Addio a Carlo Cecchi, morto a 86 anni l'attore premio Gassman 2007, interpretò Renato Cacioppoli in "Morte di un matematico napoletano"
Secondo quanto appreso da fonti vicine alla famiglia, l'attore e regista è stato trovato morto nella sua casa di Campagnano (Roma) dalla cameriera. Avrebbe compiuto 87 anni fra pochi giorni
È morto a 86 anni l’attore Carlo Cecchi, una delle figure più autorevoli e innovative del teatro italiano. Nato a Firenze nel 1939, avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 25 gennaio. Con la sua scomparsa se ne va un protagonista assoluto della scena culturale italiana, capace di lasciare un segno profondo sia come interprete sia come regista. L'attore e regista è stato trovato morto nella sua casa di Campagnano (Roma) dalla cameriera, secondo quanto si apprende da persone che a lui erano vicine.
Addio a Carlo Cecchi, morto a 86 anni l'attore premio Gassman 2007, interpretò Renato Cacioppoli in "Morte di un matematico napoletano"
Considerato un punto di riferimento del teatro di ricerca e d’innovazione, Cecchi ha attraversato decenni di attività alternando il lavoro sul palcoscenico a quello cinematografico, sempre con scelte rigorose e mai convenzionali. Tra le sue interpretazioni teatrali più celebri spicca Finale di partita di Samuel Beckett, mentre nel cinema resta memorabile il ruolo di Renato Caccioppoli in Morte di un matematico napoletano di Mario Martone, che gli valse la candidatura sia ai David di Donatello che agli European Film Awards.
Nel 2007 ha ricevuto il Premio Gassman come miglior attore teatrale italiano. Tra i lavori più significativi anche Ivanov di Anton Čechov, da lui diretto e interpretato nel 1982, produzione del Teatro Niccolini di Firenze presentata in prima nazionale al Festival dei Due Mondi di Spoleto, con un cast che avrebbe poi visto affermarsi numerosi protagonisti della scena italiana.
Poche ma incisive le apparizioni cinematografiche: da La scorta di Ricky Tognazzi a Il bagno turco di Ferzan Ozpetek, fino a Miele di Valeria Golino e all’ultima interpretazione in Martin Eden di Pietro Marcello nel 2019. Un artista rigoroso, libero e profondamente influente, che ha segnato la storia del teatro contemporaneo.