Martedì, 03 Agosto 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Ddl Zan, Sardine attaccano Italia Viva: "Forse solo con la fiducia Draghi potrebbe liberarci dall’impasse"

Il leader degli antisovranisti Mattia Santori si inserisce nel dibattito degli ultimi giorni, attaccando l'impasse in Senato

05 Luglio 2021

Dimissioni Zingaretti, intervengono le Sardine

Fonte: lapresse.it

Le Sardine attaccano Italia Viva dopo lo stop al voto in Senato del Ddl Zan. "Se i senatori di Italia Viva voteranno il ddl Zan come i loro colleghi della Camera, fra i quali segnaliamo il contributo importante di Lisa Noja, il ddl Zan sarà legge in Italia". Così le Sardine, sul tema della legge di contrasto all'omofobia, al centro del dibattito politico.

"Non ci dovrebbe essere colore politico o discussione, sottolineano gli antisovranisti, tutte le persone civili rifiutano l’odio e l’incitamento all’odio, rifiutano l’idea che una donna possa essere vittima di violenza solo in quanto bisessuale o in quanto persona con disabilità, o in quanto donna, tutte le persone civili rifiutano l’omolesbobitransfobia e lavorano per una società inclusiva nel loro quotidiano".

"Questo Senato della Repubblica avrebbe i numeri per approvare il ddl Zan, senza emendamenti o giochi di palazzo sulla pelle delle persone trans e di tutte le persone che vorrebbero disperatamente un’Italia europea", dicono dal gruppo guidato da Mattia Santori. "Forse solo con la fiducia Draghi potrebbe liberarci dall’impasse: in nome dell’Europa e dei valori europei", concludono dal movimento antagonista.

Ddl Zan, Renzi: "Per fare le leggi servono i voti dei senatori, non i like degli influencer"

In un'intervista a 'La Stampa' il leader di Italia Viva Matteo Renzi aveva ribadito la sua posizione: "Siamo gli unici a volerlo salvare. L’ipocrisia di chi urla sui social, ma sa che al Senato non ci sono i numeri è la vera garanzia dell’affossamento della legge." Quindi, niente Ddl Zan se non c'è accordo tra le due camere.

Il Senato dovrebbe calendarizzare l'incontro per discutere la proposta di legge il prossimo 13 luglio, ma Iv non ci sta. "Se al Senato non ci sono i numeri preferisco fare una buona legge modificando qualcosa. In Italia, come noto, c’è ancora il bicameralismo: finché non cambia la costituzione, il voto del Senato serve. Se poi vogliamo abolire il bicameralismo, io sono favorevole da sempre. Ci ho perso la poltrona per quella battaglia, non ho cambiato idea", ha detto l'ex segretario Pd.

Il punto di Renzi rimane fermo, per lui con Iv non c'è la volontà di affossare la legge, anzi: "Siamo gli unici a volerlo salvare." "Se andiamo sotto su un emendamento a scrutinio segreto, questa legge è morta e ne riparliamo tra anni, avverte l'ex premier, E quanti ragazzi gay soffriranno per la mancanza di questa legge? Voglio evitare questo rischio. Ma per fare le leggi servono i voti dei senatori, non i like degli influencer".

"Chi vuole una legge trova i numeri, chi vuole affossarla trova un alibi", dice ancora Renzi: "Vedremo se la Lega si tirerà indietro. Per ora la questione è sempre la stessa, il contrasto tra massimalisti e riformisti. I massimalisti fanno i convegni, i riformisti fanno le leggi. Preferisco un buon compromesso a chi pensa di avere ragione solo lui ma non cambia le cose".

Ddl Zan, Italia viva: "Stop propaganda 'muscoli più like'"

"Ho il dubbio - ha aggiunto Faraone - che questo concetto non sia condiviso da alcuni promotori, che in buona fede pensano che al testo si debba affidare invece una finalità propagandistica, ciò che normalmente si affida ad un manifesto, non ad un articolato normativo da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica". "Questo intento propagandistico - si legge nel post - oltre che in un testo confuso ed inefficace può sfociare anche in un metodo infantile e regressivo ma poco fattuale che spinga a trovare molta più soddisfazione nel 'battersi fino alla morte', anche se poi la legge non passa sotto i colpi dei voti segreti in Senato, che nell’approvare la legge stessa. Pensiamo a chi ogni giorno subisce discriminazioni, non a chi deve fare le rivoluzioni 'muscoli e like'".

E ancora: "Il ddl Zan così com’è difficilmente diventerà legge dello stato, se modificato come indicato da Scalfarotto e dallo stesso Zan nel testo presentato alla camera il 4 luglio 2018, si. Vogliamo allargare i diritti o accontentarci di una bandierina? Io non ho dubbi su cosa fare".

Ddl Zan, il M5s in crisi di identità prova a fare la voce grossa

"Gli emendamenti presentati da Italia Viva" alla legge contro l'omotransfobia "suonano come un tentativo di affossare la legge. Pensare infatti di eliminare i termini ‘orientamento sessuale’ e ‘identità di genere’ e tornare alla definizione di omofobia e transfobia rischierebbe di farci compiere un altro passo indietro, come già accaduto in passato". Queste, in una nota, le parole dei parlamentari e i parlamentari del Movimento 5 Stelle del gruppo Pari Opportunità.

"Negli anni scorsi infatti i disegni di legge per il contrasto all’omotransfobia si fermarono proprio perché le espressioni usate per identificare il movente d’odio, quindi omofobia e transfobia, non vennero ritenute abbastanza precise per garantire la determinatezza del precetto penale, come peraltro ha ricordato recentemente anche il professore di Diritto pubblico comparato dell'Università La Sapienza Angelo Schillaci", ricordano i pentastellati.

