Venerdì, 30 Luglio 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Transizione verde e giustizia. Cingolani: "Necessarie per non morire di fame o di ambiente"

Starace (Enel) alla XIX edizione del Seminario Estivo di Symbola: "Dobbiamo avere il coraggio di cambiare per sopravvivere. L'idrogeno verde farà risparmiare all'Europa 260 mln di tonnellate di CO2 all’anno"

Di Cristina Gatti

16 Luglio 2021

Starace

Transizione verde e gusto del futuro. Da soli non si può” è il titolo della XIX edizione del Seminario Estivo di Symbola e la IX del Festival della Soft Economy. Oggi avere una chiara visione del futuro significa essere consapevoli che affrontare con coraggio la crisi economica prodotta dalla pandemia da Covid-19 e la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta, come afferma il Manifesto di Assisi, una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più sostenibili, più forti, e per questo più capaci di futuro. Perché, come scriveva un filosofo del XIX “il futuro influenza il presente tanto quanto il passato”.

È una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali. Va portata avanti senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. L’Europa ha accettato questa sfida mobilitando importanti risorse per la coesione, la transizione verde, l’economia digitale e l’innovazione. E assumendo l’obiettivo di azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050.

L’Italia può dare un importante contributo in questa direzione grazie alla sua capacità di tenere insieme competitività, ambiente e coesione sociale, innovazione e tradizioni antiche, empatia e tecnologia, bellezza, capitale umano e comunità. Anche così l’Italia insieme all’Europa, può dare un importante contributo a “non sprecare la crisi”, a costruire un mondo più sicuro, empatico e tecnologico.

“Viviamo un momento cruciale in cui è sempre più diffusa la consapevolezza nei confronti delle grandi sfide ambientali che ci circondano" - dichiara Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola all'apertura dei lavori - "La pandemia ha accelerato  questa transizione verde in Europa. L’Italia è pronta ad affrontare questa transizione”.

Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica: "Necessaria la transizione per non morire di fame o di ambiente"

Roberto Cingolani Ministro della Transizione Ecologica: “Abbiamo avuto negli ultimi 150 anni un esplosione demografica che ha portato la popolazione da 1 miliardo a 8 miliardi generando il problema ricorrente per cui anno cominciamo a mangiare il cibo per l’anno dopo. Non ci sono abbastanza risorse, servirebbero due pianeti Terra. Viviamo una situazione insostenibile senza rendercene ancora conto completamente. Solo negli ultimi tempi, con il verificarsi di sconvolgimenti climatici e 400 vite perdute, si è cominciato a discuterne. È un problema urgente, deve essere percepita la fretta di trovare soluzioni, tra le prime dobbiamo: cambiare le infrastrutture del Paese, elettrificare e orientarci alle rinnovabili, per farlo è necessario però snellire la burocrazia. Serve una transizione burocratica. Dobbiamo saper leggere e comprendere i cambiamenti.

L’altra fondamentale sfida è quella che riguarda la società. Siamo un Paese avanzato in cui è difficile avere una società che sia giusta. Nel G20 Clima, Ambiente, Energia che coordinerò fatichiamo ad arrivare ad un documento unificato e siamo solo 20 Paesi. Molti di loro, soprattutto i Paesi emergenti, faticano ad accettare il 55% di decarbonizzazione al 2030. Quindi il problema non è solo che l’Europa, che produce solo il 9% dell’anidride carbonica mondiale, faccia il suo dovere ma serve che lo faccia il mondo intero. La causa è globale, è di tutti.

Dalle rivoluzioni nascono grandi opportunità ma queste rivoluzioni avvengono sull’asse del tempo. Se pretendiamo di farla troppo velocemente le vittime saranno troppo, ma se la facciamo troppo lentamente le vittime saranno troppe le stesse. Nel primo caso moriranno di fame, nel secondo di ambiente. Dobbiamo salvaguardare la sostenibilità della transizione che non è solo ecologica ma anche sociale e lavorativa. Ci troviamo in una congiuntura delicata. Stiamo giocando una partita sull’asse del tempo”.

Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale Enel: "Dobbiamo avere il coraggio di cambiare per sopravvivere"

Francesco Starace Amministratore Delegato e Direttore Generale Enel: “La nostra partecipazione alla transizione energetica emerge in maniera evidente nell’impegno che abbiamo dedicato alla Sardegna per affinché possa diventare la prima isola a zero emissioni. Non possiamo però farlo da soli, serve la partecipazione di tutti. Stiamo vivendo una profonda transizione industriale dell’economia mondiale che trascende il solo ambito ambientale. I cambiamenti in ambito energetico influenzeranno tutto il resto. La Sardegna è quindi un simbolo potente e di risonanza internazionale per la transizione italiana.

Emblema anche di nuova economia, motore occupazionale per l’intera Regione. La transizione avverrà in ogni caso, è bene muoversi subito per ottenere i maggiori benefici riducendo il profilo di rischio aziendale ed è di stimolo all’imprenditoria. È una rivoluzione sistemica che non investe solo il settore energetico ma tutti i settori attraverso il cambiamento che l’energia porta ovunque. Un esempio è il settore dell’automotive.

E, in oltre, una transizione estensiva, in corsa in tutto il mondo e nel tempo, investirà tutti prima o poi, è inevitabile. È una trasformazione che richiede grandi capitali all’inizio e pochissimi costi di gestione lungo la strada. Inverte i paradigmi di lavoro che sino ad oggi siamo stati abituati ad accogliere.

Il cambiamento è fondamentale per sopravvivere, dobbiamo avere il coraggio di accompagnare il cambiamento che stiamo vivendo.

L’idrogeno verde va incentivato, ci sono ampie speranza di rendere questo idrogeno prodotto da elettrolisi competitivo con l’attuale idrogeno grigio. Se riuscissimo a dimostrare nei prossimi anni che questa tecnologia può evolvere riducendo i costi di investimento ci permetterebbe di abbandonare l’utilizzo di combustibili fossili come il carbone e di conseguenza l’Europa risparmierebbe circa 260 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. La sfida adesso è saper usare bene i fondi per rendere questa tecnologia competitiva e di conseguenza riuscire cambiare l’industria dell’idrogeno”.

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x