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Vaiolo delle scimmie, via alla vaccinazione da oggi: 5300 dosi per 4 Regioni, ma in Italia ci sono solo 505 casi

Nonostante l'Incidenza del "vaiolo delle scimmie" in rapporto alla popolazione sia dello 0,002% (505 casi), l'Italia fa scorta e compra 16 mila dosi

08 Agosto 2022

Vaiolo delle scimmie e trasmissione sessuale: perché colpisce soprattutto gli omosessuali?

È stato dato il via libera alla vaccinazione contro il vaiolo delle scimmie, con l'uso esteso del vaccino contro il vaiolo già esistente. Si recuperano dunque vecchie chicche di ricerca come il vaccino contro il vaiolo che però, prima della sua somministrazione, a differenza del vaccino contro il covid-19 è stato testato per circa 100 anni. Certo la scienza fa progressi, ma non certo miracoli. Intanto la vaccinazione sarà diretta in via prioritaria alle persone che hanno una possibile esposizione diretta all'orthopoxvirus, in particolare persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, i cosiddetti MSM, che rientrano in alcune categorie a rischio.

Vaiolo delle scimmie: prima tranche 5300 dosi

Per frenare la diffusione del vaiolo delle scimmie, che nonostante i casi messi in relazione con la popolazione non denota ancora una vera e propria emergenza, verrà utilizzato il vaccino già commercializzato in Europa, l'Imvanex.

La vaccinazione prevede due dosi a distanza di almeno 4 settimane e l'una dall'altra. Un intervallo di 28 giorni già stabilito durante i decenni di test di questo tipo di vaccino.
Una seconda circolare del Ministero della salute ha stabilito l'assegnazione delle prime quote di vaccino anti vaiolo Jenneox poiché è arrivata una prima trance già alla commissione europea. In Lombardia saranno distribuite le prime 2.000 dosi del vaccino antivaiolo Jynneos, come reso noto in serata dal Ministero della Salute. Per la gestione e le attività di controllo dell'epidemia, la Regione Lombardia ha reso noto ieri di aver costituito un'unità di coordinamento, che avrà il compito di monitorare l'andamento dei casi sul territorio.

In questa prima fase, dopo un confronto tra le regioni e le province autonome e dunque "si è stabilito di suddividere le dosi di vaccino attualmente disponibili tra le regioni con il più alto numero di casi segnalati ad oggi e ripartite come segue: Lombardia 2000, Lazio 1200, e Emilia Romagna 600, Veneto 400".

La prima trance conta un totale di 5.300 dosi ma ne arriveranno altre 16.000, la circolare dunque stabilisce che "in attesa della successiva tranche di donazione (attualmente prevista per la seconda metà di agosto) sarà messa da subito a disposizione, per le regioni e PA che ne facciano richiesta, una quota di dosi (multipli di 20 fino a 60 dosi)".

Vaiolo delle scimmie: casi totali 505 (0,002%), ma l'Italia fa scorta di vaccini

Ad oggi "la stragrande maggioranza dei casi di vaiolo delle scimmie in Italia, circa 550 con un trend in aumento"- sottolinea il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri - riguarda persone di sesso maschile della comunità gay, ma sarebbe scorretto pensare che il contagio rimarrà confinato all'interno di questa popolazione" -  e prosegue - "L'infezione da monkeypox non è collegata all'orientamento sessuale - ha proseguito - ma la sua trasmissione richiede un contatto fisico importante quale è appunto il contatto sessuale".

Benché "l'infezione è partita dalla comunità gay maschile" - ha aggiunto - "ma non dobbiamo commettere l'errore, fatto negli anni Ottanta ai tempi dell'AIDS, di credere che la malattia riguardi solo quella comunità. In Italia sono arrivati a 505 i casi di vaiolo delle scimmie. L'infezione continua a svilupparsi quasi esclusivamente fra maschi (501) rispetto ai soli 4 casi fra donne, secondo l'ultimo bollettino del Ministero della Salute. E proprio il ministero della Salute ha emanato una circolare che indica la possibilità, per i contatti stretti di fare ricorso alla quarantena. In Europa i casi registrati sono 15.926 da 38 paesi, 399 sono stati ricoverati in ospedale, due sono deceduti. Il paese europeo che conta più casi è la Spagna, con 4.577. Più di 18mila casi di vaiolo delle scimmie sono stati segnalati all'OMS da 78 paesi, con oltre il 70% dalla regione europea e il 25% dalle Americhe".

Identikit dell'infetto: Monkeypox colpisce prevalentemente omosessuali?

In totale sono 269 i casi di vaiolo delle scimmie registrati fino ad oggi in Lombardia. Lo rende noto la Regione. Il 74% dei casi (198) sono stati segnalati dall'Ats Milano

Dei 505 casi totali in Italia, 269 sono avvenuti in Lombardia e di questi 266 persone sono uomini. Di questi, il 48% sono maschi tra 30 e 39 anni, la stragrande maggioranza di questi sono appartengono alla categoria MSM (transgender, omosessuali, bisessuali). 

Dall'inizio di maggio al 7 luglio sono stati segnalati casi di Mpx in 26 paesi dell'Ue e dello Spazio Economico Europeo (4908 casi). Nell'epidemia attuale nei paesi non endemici la maggior parte dei casi è stata identificata nei maschi tra 18 e 50 anni, principalmente in Msm (men who have sex with men). Particolari pratiche sessuali hanno facilitato la trasmissione del Mpx tra gruppi Msm con partner multipli, tuttavia potenzialmente sono possibili casi di trasmissione in altri gruppi di popolazione, come quella eterosessuale. In base alle evidenze riportate la probabilità che il Mpx si diffonda in network di persone che hanno partner sessuali multipli è considerata alta, mentre quella di diffusione nella popolazione generale è molto bassa. 

Vaiolo delle scimmie: i sintomi

Nell’uomo si presenta con febbre, dolori muscolari, cefalea, rigonfiamento dei linfonodi  stanchezza e manifestazioni cutanee quali vescicole, pustole, piccole croste. La malattia generalmente si risolve spontaneamente in 2-4 settimane con adeguato riposo e senza terapie specifiche; possono venir somministrati degli antivirali quando necessario. Fino a questo momento la maggior parte dei casi ha avuto sintomi lievi con un decorso benigno . Si ritiene che possa causare una malattia più grave soprattutto in alcuni gruppi di popolazione particolarmente fragile come i bambini, donne in gravidanza e persone immunosoppresse. 

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