Referendum 2026, le reazioni alla vittoria del NO, Conte (M5S): "Viva la Costituzione", Renzi (IV): "Io mi dimisi", Meloni: "Andiamo avanti", Bignami (FdI): "Non incide su governo"
Renzi: "Il No ha vinto questo referendum. Quando il popolo parla il governo deve ascoltare. Io non dico che dovrebbe fare Giorgia Meloni, io mi dimisi", Orlando: "Una vittoria della Costituzione e del Popolo italiano!"
Il 22 e 23 marzo 2026 si è tenuto il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia con una vittoria del NO al 54,6% e non si sono fatte attendere le reazioni dei politici, dal leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte al leader di Italia Viva Matteo Renzi al capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Galeazzo Bignami. A pesare sulla preponderanza del NO, in particolare i costi che sarebbero stati spesi per la creazione di un'Alta Corte aggiuntiva ai due CSM e prevista dalla riforma, ossia 114 milioni di euro il primo anno e oltre 107 milioni a regime, nonché il fatto che la nuova normativa non avrebbe risolto il problema della responsabilità dei giudici e la velocità dei processi.
Referendum 2026, le reazioni alla vittoria del NO
"Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione!", ha scritto il leader del M5s Giuseppe Conte su X quando ancora non era finito lo spoglio.
"Una vittoria della Costituzione e del Popolo italiano!", ha esultato sui social anche Andrea Orlando.
Il premier Giorgia Meloni ha dichiarato: "Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia".
"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del referendum sulla Giustizia.
Zuppi: "Ora dialogo responsabile"
Il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi, nell'introduzione al Consiglio episcopale, parla del referendum sottolineando che "il dibattito che lo ha preceduto e i dati di affluenza confermano l'importanza di ragionare sull'esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, che soffre per molte difficoltà.
Tenendo sempre conto l'equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che tutti devono preservare, ci auguriamo che sia scelta la via di un dialogo responsabile e costruttivo tra le forze sociali e culturali e le diverse parti politiche, nella ricerca dell'indispensabile consenso possibile attorno a soluzioni di bene".
Magistrati riuniti in attesa, applausi agli exit poll
Si sono riuniti nella sala della sezione milanese della Anm, al primo piano del Palazzo di Giustizia, molti magistrati di Milano per attendere l'esito del voto del referendum sulla riforma della giustizia, guardando le notizie in tv. Ai primi exit poll, con il No in vantaggio, in molti hanno iniziato ad applaudire, anche se qualcuno invitava ad aspettare i risultati definitivi.
Tutte le reazioni dei politici alla vittoria del no al referendum costituzionale 2026
Il segretario della Cgil Maurizio Landini nel corso della conferenza stampa di commento del voto: "Pensiamo che sia utile che verso le 18-18:30 tutti quelli che hanno voglia di festeggiare assieme a noi a piazza Barberini, in modo da dare visibilità anche nazionale a questa importante giornata democratica. È davvero una bella giornata. Credo sia il modo migliore per dire che è iniziata una nuova prima nel nostro Paese".
"Nessun processo agli alleati". Così Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Camera, negli uffici del suo partito a Montecitorio. "Noi abbiamo la consapevolezza di aver fatto tutto quello che andava fatto ma non ci metteremo a fare 'Tu non hai fatto questo o quello'… Quando il popolo ha parlato quello conta, poi serenamente rifletteremo su quanto è successo ma nessun processo o critiche agli amici della maggioranza, tanto meno rimproveri che non hanno nessun senso", ha aggiunto.
A Napoli festeggiamenti nella saletta dell'Anm del tribunale per la vittoria del No, ormai scontata. I magistrati, una cinquantina, brindano al grido di "Chi non salta Meloni è".
"Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento» di questa «battaglia per la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura». «Sono contento - ha aggiunto - e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no". Così Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, ai microfoni del Tg1.