Addio a Robert Duvall, morto a 95 anni l'attore de 'Il Padrino' e 'Apocalypse Now', nel 1993 vinse l'Oscar per 'Tender mercies'
A darne notizia è stata la moglie, Luciana Pedraza, con un messaggio pubblicato su Facebook: l’attore si è spento domenica sera nella loro casa di Middleburg, in Virginia, circondato dall’affetto dei familiari
È morto a 95 anni Robert Duvall, considerato uno dei più grandi interpreti nella storia di Hollywood. A darne notizia è stata la moglie, Luciana Pedraza, con un messaggio pubblicato su Facebook: l’attore si è spento domenica sera nella loro casa di Middleburg, in Virginia, circondato dall’affetto dei familiari.
Premiato con l’Oscar nel 1983 per Tender Mercies, nel corso di una carriera durata quasi sessant’anni Duvall aveva ottenuto sette candidature agli Academy Awards. Il suo stile recitativo, improntato a un naturalismo intenso e a una totale immedesimazione nei personaggi, lo ha consacrato come una leggenda del cinema americano.
Nel corso degli anni interpretò figure iconiche del cinema, come in 'Apocalypse Now' di Francis Ford Coppola, dove vestì i panni del tenente colonnello Kilgore, ufficiale eccentrico e appassionato di surf. Nonostante una presenza limitata sullo schermo, lasciò un segno profondo, anche grazie alla celebre battuta sull’“odore del napalm al mattino”, che gli valse una delle sue nomination agli Oscar.
Un’altra candidatura arrivò per 'Il padrino', in cui interpretava Tom Hagen, consigliere della famiglia Corleone
Addio a Robert Duvall, morto a 95 anni l'attore de 'Il Padrino' e 'Apocalypse Now', nel 1993 vinse l'Oscar per 'Tender mercies'
Figlio di un ammiraglio della Marina e di un’attrice dilettante, crebbe ad Annapolis, nel Maryland. Dopo la laurea al Principia College e il servizio nell’esercito, si trasferì a New York, dove divise un appartamento con Dustin Hoffman e strinse amicizia con Gene Hackman, allora come lui giovane attore in cerca di affermazione.
Dopo alcune apparizioni televisive, si fece notare anche al cinema, esordendo nel ruolo di Boo Radley grazie al sostegno dello sceneggiatore Horton Foote, che in seguito avrebbe scritto proprio Tender Mercies, il film che gli valse l’Oscar per l’interpretazione di un cantante country in declino.
Tra i personaggi a lui più cari figurava però il ranger texano Augustus McCrae nella miniserie Lonesome Dove, tratta dal romanzo di Larry McMurtry: un ruolo televisivo che Duvall considerava tra i più riusciti della sua carriera.
Partecipò anche a Il padrino - Parte II, mentre rinunciò al terzo capitolo per divergenze economiche. Nel complesso prese parte a quasi cento film, ottenendo ulteriori nomination per Il grande Santini, L’apostolo, A Civil Action – Una causa civile e The Judge – Il giudice.
Dotato di un talento particolare per i ruoli western, vinse un Emmy per la miniserie Broken Trail e recitò accanto a John Wayne in Il Grinta.
Quando desiderava maggiore autonomia creativa, produceva i propri film: scrisse, diresse e interpretò L’apostolo, ottenendo un’ulteriore candidatura all’Oscar, e firmò anche Assassination Tango, progetto che univa cinema e la sua passione per il tango e per l’Argentina, Paese dove conobbe la moglie Luciana Pedraza.
Divideva il suo tempo tra Los Angeles, l’Argentina e una vasta proprietà in Virginia, dove aveva trasformato un fienile in sala da ballo per il tango. Per molti critici è stato un gigante silenzioso del grande schermo, capace di costruire una carriera solida e influente senza mai cedere ai clamori.
Nel messaggio d’addio, la moglie ha ricordato così il marito: «Per il mondo era un attore premio Oscar, un regista, un narratore. Per me era tutto. Si è donato completamente a ogni personaggio e alla verità dell’animo umano che rappresentava, lasciando un’eredità duratura e indimenticabile».