Board of Peace, Tajani conferma presenza Italia come "osservatore": "Siamo protagonisti, al piano Usa no alternative", opposizioni: "Colonialismo"

Il vicepremier forzista Antonio Tajani è intervenuto alla Camera sulla partecipazione dell'Italia all'organismo controverso voluto da Trump: sostenendo la creazione di due Stati, il ministro degli Esteri ha condannato le annessioni territoriali israeliane della Cisgiordania spingendo le opposizioni a credere nel piano Usa su Gaza

L'Italia parteciperà alla prossima riunione del Board of Peace in qualità di "osservatore, come lo sarà la Commissione europea" perché "vogliamo essere protagonisti": così il ministro degli Esteri Antonio Tajani che oggi, 17 Febbraio, è intervenuto alla Camera chiarendo la posizione italiana sulla partecipazione al nuovo e controverso organismo "privato" voluto dal Presidente Usa Donald Trump.

Board of Peace, Tajani conferma presenza Italia come "osservatore": "Siamo protagonisti, al piano Usa no alternative", opposizioni: "Colonialismo"

L'Italia ha accettato di salire sulla barca del Board of Peace per Gaza nonostante sia sempre più evidente come il nuovo organismo voluto da Trump non sia altro che un organismo di legittimazione alla scompaginazione totale di Gaza senza i palestinesi e nel puro interesse israelo-statunitense. Dalle ore 13.30 di oggi a Montecitorio, il vicepremier Antonio Tajani è dunque intervenuto sui recenti sviluppi sostenendo una posizione già in precedenza espressa da Giorgia Meloni: l'Italia non rinuncerà al "Consiglio di Pace", nonostante il suo articolo 9 sia "in contrasto con la Costituzione", e si accontenterà di presenziarvi in qualità di "osservatore". Il protagonismo italiano in tema Gaza, ha continuato Tajani, deve proseguire: "abbiamo già dato molto per la Striscia e continueremo a farlo, siamo tra i Paesi al mondo che ha dato di più. (...) siamo pronti a formare la nuova polizia gazawa e quella palestinese, siamo pronti a incrementare i nostri carabinieri a Rafah". La stabilità di Gaza, ha continuato il ministro forzista, è fondamentale per la "stabilità del Medio Oriente" ma anche "del Mediterraneo allargato; sulla sicurezza delle rotte commerciali del nostro export, che transita per il 40% attraverso il Mar Rosso". Continuare ad aiutare Gaza, ha proseguito, "è cruciale per la nostra sicurezza nazionale, anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari(...) Il governo italiano, in coerenza con il forte mandato ricevuto dal Parlamento a ottobre scorso, e con la tradizione di convinto sostegno al multilateralismo che contrassegna la nostra politica estera, ha sostenuto fin dall’inizio il Piano di pace".

Eventuali opzioni al piano di pace Usa? Non ce ne sono, secondo Tajani, e chiunque ritenga "che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo Piano, dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà". Così il vicepremier ha motivato la presenza italiana al Board of Peace: la sua assenza "vorrebbe dire rinnegare il ruolo di primo piano che il nostro Paese ha svolto per il cessate il fuoco fin dall'inizio della crisi, sempre con l'obiettivo di arrivare a due Stati che convivano in pace e sicurezza. Parteciperanno anche tutti i principali partner della regione. Penso all'Egitto, alla Giordania, all'Arabia Saudita, al Qatar. Anche all'Indonesia, il più grande Paese musulmano al mondo. Come potrebbe l'Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in Medio Oriente, alla presenza di tutti i principali attori regionali?".

Obiettivo ultimo: "creare le condizioni per arrivare a due Stati" ha ribattuto Tajani sostenendo l'"impegno concreto" ed il "dialogo costante con Israele, con l'Autorità Palestinese e con tutti i partner chiave nella regione". Poi la condanna all'annessione di territori della Cisgiordania da parte di Israele e l'impegno italiano sulla "formazione delle Forze di sicurezza palestinesi. Siamo presenti all'interno del Centro di coordinamento civile-militare con una squadra di 3 diplomatici e 8 militari. Il Centro è impegnato ad assicurare le attività di assistenza umanitaria e i servizi essenziali alla popolazione della Striscia. I nostri Carabinieri, già attivi in Cisgiordania da oltre dieci anni attraverso la missione bilaterale Miadit, inizieranno presto in Giordania l'addestramento di 50 funzionari di sicurezza palestinesi da dispiegare nella Striscia di Gaza".

Ma le polemiche sulla reale natura del Board of Peace e sulla posizione indulgente dell'Italia ha riacceso le opposizioni in Aula. Premettendo che "nessun grande Paese europeo partecipa" a tale organismo, Beppe Provenzano ha definito gli altri membri interni al Consiglio "autocrati e alleati ideologici del mondo maga come l'Ungheria e l'Argentina: Giorgia Meloni va dove la porta il cuore o meglio la fiamma ma lei ministro? Lo capite dove ci sta portando?". Altri hanno visto la partecipazione dell'Italia al Board of Peace come un chiaro indebolimento dell'ONU, mentre Riccardo Magi di +Europa ha parlato di un Governo "scodinzolante": "Avremmo voluto sentire che ci chiarisse cos'è questo organismo che nasce come emanazione della persona Trump, che ne è presidente a vita oltre il termine del proprio mandato, che decide chi può starci o no e decide che serve un miliardo per farne parte. Lei pensa che questa è la parte della storia in cui l'Italia deve stare? (...) Il suo intervento ha dimostrato la mancanza di politica estera del nostro Paese, non dico di una strategia ma almeno di un pensiero. Quella di chi tra il suo ministero e la presidente del Consiglio, sta eternamente ad aspettare che gli altri decidano per capire come è meglio ripararsi, accucciarsi e scodinzolare".