Mini-rimpasto Governo, “Meloni ad interim al posto di Santanchè ancora per poco”, in pole Priante (Enit), poi Caramanna

In pole position per il post-Santanchè resta un profilo tecnico d’area come quello di Priante, attuale presidente dell’Enit, figura considerata solida e con esperienza nel settore. Parallelamente, prende forma anche l’ipotesi politica: quella di promuovere il deputato di Fratelli d’Italia Gianluca Caramanna a sottosegretario, come anticipato dal Giornale d'Italia

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni riflette sulle prossime mosse per il mini-rimpasto di Governo, dopo le dimissioni di Daniela Santanchè. Il dossier più urgente riguarda proprio il Ministero del Turismo, con la premier orientata a mantenere l’interim solo per una fase transitoria. Nel frattempo, si valutano soluzioni tecniche e politiche per garantire continuità all’azione di governo in un settore strategico per l’economia nazionale. Tra i nomi più accreditati emerge quello della presidente Enit Alessandra Priante, mentre prende quota anche l’ipotesi di una promozione interna, con Caramanna, come anticipato dal Giornale d’Italia.

Mini-rimpasto Governo, “Meloni ad interim al posto di Santanchè ancora per poco”, in pole Priante (Enit), poi Caramanna

Meloni, dunque, sta riflettendo sul da farsi per il mini-rimpasto. Il nodo principale resta la scelta del successore al Turismo, dopo l’uscita di scena di Santanchè, che dalla Versilia ha ribadito: "L'unica certezza è che non lascio FdI, e sono sempre con Giorgia Meloni", anche se, secondo rumors raccolti dal Giornale d’Italia, Santanchè potrebbe approdare a Futuro Nazionale con Vannacci. La premier, quindi, dovrebbe mantenere l’interim ancora per poco, giusto il tempo di individuare una soluzione stabile.

In pole position resta un profilo tecnico d’area come quello di Priante, attuale presidente dell’Enit, figura considerata solida e con esperienza nel settore. Parallelamente, prende forma anche l’ipotesi politica: quella di promuovere il deputato di Fratelli d’Italia Gianluca Caramanna a sottosegretario, rafforzando così la presenza del partito nel dicastero.

Nel frattempo, Santanchè è tornata a farsi vedere sui social, sorridente, all’indomani delle dimissioni rassegnate giovedì sera. In un videomessaggio ha voluto ringraziare la “fantastica squadra” del Ministero del Turismo: “Ognuno – dice in un video – ci ha messo passione, volontà, determinazione e siamo stati in questi tre anni e mezzo una squadra, perché io ritengo che da soli non si vince mai e credo che il ministero del Turismo, per carità, con i nostri limiti in questi anni ha lavorato veramente bene”.

Mi ricorderò di ognuna di queste persone, perché la vita è lunga e bisogna sempre ricordarsi di essere insieme, di essere una squadra”. L’ex ministra ha poi aggiunto: “Voglio veramente ringraziare tutti i collaboratori del ministero del Turismo. Vorrei ringraziarli uno per uno. Voglio ringraziare dal Segretario Generale, al Capo di Gabinetto, all’Ufficio Stampa, al Portavoce, alla Segreteria, al Capo dell’Ufficio Legislativo, a tutti coloro che hanno lavorato”.

Facendo un bilancio del proprio operato, Santanchè ha sottolineato: “Il merito non va a me, va a questa squadra fantastica che voglio ringraziare personalmente”. E ha concluso con un incoraggiamento: “Bravi, continuate a lavorare così, continuate a portare avanti il ministero del Turismo, perché, come abbiamo sempre detto, è importante per la crescita della nostra economia nazionale. Grazie, il mio è veramente un ringraziamento che sento, perché siete stati fantastici e meravigliosi. Grazie a tutti”.

Parallelamente, il mini-rimpasto potrebbe coinvolgere anche il Ministero della Giustizia. Le deleghe al Dap e alla Penitenziaria, finora in capo a Andrea Delmastro, potrebbero essere redistribuite tra il viceministro Francesco Paolo Sisto e il sottosegretario Andrea Ostellari.

Non si esclude, tuttavia, la nomina di un nuovo sottosegretario, con diversi nomi in campo: Sara Kelany, Ciro Maschio e Carolina Varchi.

Infine, per Via Arenula, spunta anche l’ipotesi di affidare la direzione generale di un dipartimento ad Annalisa Imparato, magistrata che si è distinta per il suo impegno a favore del “Sì”. Un ulteriore tassello che conferma come il riassetto in corso possa avere effetti più ampi del previsto.

Il toto-nomi per il successore di Santanché: la strategia con figure del Centro Sud

Nel ventaglio di nomi dei possibili successori di Daniela Santanché dopo le sue dimissioni, in pole ora c'è Alessandra Priante, originaria dell'Aquila. Poi Gianluca Caramanna, deputato siciliano, responsabile turismo di FdI e già consulente del ministero. Poi figurano i nomi di Salvo Sallemi, senatore siciliano, e Costanzo Jannotti Pecci, imprenditore campano del settore turistico, già valutato dal centrodestra per le Regionali. Tutti e tre hanno profili vicini al partito della Premier. Tra i candidati ci sarebbe anche l'ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, seppur con qualche scetticismo in via della Scrofa.

Tutti e quattro condividono un elemento ritenuto strategico: provengono dal Centro-Sud.

Daniela Santanché è nata a Cuneo, in Piemonte, regione che ha votato no al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026. Le uniche regioni in cui è stato prevalente il sì sono state Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Dato che al Nord il sì ha vinto solo grazie alla Lega, in Fratelli d'Italia si procederebbe ad un riequilibrio interno "togliendo un pezzo del Nord e dando spazio al Centro Sud". Dunque, al posto di Santanché, si fanno strada i nomi di Malagò, Camerana, Sallemi e Pecci del Centro Sud, dopo il "tradimento" di Fratelli d'Italia da parte del Nord. Anche per questo sfuma l'ipotesi di Luca Zaia, che peraltro difficilmente accetterebbe un ministero per meno di un anno. Inoltre, Salvini potrebbe non gradire l'ombra che deriverebbe dalla presenza del governatore.