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Mix vaccini, Oms: "La combinazione di vaccini è più efficace contro la variante Delta"

L'Organizzazione Mondiale della sanità in merito ad alcuni dubbi sui vaccini : plausibile nesso AstraZeneca-trombosi

02 Agosto 2021

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Vaccino (fonte foto Pixabay)

Fiducia sul mix di vaccini da parte dell'Oms, che in merito al regime misto di iniezioni anti-Covid sottolinea come un regime misto possa garantire maggiore protezione dal virus. Scarsa efficacia per la doppia dose di AstraZeneca se comparata con un mix di vaccini, dice l'Oms nelle nuove raccomandazioni sul vaccino anglo-svedese. Positività per chi ha fatto il mix dunque, ma con moderazione. Non ci sono infatti ancora studi ufficiali che confermano l'effettivo impatto della vaccinazione eterologa e l'Organizzazione mondiale della Sanità consiglia di continuare come fatto finora in base alle esigenze dei singoli pazienti.

Mix vaccini, Oms: "Combinazione è più efficace contro la variante Delta"

Una vaccinazione eterologa fornisce una maggiore protezione dal Covid-19, in particolare modo dalle sue varianti, rispetto a una doppia dose di AstraZeneca. Lo dichiara l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in occasione delle nuove misure di gestione del vaccino anglo-svedese. Sì al mix di vaccini da parte dell'Oms dunque, ma questo non significa dare sfiducia ad AstraZeneca. Semplicemente, alla luce dei nuovi sviluppi del virus nelle sue varianti più pericolose, si considerano quali sono i mezzi per rimanere protetti il più a lungo e in maniera più consistente.

L'Oms ha spiegato che la risposta immunitaria nei soggetti che hanno ricevuto due dosi di AstraZeneca è tendenzialmente minore rispetto a chi ha fatto AstraZeneca prima, e un vaccino Rna dopo (come per esempio Pfizer). La stessa dinamica non è valida però per chi ha ricevuto un vaccino Rna come prima dose e la seconda con AstraZeneca. Un caso più raro ma comunque possibile. In base alle nuove dichiarazioni, l'Oms consiglia comunque di non interrompere le forniture di AstraZeneca e di ricorrere al mix vaccini solo nei casi resi necessari dalla carenza di vaccini in alcuni paesi, o per motivazioni di salute stabilite da un medico competente. Il campione su cui sono state fatte le osservazioni che hanno portato a questa conclusione rimane comunque ridotto, e l'Oms si riserva il diritto di rilasciare altre dichiarazioni una volta consultati di dati specifici: "Anche se i dati al momento sono incoraggianti, serve cautela nell'interpretarli - si legge nel documento di aggiornamento su AstraZeneca - visto il campione limitato e la mancanza di follow up, specialmente sui dati relativi alla sicurezza. Al momento non ci infatti sono studi sull'efficacia del vaccino in regime eterologo. Piú dati arriveranno a breve, cosí come nuove raccomandazioni". 

Mix vaccini, Oms: "Plausibile correlazione AstraZeneca e trombosi"

L'Oms si sbilancia anche in materia di trombosi, l'effetto collaterale principale e più spaventoso legato al vaccino AstraZeneca. Secondo l'Organizzazione, la relazione tra l'iniezione di una dose di AstraZeneca e il rischio di trombosi è "plausibile, anche se il meccanismo biologico alla base è ancora da chiarire". Dopo i diversi casi di decessi associati a questa situazione nel nostro paese, la preoccupazione rimane e si attendono risposte precise da parte dell'Oms. In base ai dati che si hanno a disposizione finora, la coagulazione del sangue successiva all'iniezione del vaccino anti-Covid è molto bassa, con un rischio stimato di 1 caso ogni 100mila adulti vaccinati. Il problema principale è che tali sintomi si presentano da 3 fino a 30 giorni dopo l'assunzione del vaccino, cosa che rende molto complesso studiare la causalità del fenomeno.

Grazie a una condivisione dei dati tra paesi appartenenti all'Oms inoltre, l'Organizzazione della Sanità è stata in grado di restringere il rischio a una fascia demografica ben precisa: i giovani. Si riconferma dunque la pericolosità di AstraZeneca nei ragazzi, mentre per gli anziani il vaccino anglo-svedese non presenta particolare problemi. L'Oms precisa comunque che anche qui i dati sono pochi per potere stabilire una relazione causa-effetto tra vaccino ed effetti collaterali, e ricorda che "i potenziali benefici di questo vaccino continuano a superare ogni potenziale rischio di Guillan-Barré, soprattutto considerata la maggiore trasmissibilità della variante Delta".

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