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Santori delle Sardine candidato Pd a Bologna. La politica lo inchioda

Botta e risposta con Calenda: "Opterei per una pedata nelle chiappe"

22 Agosto 2021

Santori delle Sardine candidato Pd a Bologna? La politica lo inchioda

Santori (fonte:LaPresse)

Che la notizia di Mattia Santori, leader delle Sardine, candidato con il Pd alle comunali di Bologna sia uno scandalo, lo si capisce dal dibattito esploso questa mattina di domenica 22 agosto su internet. A meno di 24 ore dall'annuncio ufficiale, lanciato sui canali social del gruppo indipendente, c'è già una fetta della politica che lo inchioda. In prima fila, il leader di Azione Carlo Calenda, che lo ha non troppo gentilmente definito "un ragazzotto senza arte né parte". Ma anche la Lega Nord si fa beffe di Santori, e c'è chi rispolvera la sua battuta di soli quattro mesi fa: "Il Partito democratico è un marchio tossico, al quale nessuno si iscriverebbe".

Santori delle Sardine candidato Pd a Bologna. La politica lo inchioda

"Ho deciso di candidarmi alle prossime elezioni amministrative di Bologna e ci tengo a spiegare il senso di questa mia scelta, prima che venga svilito, falsato, infangato da chi lavora per far credere che la politica sia uno schifo, una melma, un tugurio di rozzi individui. Salvo poi favorirli davvero", aveva scritto Mattia Santori, leader delle Sardine, per annunciare sui social network il suo debutto alle amministrative di Bologna. "Vi diranno che siamo schiavi del Pd, che gettiamo la maschera, che ci vendiamo per un posto in giunta. Chi lo dice ha ruoli politici ottenuti non certo per etica, passione o abnegazione alla cosa pubblica; non si fa problemi a cambiare casacca in base ai sondaggi; usa il proprio profilo o la propria testata come gogna mediatica o fornace di fake news".

L'annuncio, pubblicato nella giornata di sabato 21 agosto, ha subito ricevuto una valanga di commenti. E anche dalla politica arrivano già le prime critiche. Prima di tutti si è fatto sentire Carlo Calenda, leader di Azione, che ha twittato: "Per carità Enrico Letta sono fatti vostri e non miei, ma candidare un ragazzotto senza arte né parte, che vuole darvi la sveglia e sorvegliare la vostra purezza ideologica ti sembra una buona idea? Opterei per pedata nelle chiappe (metaforica)". E subito arriva la risposta di Santori: "Io mi sto candidando da indipendente volendo dare un contributo alla mia città come consigliere comunale. Che dire di un signorotto con arte e soprattutto con parte, che ha avuto una pedata (non metaforica) per arrivare dov’è arrivato?". E attacca: "Un signorotto che dopo esser stato bocciato alle elezioni del febbraio 2013, viene nominato qualche mese dopo addirittura viceministro? Un signorotto che si è fatto eleggere, da iscritto, nelle liste del Pd per poi creare il suo partitino personale, dovrebbe esimersi dal dispensare consigli non richiesti. Nel mentre confido nelle pedate (metaforiche) dei romani...".

Santori delle Sardine candidato Pd, ed è subito boom di commenti

Che la candidatura come indipendente all'interno della coalizione del Partito democratico del critico della politica per antonomasia sia un fatto curioso, questo si evince dalla valanga di commenti che in queste ore stanno spopolando sui social network. C'è chi si fa beffe di Santori perché finalmente "addomesticato" dopo tanta propaganda anti-establishment, ma anche chi vede nella sua impresa un tentativo di ridare vita a un partito, il Pd, sull'orlo della crisi. 

"Santori vuole presidiare le Istituzioni dall'interno. Basta fa già ridere così", scrive un utente su Twitter in risposta al post della Lega Nord. Nel tweet del partito di Matteo Salvini infatti si legge: "Dalla 'rivoluzione' a una poltroncina col Pd, la triste fine delle sardine". C'è anche chi fa umorismo nero: "Mi immagino un elettore del Pd (e forse prima ancora del Pci) con la penna in mano, che accanto al simbolo del suo partito da sempre legge il nome di uno che fino a ieri ha su quel simbolo ha vomitato di tutto. Altro che profugo afgano."

Infine c'è chi vede nella candidatura non tanto una sconfitta delle Sardine, mai veramente orientate su una linea politica precisa e chiara, quanto al declino definitivo del Partito democratico. "Non ho alcuna preclusione verso le sardine", si legge in un commento, "Riconosco loro il merito di aver fatto politica in uno spazio abbandonato recuperando consensi dispersi. La candidatura di Santori ripropone però la debolezza identitaria del Pb, ancora bloccato in un interminabile postrenzismo. Ancora nessun commento in merito dal leader del partito, Enrico Letta, che si limita a portare avanti l'agenda nazionale da quando è diventato segretario.

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