discutendo con diverse società energetiche e con investitori" aggiunge l'AD.

A proposito della crisi energetica, Tavares ha poi precisato che "è stata come una sveglia e io devo proteggere la mia azienda, producendo energia per mantenere l'attività sostenibile". 

"La produzione di batterie è direttamente collegata ai prezzi delle materie prime che sono molto volatili e questo poi si trasferisce sui prezzi delle auto e questo é un problema che dobbiamo risolvere"

Nel corso di un incontro con la stampa, Carlo Tavares aggiunge: "In Cina c'e' un rischio geopolitico, noi dialoghiamo con le autorità cinesi, discutiamo in modo franco e prendiamo decisioni tenendo presente il rischio geopolitico. Cosa succederà alle aziende esposte sul mercato cinese? C'è il rischio di non essere presenti sul mercato più grande del mondo, ma c'e' il rischio che se le tensioni crescono siamo troppo esposti su quel mercato, sono due facce della stessa medaglia".

Inoltre, ha evidenziato come la diffusione di auto elettriche debba affrontare due rischi, da una parte gli alti costi delle materie prime e, per quanto riguarda l'Europa, la concorrenza dei produttori cinesi: "Sono anni che ripeto ai governi che non si può danneggiare il diritto alla mobilità, impedendo l’accesso della classe media all’acquisto di nuove auto elettriche. 

La produzione di batterie è direttamente collegata ai prezzi delle materie prime che sono molto volatili e questo poi si trasferisce sui prezzi delle auto e questo é un problema che dobbiamo risolvere" ha osservato Tavares richiamando, poi, il rischio del prezzo di vendita dei veicoli elettrici da parte dei costruttori cinesi che stanno arrivando in Europa. 

"Magari e’ un fattore positivo per i consumatori ma questo  è un forte rischio per i produttori europei. Se l’industria dell’auto europea non riuscirà a competere, avremo un grosso problema. Per questo stiamo lavorando sull’accessibilità dei prodotti".

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