Vaccino Covid, soldato cieco con mutazione MTHFR colpito da evento trombotico avverso post inoculazioni: 40% della popolazione mondiale ne è affetta

La condizione che ha segnato in modo irreversibile la vita del giovane militare R. E. sarebbe legata alla mutazione genetica MTHFR, una variante molto diffusa che riguarda circa il 40% della popolazione mondiale. Questa predisposizione, spesso non diagnosticata, può determinare un maggiore rischio cardiovascolare, soprattutto se sollecitata da fattori scatenanti esterni, come il vaccino Covid

La storia del giovane soldato italiano R. E., oggi cieco a seguito di un grave evento trombotico, mette in luce il riconoscimento del nesso causale tra gli effetti avversi e le inoculazioni dei sieri anti Covid somministrati durante la "pandemia". La Commissione Medica Militare di Bari ha messo in evidenza il collegamento, specificando, inoltre, il nome del vaccino: Comirnaty Pfizer. La patologia che ha stravolto la vita del giovane militare R. E., potrebbe essere la mutazione genetica MTHFR, una condizione che interessa circa il 40% della popolazione mondiale. Questa alterazione, ignota a molti a causa dei sintomi poco identificabili, aumenta il rischio di patologie cardiache.

Vaccino Covid, soldato cieco con mutazione MTHFR colpito da evento trombotico avverso post inoculazioni: 40% della popolazione mondiale ne è affetta

Il giovane soldato, in servizio attivo al momento dei fatti, ha riportato una trombosi cerebrale dei seni cavernosi dopo il vaccino Covid. Un evento devastante che gli ha causato la perdita totale della vista. La Commissione Medica Militare di Bari ha stabilito all’unanimità che esiste un collegamento diretto tra l’inoculazione del vaccino e l’evento trombotico, riconoscendo che la causa preponderante del danno è stata la somministrazione del farmaco, aggravata dalla presenza della mutazione genetica. A seguire il caso è l’avvocato Gianluca Ottaviano, che assiste il militare nei procedimenti di riconoscimento e risarcimento del danno.

La mutazione MTHFR e i possibili fattori di rischio

La mutazione MTHFR è una variante genetica molto diffusa e spesso silente, tanto che la maggior parte delle persone non sa di esserne portatrice. Essa incide sul metabolismo dei folati e può determinare un aumento dell’omocisteina, associato a un maggior rischio di trombosi, patologie cardiovascolari e complicanze neurologiche. Esistono diverse varianti, tra cui la C677T e la A1298C, con effetti più o meno marcati a seconda che siano presenti in eterozigosi o omozigosi. Secondo quanto emerso nel caso del militare, la mutazione avrebbe rappresentato un fattore predisponente, mentre il vaccino avrebbe agito come elemento scatenante.

Si tratta quindi di una condizione che, riducendo le difese antiossidanti dell’organismo, può rendere alcuni soggetti più vulnerabili a stimoli esterni come infezioni, farmaci e vaccinazioni. Oggi viene chiamata in causa nel dibattito sugli effetti avversi post inoculazione, sempre più numerosi nei casi segnalati e riconducibili, quindi, anche a predisposizioni genetiche non diagnosticate. Questi includono eventi trombotici, miocarditi, pericarditi, disturbi neurologici, reazioni immunitarie gravi e complicanze oculari.

In questo scenario, professionisti del settore e giuristi evidenziano l’importanza di indagare più a fondo il possibile ruolo della mutazione MTHFR in relazione ai vaccini Covid, un approfondimento che potrebbe contribuire a fare maggiore chiarezza anche sul dibattuto fenomeno dei cosiddetti “malori improvvisi”.