Mercoledì, 22 Settembre 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

M5s, Conte non finisce mai di stupire: ecco che arriva la "carta dei valori"

Il capo politico in pectore su Facebook: "Contiene la costellazione dei principi e dei valori, con l’obiettivo di costruire un futuro migliore e realizzare una società più equa e solidale"

28 Luglio 2021

M5s, Conte non non finisce mai di stupire: ecco che arriva la "carta dei valori"

Fonte: lapresse.it

Giuseppe Conte posta su Facebook la nuova Carta dei valori M5S, definita una delle 'costole' dello Statuto grillino. "Alcuni giorni fa ho presentato lo Statuto del nuovo Movimento 5 Stelle, che verrà sottoposto al voto degli iscritti il 2 e 3 agosto. Lo Statuto è un documento molto importante: regola le attività e definisce i ruoli e le funzioni degli organi del nuovo Movimento", spiega Conte.

"All’articolo 2 del nuovo Statuto trovate inserita la Carta dei principi e dei valori, un testo fondamentale per chiarire l’identità politica del nuovo Movimento. La Carta contiene la costellazione dei principi e dei valori che orienteranno ogni nostra azione, con l’obiettivo di costruire un futuro migliore e realizzare una società più equa e solidale, che consenta il pieno sviluppo della personalità di ognuno e garantisca migliori opportunità di vita a tutti", continua il capo politico in pectore del M5S.

M5s, Conte non non finisce mai di stupire: ecco che arriva la "carta dei valori"

"Le cinque stelle che costellano il nostro orizzonte e orientano la nostra azione sono i beni comuni, l’ecologia integrale, la giustizia sociale, l’innovazione tecnologica e l’economia eco-sociale di mercato. Queste stelle costituiscono i punti cardine dell’azione politica del Movimento 5 Stelle. Sono le priorità programmatiche dell’impegno civico e istituzionale dei suoi rappresentanti. La costellazione dei valori della Carta dei principi ha l’obiettivo di costruire un futuro migliore, realizzare una società più equa e solidale, che consenta il pieno sviluppo della personalità di ognuno e garantisca migliori opportunità di vita a tutti", spiega Conte.

Sul primo punto, quello dei beni comuni, dice: "La valorizzazione della categoria dei beni comuni si ascrive fortemente alla necessità di assumere la persona umana come centro dell’azione dello Stato. I beni comuni rendono infatti possibile l’esercizio dei diritti fondamentali e il libero sviluppo della persona. Essi costituiscono una particolare tipologia di beni pubblici su cui nessuno può vantare pretese esclusive. Appartengono a tutti e a nessuno, il loro godimento è diffuso e la loro gestione richiama processi partecipativi e inclusivi delle comunità. L’acqua, l’aria, le foreste, i ghiacciai, i tratti di costa che sono riserva ambientale, la fauna e la flora, i beni culturali: sono beni che devono essere difesi e custoditi anche a beneficio delle generazioni future. C’è poi una nuova tipologia di bene comune che può essere identificata nella conoscenza, bene per sua natura globale e presupposto per la crescita della persona e per la sua piena partecipazione, in condizioni di eguaglianza, alla vita politica, economica e sociale del Paese. A tutti deve essere garantito il diritto alla conoscenza, anche attraverso l’accesso libero e gratuito alla rete".

Dunque l'ecologia integrale. "È impensabile risolvere problemi quali l’inquinamento, il degrado ambientale, la dissipazione delle risorse naturali per mezzo di specifici, circoscritti interventi. Occorre rivoluzionare il nostro modo di pensare e privilegiare un nuovo modello di sviluppo che offra adeguate risposte ai bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare, a loro volta, i propri bisogni. Occorre superare i tradizionali modelli di sviluppo costruiti esclusivamente sugli indici di crescita della produzione, e affidarsi a un modello di sviluppo aperto a una nozione ampia e incisiva di prosperità, che garantisca condizioni effettive di benessere equo e sostenibile a tutti i membri della comunità, che contrasti gli sconvolgimenti climatici, che preservi la biodiversità e le risorse naturali, che sia imperniato su programmi e strategie di protezione degli ecosistemi e di promozione di una più elevata qualità dell’ambiente e quindi della comunità nel suo insieme".

C'è poi il tema della giustizia sociale. "La buona politica - recita la carta dei valori - agisce per combattere e annullare le tante diseguaglianze: economiche e sociali, di genere, intergenerazionali, territoriali. La politica deve promuovere le condizioni perché tutti possano partecipare, a pieno titolo, alla vita politica, sociale, economica, culturale della comunità, deve contrastare tutte le varie forme di ingiustizia e deve rimuovere gli ostacoli che impediscono a ciascuno di beneficiare di opportunità di vita migliori. Il grado di civiltà di una comunità si misura anche dall’attenzione che riserva ai propri membri più vulnerabili, più emarginati, più anziani".

L'innovazione tecnologica. "Il progresso scientifico e l’innovazione tecnologica, frutti dell’intelligenza e della creatività umana, sottraggono spazio all’incertezza e consentono di migliorare le condizioni di vita delle persone. Ma non possiamo rimanere indifferenti alle sottese logiche di dominio e di potere economico. Bisogna realizzare le condizioni affinché la ricerca scientifica si caratterizzi quale impresa intrinsecamente democratica, affidata a metodi, procedure, esperimenti riproducibili ovunque da parte di chiunque. Il progresso scientifico e l’innovazione tecnologica devono svilupparsi “a misura d’uomo”, assicurando condizioni di vita più sicure, più confortevoli, più sostenibili. Essi devono contribuire alla riduzione delle diseguaglianze, offrendo anche alle persone più fragili ed emarginate opportunità di vita migliori".

Economia eco-sociale di mercato. "Il modello di sviluppo capitalistico affidato alla piena libertà del mercato non è in grado di garantire equità sociale, assicurando agli imprenditori di poter competere tra loro in condizioni di pari opportunità e ai consumatori di potere operare scelte pienamente libere e consapevoli. E’ determinante, pertanto, la funzione regolatrice dei pubblici poteri, volta a impedire la concentrazione dei poteri economici e a garantire la protezione dell’ambiente. In questa prospettiva, promuoviamo un uso consapevole delle risorse e cicli produttivi sostenibili, orientati alla riduzione dell’impiego delle risorse, delle emissioni nocive e del degrado. E’ inoltre fondamentale garantire la possibilità per i 'consumatori' di assumere il ruolo di 'consumautori'".

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x