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cronaca

Milano: giudice chiese di indagare su poliziotto Rogoredo, ombre su arresto per spaccio

30 Gennaio 2026

Milano, 30 gen. (Adnkronos) - La giudice di Milano Maria Gaetana Rispoli ha chiesto, in una sentenza del dicembre 2024, di trasmettere gli atti relativi a un arresto per spaccio alla Procura di Milano per approfondire quanto messo a verbale dall'assistente capo della polizia Carmelo Cinturrino, ora indagato per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri ucciso con un colpo di pistola durante un controllo antidroga. Un verdetto su cui, alla luce di quanto accaduto lunedì scorso nell'area di Rogoredo, sta indagando la Procura.

Nel giudizio per direttissima sull'arresto del ventenne tunisino fermato per spaccio e assolto "per non aver commesso il fatto", centrali diventano le immagini delle telecamere nell'area di piazzale Gabriele Rosa, in zona Corvetto. All'esito dell'istruttoria il Tribunale ritiene che "non sia stata raggiunta la prova" su chi aveva la droga (2,5 grammi di cocaina) sequestrata dagli agenti. Nelle motivazioni si rileva che, nel verbale d'arresto e nella successiva relazione redatta dalla polizia giudiziaria, "sono contenute numerose affermazioni che non coincidono con quanto si può invece vedere dalle immagini delle telecamere di sorveglianza posizionate nelle zone d'interesse". In particolare, "non sarebbe stato possibile per l'assistente capo Cinturrino notare la consegna di una banconota all'imputato da parte di un ipotetico acquirente (non identificato) poiché non solo era il guidatore della vettura della Polizia ma anche perché i movimenti dell'auto erano incompatibili con la predetta visione". Sempre dall'analisi dei filmati, il giovane - già noto alle forze dell'ordine - risultava all'angolo tra piazzale Rosa e viale Martini insieme a un altro gruppo di ragazzi. "Non corrisponderebbe al vero nemmeno che gli operanti sarebbero immediatamente scesi dalla vettura di servizio per inseguire i due soggetti" si evidenzia.

"La scarsa attendibilità" è legata anche al fatto che nel verbale è riportato che il ventenne aveva una banconota da venti euro nella tasca della giacca ma dalla visione dei filmati del negozio "si nota chiaramente che il denaro rinvenuto era occultato all'intero della cover del telefono". Anche l'azione di lanciare l'involucro di cocaina per disfarsene risulta "impossibile poiché le vetrine del locale, come inequivocabilmente si nota dalla visione delle immagini, sono oscurate dalla presenza di scaffali pieni di prodotti destinati alla vendita". Il giudice aveva quindi disposto la trasmissione degli atti alla Procura "per la valutazione di eventuali condotte penalmente rilevanti che possano emergere nei confronti dell'appartenente alle forze dell'ordine che ha redatto il verbale d'arresto e la successiva relazione". Dello sviluppo del fascicolo sul sospetto falso, al momento, non si hanno notizie in Procura.

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