Norma anti rave, Tajani frena Piantedosi sulle intecettazioni ai ragazzini: "Non possiamo", gelo nel Cdm

I retroscena prima della firma del decreto che contiene la norma antirave mostrano il freno moderato che Tajani ha applicato in barba al ministro dell'Interno Piantedosi

Le diverse anime che popolano questa maggioranza di centro-destra e che sin dall'inizio hanno mostrato una divisione, una spaccatura intrinseca, è emersa in tutta la sua forza per il nuovo decreto firmato dal governo Meloni e che ha introdotto la tanto discussa norma anti-rave. Va detto che la norma è stata introdotta all'indomani del rave di Modena che ha creato dei grattacapi per il ministro Piantedosi, ex prefetto di Roma e che aveva sin dall'inizio un piano per frenare queste ammucchiate all'insegna della musica techno.

Rave di Modena, i ragazzi sgomberano "grazie al dialogo?". No, lo avevano già annunciato due giorni fa

Dopo aver bloccato due imbocchi autostradali, il prefetto è tornato indietro e gli ha riaperti. Era stata una misura di sicurezza Ma stava creando ulteriore scompiglio. E così il suo piano per il rave di Modena che rischiava di diventare una seconda Seul si è arricchito di una scenografia ad effetto: squadre di polizia in assetto antisommossa schierate tutto intorno all'edificio abbandonato in cui stavano ballando 3000 giovani.

Oggi i tremila giovani sono usciti dal presidio per il rave di Modena e i giornali titolano: "Ha vinto il dialogo". Ma in realtà è propaganda e infatti i giovani avevano già dichiarato alla polizia che avrebbero lasciato il capannone martedì mattina.

Non ha vinto quindi nessun dialogo, semplicemente hanno vinto i ragazzi. La festa è andata a buon fine, ma il fatto che sia durata 48 ore per il ministro Piantedosi è un vero e proprio sfregio.

Norma anti rave, Tajani frena Piantedosi sulle intecettazioni ai ragazzini: "Non possiamo", gelo nel Cdm

Sicuramente non c'è stata una seconda Seul come si prospettava, ma un consiglio dei ministri dove Tajani è intervenuto per frenare Piantedosi che aveva un piano un po' più rigido e infatti ha dichiarato: "Non possiamo intercettare i ragazzini".

Tutti credevano che la vittoria fosse in pugno, che il Consiglio dei Ministri fosse unanime, ma a un certo punto tajani ha rotto il silenzio e nel bel mezzo del Consiglio dei Ministri ha dichiarato: "Scusate questa cosa delle intercettazioni come strumento di indagine su Rave party non mi trova d'accordo. Si tratterebbe di una misura molto invasiva".

Tutti hanno voltato lo sguardo a Matteo Piantedosi, come scrive anche Repubblica, infatti il Ministro dell'Interno aveva scelto questa strategia per arginare il problema dei rave party, neanche fossero dei boss della malavita i ragazzini che si radunavano per ballare.