Ultimi sondaggi referendum costituzionale 2026: NO in vantaggio al 52% sul Sì fermo al 48%, propensione al voto tra il 46% e il 51%
Nell'ultimo sondaggio SWG per il TG La7 del 6 marzo 2026, il fronte del No sorpassa il Sì: ecco gli ultimi dati disponibili prima dello stop alla pubblicazione dei sondaggi
L'ultimo sondaggio realizzato da Swg per il Tg La7, pubblicato il 6 marzo 2026 prima dello stop previsto dalla legge, offre una fotografia aggiornata degli orientamenti di voto degli italiani in vista del referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia, previsto per lunedì 22 e domenica 23 marzo 2026. Il trend ha subito un cambiamento significativo negli ultimi mesi, dando vita ad un ribaltone.
Ultimi sondaggi referendum costituzionale 2026: NO in vantaggio al 52% sul Sì fermo al 48%
Secondo i dati diffusi, il NO risulta oggi in vantaggio con il 52% delle intenzioni di voto, mentre il Sì si attesta al 48%. Si tratta di un margine relativamente contenuto, ma sufficiente ad indicare una prevalenza del fronte contrario alla riforma. Un elemento rilevante riguarda anche la propensione al voto, che oscilla tra il 46% e il 51%: una partecipazione potenzialmente bassa, ma comunque sufficiente a rendere il risultato politicamente significativo, considerando che per i referendum costituzionali non è previsto alcun quorum.
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/politica/766757/referendum-giustizia-i-costi-aggiuntivi-per-i-2-csm-e-lalta-corte-se-vince-il-si-piu-di-114mln-il-primo-anno-e-di-102mln-a-regime.html
L'affluenza in realtà avrà un ruolo considerevole, sembra infatti che con un'affluenza inferiore al 46% vincerebbe il NO, mentre con un'affluenza superiore al 46% vincerebbe il Sì.
Tuttavia, negli ultimi sondaggi si è notata in modo considerevole l’evoluzione del consenso nel corso dei mesi. A novembre 2025, infatti, il Sì partiva da una posizione nettamente più forte, con un solido 62% delle preferenze. Da allora, però, il sostegno alla riforma ha registrato un calo costante e marcato, fino ad arrivare all’attuale 48%. Un percorso inverso ha caratterizzato il fronte del NO, che nello stesso periodo è passato dal 38% al 52%, guadagnando ben 14 punti percentuali.
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