Cesare Parodi si dimette dalla presidenza dell’Associazione nazionale magistrati prima dello spoglio per referendum: "Motivi personali"
Una decisione caratterizzata da una tempistica alquanto singolare ma che si ritroverebbe con la difficoltà legata al doppio incarico, tra la guida dell’Anm e il ruolo di procuratore capo ad Alessandria, oltre che ai "motivi familiari" citati dallo stesso Parodi
Non sono ancora noti nel dettaglio i motivi, ma la tempistica appare quanto meno peculiare. Cesare Parodi ha annunciato le dimissioni dalla presidenza dell’Associazione nazionale magistrati proprio nel giorno in cui si chiude il voto sul referendum sulla riforma della giustizia, prima ancora dello spoglio. Una scelta che lo stesso magistrato ha motivato parlando di "ragioni familiari e personali", escludendo però qualsiasi collegamento con il voto sulla riforma Nordio, anche se la coincidenza temporale inevitabilmente alimenta interrogativi.
Cesare Parodi si dimette dalla presidenza dell’Associazione nazionale magistrati prima dello spoglio per referendum: "Motivi personali"
La decisione è stata comunicata ai componenti del Comitato direttivo centrale dell’Anm nel primo pomeriggio, con l’indicazione che le dimissioni saranno formalizzate nella riunione già prevista per il prossimo fine settimana. Parodi ha chiarito che la scelta era maturata da tempo e che non è legata all’esito del referendum, ancora incerto al momento dell’annuncio. Il presidente uscente ha ribadito che si tratta di una decisione personale, sottolineando "assolutamente no" a chi gli chiedeva un collegamento con la consultazione sulla riforma della giustizia. Secondo quanto emerso, la comunicazione anticipata sarebbe stata fatta proprio per evitare che le dimissioni potessero essere interpretate come una reazione al risultato referendario, qualunque esso sia.
Negli ultimi mesi Parodi aveva più volte evidenziato le difficoltà legate al doppio incarico, tra la guida dell’Anm e il ruolo di procuratore capo ad Alessandria. Un equilibrio complesso che avrebbe contribuito a rendere sempre più gravoso il peso della presidenza. Eletto nel febbraio 2025 alla guida del sindacato delle toghe, Parodi era espressione di Magistratura indipendente e considerato una figura di mediazione, capace di tenere insieme sensibilità diverse all’interno dell’associazione. La sua nomina era infatti arrivata al termine di un accordo tra le varie correnti per una gestione unitaria. Le dimissioni aprono ora una fase di transizione per l’Anm, in un momento particolarmente delicato per la magistratura italiana, segnato proprio dal confronto sulla riforma della giustizia.