Cancro, "vermi parassiti e cellule tumorali simili, si possono curare con il farmaco Myracyl D" - il DOCUMENTO Cia del 1951

Un report Cia del 1951 riassume studi sovietici su somiglianze tra tumori e parassiti, che si potrebbero curare entrambi con comuni farmaci

Un documento della Cia datato 1951, poi desecretato nel 2014, ha fatto emergere uno studio sovietico del 1950, scritto dal ricercatore V.V. Alpatov, riguardante il cancro. L'accademico russo scriveva già a inizio anni '50 che le cellule tumorali assomigliavano molto ai vermi parassiti e che, quindi, potessero essere eliminabili attraverso gli stessi farmaci, molti di questi comunemente venduti al pubblico, come il Myracyl D.

Cancro, "vermi parassiti e cellule tumorali simili, si possono curare con il farmaco Myracyl D" - il DOCUMENTO Cia del 1951

Un documento della Central Intelligence Agency (Cia) risalente al 1951 e declassificato nel 2014 è tornato al centro dell’attenzione, alimentando dibattiti su possibili ricerche precoci sul cancro durante la Guerra Fredda.

Il rapporto, redatto nel febbraio 1951, non contiene scoperte dirette dell’intelligence americana, ma riassume un articolo pubblicato nel 1950 sulla rivista scientifica sovietica Priroda dal ricercatore V.V. Alpatov. Lo studio analizzava somiglianze biochimiche tra vermi parassiti e cellule tumorali, un’ipotesi che all’epoca suscitò interesse anche negli ambienti occidentali.

Secondo il documento, sia i parassiti sia i tumori condividerebbero caratteristiche metaboliche comuni. Entrambi, ad esempio, sarebbero in grado di sopravvivere in ambienti poveri di ossigeno e accumulare glicogeno, una forma di energia di riserva. Questa capacità, definita “metabolismo aerofermentativo”, consentirebbe alle cellule tumorali di prosperare anche in condizioni difficili all’interno dell’organismo.

Il rapporto evidenzia inoltre come alcuni composti chimici mostrassero effetti sia contro infezioni parassitarie sia contro tumori. Tra questi viene citato il farmaco Myracyl D, utilizzato contro la bilharziosi, che avrebbe dimostrato attività anche su tessuti cancerosi in esperimenti preliminari. Un altro composto, simile alla guanina, risultava capace di interferire con la sintesi degli acidi nucleici, processo fondamentale per la crescita incontrollata delle cellule tumorali.

Esperimenti su modelli animali indicavano inoltre che i tumori reagivano in modo diverso rispetto ai tessuti sani a determinate sostanze chimiche, suggerendo differenze strutturali nei recettori cellulari. Queste osservazioni portarono gli scienziati sovietici a ipotizzare che tumori e parassiti potessero condividere meccanismi biologici comuni, pur senza sostenere che il cancro fosse causato da parassiti.

Nel contesto della Guerra Fredda, gli Stati Uniti monitoravano attentamente i progressi scientifici sovietici, anche in ambito medico, per valutarne le implicazioni strategiche. Il rapporto rappresenta quindi una testimonianza storica delle teorie emergenti sul cancro a metà Novecento, molte delle quali sono state successivamente superate o integrate dalla ricerca moderna.