Mini-rimpasto Governo, Salvini: “Lega ha piena fiducia in Meloni”, poi frena su Zaia al posto di Urso: “Ora non si cambia”

Sulla prospettiva di elezioni anticipate, Salvini si allinea alla presidente del Consiglio: “La Lega ha piena fiducia in Giorgia e nella squadra di Governo”. E ancora: "Il governo tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento”

La partita del possibile mini-rimpasto di Governo continua a tenere banco nel dibattito politico nazionale. Nelle ultime ore ha preso quota l’ipotesi di un approdo di Luca Zaia al Ministero del Made in Italy, al posto di Adolfo Urso, uno scenario capace di ridisegnare gli equilibri della maggioranza. Ma dalla Lega arriva un segnale netto di prudenza, con Matteo Salvini che rafforza l’asse con Giorgia Meloni e chiude, almeno per ora, a ogni ipotesi di rimpasto. Il leader del Carroccio ribadisce infatti: “La Lega ha piena fiducia in Giorgia e nella squadra di Governo”. E, soprattutto, frena sull’operazione Zaia: “Ora non si cambia”.

Mini-rimpasto Governo, Salvini frena su Zaia al posto di Urso e sull’ipotesi elezioni anticipate: “Ora non si cambia”

Il tema del rimpasto resta dunque sullo sfondo, alimentato da voci e manovre che si intrecciano tra Roma e i territori. Dopo la riunione del partito a Milano, Salvini ha voluto rafforzare il messaggio di compattezza attorno all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, soprattutto in una fase considerata delicata anche alla luce della recente sconfitta referendaria.

Piena fiducia in Giorgia Meloni e in tutta la squadra di governo”, ha scandito il leader leghista, sottolineando come “la Lega è e sarà sempre leale e responsabile”. Parole che puntano a blindare l’asse di maggioranza e a spegnere sul nascere le ipotesi di scossoni imminenti.

Sulla prospettiva di elezioni anticipate, Salvini si allinea alla presidente del Consiglio: “La Lega ha piena fiducia in Giorgia e nella squadra di Governo”. E ancora, con toni netti: "Il governo tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento”.

Resta però sul tavolo il nome di Zaia, che continua a circolare con insistenza nei corridoi della politica. Un suo eventuale trasferimento a Roma aprirebbe una fase nuova, ridefinendo i rapporti di forza anche all’interno di Fratelli d’Italia, soprattutto nel caso in cui fosse coinvolto direttamente Urso. Ma, al momento, la linea ufficiale resta quella della prudenza: “Ora non si cambia”, ha ribadito Salvini, raffreddando ogni scenario immediato.

A complicare ulteriormente il quadro c’è il nodo dei sottosegretari. Tra i nomi in campo figura quello della senatrice leghista Mara Bizzotto, da tempo indicata per un ruolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al posto lasciato da Massimo Bitonci, oggi assessore in Veneto. Tuttavia, un eventuale ingresso di Zaia potrebbe rimescolare anche queste carte.

Si tratta di un vero e proprio gioco a incastri, che coinvolge tanto i palazzi romani quanto il territorio veneto. Tutto dipenderà dalla scelta dello stesso Zaia: accettare una possibile chiamata a Roma, entrando in un governo sotto pressione, oppure attendere, puntando su sviluppi politici futuri ancora incerti.