Infine: "Alla luce di questa riflessione, quanto sta facendo Italia Viva appare semplicemente come un bieco tentativo di dare una sponda alla destra e fare in modo che questa legge - fondamentale - non veda proprio la luce. Come MoVimento 5 Stelle non lo permetteremo, la legge contro l’omotransfobia non può più aspettare. Italia Viva dica se sta con la comunità Lgbti o se la sta usando per tornaconto politico. Perché tutto indica questa seconda ipotesi".

Ddl Zan in Senato, Salvini: "No ideologia, bavagli o bimbi coinvolti"

Oggi il leader della Lega Matteo Salvini ha rilanciato la sua proposta di modifica del testo, con un appello ai partiti: “Condividiamo entro domani un testo senza ideologia, bavagli e bimbi coinvolti”. E al Partito democratico: “Spero che Letta e il Pd non insistano nella loro strada solitaria perché rischiano di affossare totalmente e definitivamente la legge”.

Per adesso però sembra che il M5s e il Pd rispondano compatti: “L’appello di Salvini non cambia nulla”, ha detto il vicepresidente dei senatori dem Franco Mirabelli. “La lega ha bloccato il ddl Zan, non mi pare che siano credibili questi appelli. Andiamo in Aula il 13 e vediamo, ognuno si prenderà le sue responsabilità”.

“Ricordo che nel percorso della legge contro l’omotransfobia il Movimento 5 stelle ha sempre dato prova di grande determinazione e lealtà”, ha detto il capogruppo 5 stelle Ettore Licheri. “Il M5s ha una parola sola e nessuno può permettersi di insinuare dubbi sulla nostra compattezza o, peggio, preparare colpi bassi per il giorno della votazione in aula del Senato. Il disegno di legge Zan è nato alla Camera anche grazie al lavoro del Movimento 5 stelle, che aveva una sua proposta integralmente confluita nel testo approvato e frutto di un’accurata mediazione che abbiamo condotto con senso di equilibrio. Siamo sempre stati i difensori di tutti diritti e lo saremo soprattutto ora che Italia Viva pensa di giocare di tattica sulla pelle dei più fragili”.

Ddl Zan in Senato, Piazzoni: "Oggi Renzi ufficializza svendita delle persone Lgbtq+"

"Oggi Renzi ufficializza la svendita delle persone lgbti+ nel suo mercato con Matteo Salvini: un fatto vergognoso, che lo rende connivente con i peggiori omofobi della nostra classe politica”, ha detto Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: “La notizia era nell’aria da tempo, ma fino all’ultimo abbiamo voluto sperare che questa retromarcia fosse evitata, quantomeno per difendere la dignità degli stessi esponenti di Italia Viva, a partire dalla ministra Elena Bonetti, che ha diretto la cabina di regia del gruppo bicamerale che ha redatto il testo di legge, fino all’onorevole Lucia Annibali, che ha contribuito ad emendarlo alla Camera. In nome di un accordo ormai evidente con la Lega, Matteo Renzi sacrifica le persone lgbti+ e la credibilità dei suoi stessi parlamentari, oggi incredibilmente silenti. Proprio ai parlamentari, in particolare ai senatori, rivolgiamo un accorato appello: portate la legge in aula così com’è e approvatela, contraddicendo gli ordini del senatore fiorentino e seguendo la vostra coscienza. Da settimane i nostri Pride urlano questa richiesta, non possono girare la testa dall’altra parte”, conclude Piazzoni.

L’ex maggioranza giallorossa deve però fare i conti con l’ostruzionismo di Italia Viva, che anche oggi per bocca del suo leader, Matteo Renzi, ha ribadito la necessità di modificare il testo della legge Zan: “Siamo di fronte a una legge che, così come è, verrebbe affossata dai voti segreti”, dice a La Repubblica. Concetto ribadito dalla capogruppo alla Camera, Maria Elena Boschi, che indica il ritorno al testo di legge proposto da Scalfarotto, come unica via d’uscita. “Lega e Fdi votino quelle modifiche”.

Via dal testo Zan il termine ‘identità di genere’ e ritorno alla definizione contenuta nel ddl a firma dell’attuale sottosegretario agli Interni, che parlava di omofobia e transfobia. Inoltre Iv punta a ribadire il rispetto ‘dell’autonomia scolastica’, lasciando libertà di scelta agli istituti in merito alle iniziative contro l’omofobia da svolgere in classe. Emendamenti, che a quanto trapela, verranno raccolti dal presidente della Commissione Giustizia, Andrea Ostellari, che punta poi a fare una sua sintesi, raccogliendo il contributo di tutti i gruppi.

Ddl Zan e omofobia, Meloni: "Governo ipocrita"

Giorgia Meloni ha parlato ospite del Caffè della domenica di Maria Latella su Radio24."“Mi sta bene che Draghi abbia firmato dei documenti con altri Stati Europei contro le leggi discriminatorie contro i diritti Lgbt presi in Ungheria ma lo trovo ipocrita”, ha aggiunto.

"Non stiamo lavorando a una fusione tra i Conservatori e riformisti europei e Identità e democrazia di cui fa parte per esempio la Lega e Rassemblement National di Marie Le Pen”, ha poi concluso Giorgia Meloni aggiungendo: “Il documento a cui stiamo lavorando non va in questa direzione".

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x