15 Gennaio 2026
Lo chiedo con rispetto ma anche con puntiglio: di cosa è morta Valeria Fedeli da tutti compianta? Ho faticato, non poco, prima di trovare che “un male inesorabile e feroce l'ha portata via”, che è dire tutto e niente: e questa reticenza, questa omertà che ormai conosco bene mi mette in sospetto. Il male inesorabile e feroce posso capirlo, ma bisognerebbe sapere di quale tipo esattamente, insorto quando, durato quanto: nessuno sapeva, e non risulta che l'ex ministro all'Istruzione ne soffrisse fino a pochi anni fa. Per cui, non disponendo di notizie certe, e neppure incerte, ogni ipotesi è lecita. Fedeli, PD, era una delle più convinte sulla vaccinazione anticovid; si espresse in diverse occasioni, e precisò che “vaccinarsi per gli insegnanti è doveroso, è una questione di responsabilità”. Torno a chiederlo con rispetto ma anche con l'ostinazione che la mia condizione mi dà: quando si è saputo che era malata? Io lo sentii nel corpo immediatamente dopo la prima dose, lo avvertii di più dopo il richiamo, e due anni dopo, a seguito di una caduta accidentale, ne ebbi conferma; più avanti ebbi conferma anche del legame col vaccino, fornitami da molti medici, anzitutto i contrari, poi, via via, anche i più convinti della prima ora. Un cancro del sangue, un linfoma “indolente”, scatenato dalla proteina spike del vaccino, giunto in breve al quarto stadio, oltre il 90% del midollo spinale invaso. Girava nella mia carcassa un sangue velenoso e ci è voluta a ripulirlo una terapia talmente devastante che a distanza di venti mesi ancora ne porto le conseguenze. Non è detto che io me la sia cavata: ogni volta i controlli sono una sentenza, e mi hanno spiegato che la recidiva è in agguato, è più che probabile, che remissione non significa guarigione. Io vivo così, come uno che non vive, che non ha vissuto più.
Vedo che i responsabili della mia rovina, della nostra rovina, a milioni, sono tutti vegeti, scoppiano di salute, predicano, più arroganti che mai. Ho motivo di ritenere che neppure uno di questi si sia somministrato l'intruglio che hanno imposto a noi: o mentivano del tutto, o si iniettavano acqua fresca, o, da potenti, preparati sicuri, altamente controllati invece delle pozioni mortifere riservare alla plebe. Ogni tanto qualcuno ci casca anche tra gli eletti: politici, divi, finanzieri. Pochi, in proporzione, ma i loro casi sono per forza di cose eclatanti. Tutti, vedi caso, dopo plurime dosi. La casistica, in generale, a livello globale, è talmente immane che nessuno più si azzarda a contestarla, tranne qualche virologo da sbarco, ma senza prove contrarie; viceversa, le prove a dimostrazione abbondano ed escono da tutti i centri di ricerca, tutte le università, tutti gli studi, tutte le statistiche del pianeta. Ecco quella del giorno, opera di plurimi dipartimenti dell'Università di Boston. Io stesso posso portare prove di decine e centinaia di casi, conosciuti per effetto del mio ruolo pubblico, della mia scelta di testimoniare in un contesto vile, dove tutti più si ammalano e più tacciono o dirottano, mentono. Da tre anni sono bersagliato, invaso di storie atroci, e molte ormai ridotte ad assenza, a ricordo. Ad ogni incontro pubblico, o spettacolo teatrale, non manco d'imbattermi in chi mi rivolge il solito invito: non smettere, vai avanti. Poi aggiungono: fallo anche per mia figlia, mio marito, mia madre che non ci sono più. Sono stanco e invaso dai fantasmi, vivo da malato, da condannato a prescindere, ma ci provo: hanno sempre gli stessi occhi di chi non ha più niente da chiedere, salvo un terribile accorato ricatto: fallo anche per noi.
Non ci è dato sapere con precisione cosa abbia condannato l'ex ministro Valeria Fedeli, ma, quand'anche la sua malattia fosse antecedente, abbiamo diritto di dubitare. Di sospettare. Io stesso ho parenti che hanno dovuto curarsi “mali feroci” già sconfitti e insorti nuovamente dopo le tre dosi, e i dottori dicevano: adesso basta, altrimenti è tutto inutile. La spike cerca, trova, riaccende. A distanza di sei anni, nessuno ha saputo chiarirci con forza di verità e di scienza cosa fosse quel virus nuovo, fatto in laboratorio per renderlo più contagioso e micidiale; nessuno ha saputo spiegarci con onestà e precisione cosa ci fosse in quell'antivirus anche più micidiale. L'intento sembra palese: creare nuove armi batteriologiche, mezzi per sfoltire una popolazione che, secondo i padroni della terra, era già in sovrannumero, costava troppo, particolarmente nell'occidente dei diritti e delle garanzie. Nessuno ha saputo illuminarci, ma, lungi dai complottismi, che affiorano quando non c'è di meglio, possiamo a buon diritto immaginare, nel silenzio degli innocenti e soprattutto dei colpevoli, che questa faccenda sia dovuta a una sorta di intelligenza artificiale adoperata in modo e per un fine criminale. Oggi i Bill Gates della situazione paventano utilizzi sconsiderati, potenzialmente apocalittici ma cosa c'è di più abominevole di una malattia che nessuno ha saputo prevedere, arginare, che hanno contrastato aggravandone la portata, scatenando ancora più morte? L'intelligenza artificiale per estinguerci c'era già e il Covid è stato solo un debutto; mentre insistono a convincere l'umanità a distruggersi nello stesso modo, con vaccini ancora più potenti e contagiosi. Un “male cattivo e feroce” può avere tante cause, tante storie, ma finché resta avvolto in una nebbia di omertà io mi sento autorizzato a correlarlo al mio male, alla mia storia. E a quella di milioni, milioni e milioni di sventurati come me nel mondo intero.
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