Board of Peace per Gaza, vignetta di Giannelli sull'Italia "Paese osservatore": Meloni guarda dal buco della serratura di una porta
Il vignettista Emilio Giannelli ha deciso di raffigurare la situazione con una vignetta dal sapore ironico, come fa sempre
Il tema sul Board of Peace per Gaza continua ad essere ancora attuale, specie dopo che l'Italia ha annunciato di voler essere "Paese osservatore". Il vignettista Emilio Giannelli ha deciso di raffigurare la situazione con una vignetta dal sapore ironico, come fa sempre. In questa, è raffigurata la premier Meloni che guarda dal buco della serratura di una porta. Un evidente riferimento a quell'"osservatore" evocato dalle istituzioni italiane in merito all'organo presieduto da Donald Trump.
Board of Peace per Gaza, vignetta di Giannelli sull'Italia "Paese osservatore": Meloni guarda dal buco della serratura di una porta
L'Italia sarà "Paese osservatore" nel Board of Peace per Gaza. Lo ha confermato il ministro degli Esteri Tajani quest'oggi, aggiungendo anche che il nostro Paese sarà presente alla prima riunione. Tajani ha giustificato così la decisione: "L'assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contraria alla lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie".
"Il governo ha ritenuto opportuno accettare l'invito dell'amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace, certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali". Secondo Tajani l'obiettivo sarebbe "chiaro" e cioè "creare le condizioni per arrivare a due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza". L'impegno italiano "muove da un dialogo costante con Israele, con l'Autorità Palestinese, e con tutti i partner chiave nella regione, con cui abbiamo mantenuto in questi mesi un costante e stretto raccordo".
Una decisione che ha sollevato molte perplessità, anche da parte del Vaticano, con il cardinale Pietro Parolin che ha dichiarato: "Noi non parteciperemo al Board of Peace". Per Parolin ci sono "punti che lasciano un po' perplessi, punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni".