Ponte sullo Stretto, cambia il decreto dopo il confronto tra Salvini e il Quirinale: saltano il Commissario e i paletti alla Corte dei conti
Il decreto delinea anche una roadmap procedurale per arrivare alla nuova autorizzazione finale
Il decreto sul Ponte sullo Stretto cambia assetto dopo il confronto tra Matteo Salvini e il Quirinale tenutosi ieri. Dal testo spariscono la figura del Commissario straordinario e i riferimenti che ridimensionavano il ruolo della Corte dei conti, mentre la regia dell’opera torna al ministero delle Infrastrutture. L’obiettivo è superare i rilievi e portare il provvedimento in Consiglio dei ministri senza nuovi attriti istituzionali.
Ponte sullo Stretto, cambia il decreto dopo il confronto tra Salvini e il Quirinale: saltano il Commissario e i paletti alla Corte dei conti
Il governo riscrive l’articolo centrale del decreto Infrastrutture dedicato al Ponte sullo Stretto, modificando l’impianto originario dopo le interlocuzioni con il Colle. Il testo approda in Consiglio dei ministri con una governance più ordinaria e con il ministero delle Infrastrutture al centro della gestione, senza più il ricorso a strumenti straordinari pensati per una sola opera. Il confronto tra Matteo Salvini e il presidente della Repubblica ha portato a una revisione ampia delle parti più delicate. Il vicepremier ha spiegato che "mi volevo confrontare con il presidente anche sul testo del decreto" e ha ribadito che "non c'è mai stata nessuna norma che limitava i poteri della Corte dei conti". Tuttavia, è la nuova versione ad eliminare quei riferimenti a paletti sul controllo contabile e alle ipotesi di "alleggerimento della responsabilità erariale". Scompare anche l’ipotesi del super commissario, inizialmente individuato nell’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci. La gestione resta interamente in capo al ministero, che si farà carico degli adempimenti richiesti dopo i rilievi della magistratura contabile, dall’aggiornamento del piano economico finanziario ai nuovi pareri tecnici, fino alla procedura ambientale europea e alla predisposizione della delibera Cipess.
Salvini ha chiarito la scelta spiegando che "ci facciamo carico noi, al ministero, di tutti i procedimenti per ottemperare alle richieste della Corte dei conti, per andare a Bruxelles a parlare con la Commissione e per avviare finalmente i cantieri". Nel nuovo assetto resta invece la figura del commissario per le opere ferroviarie complementari, affidata all’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi. Il decreto delinea anche una roadmap procedurale per arrivare alla nuova autorizzazione finale. Sono previsti il via libera dell’Autorità di regolazione dei trasporti e del Consiglio superiore dei lavori pubblici, oltre a nuovi passaggi ambientali legati alla direttiva Habitat, con valutazioni sugli impatti e una nuova delibera sugli imperativi motivi di interesse pubblico. Nel provvedimento trovano spazio anche altre misure, tra cui la proroga dei commissari straordinari per l’autostrada A24-A25, il trasferimento a Rfi dei poteri commissariali su numerosi cantieri ferroviari e norme su concessioni e balneari, con un bando tipo per le gare e la proroga stagionale dell’impiego dei bagnini minorenni.