23 Marzo 2026
Scheda elettorale, fonte: imagoeconomica
Gli exit poll relativi al referendum costituzionale sulla giustizia 2026 indicherebbero un leggero vantaggio del NO, al 50,5-51,5%, col SÌ indietro di qualche punto percentuale, e fermo al 48,5-49,5%. Il via libera alla riforma voluta dal governo potrebbe essere arrivato al capolinea, con gli italiani che avrebbero deciso di schierarsi contro. Decisiva è stata probabilmente l'affluenza, arrivata ad una forbice tra il 53 e il 55%. Non è stato necessario il quorum.
Per gli exit poll il NO sarebbe in leggero vantaggio sul SÌ, il che significherebbe una vittoria dell'opposizione di governo, che dal primo giorno ha spinto affinché non passasse questa riforma della giustizia voluta dal centrodestra. Non si hanno ancora i risultati finali ma nella coalizione di governo filtra un leggero mal di pancia per gli esiti di questo referendum. Al contrario, il centrosinistra mantiene una certa fiducia, consapevole che gli italiani potrebbero aver scelto di non proseguire ad una riforma della giustizia, e di conseguenza a quello che prevede: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura - uno per i giudici e uno per i pm - e l'istituzione di un'Alta Corte Disciplinare.
Questo il quesito al quale gli italiani che si sono recati ai seggi sono stati tenuti a rispondere: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?'". Sette gli articoli della Costituzione che sarebbero stati modificati da questa riforma.
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