Mps, Consob giudica irrilevanti le obiezioni della banca, confermata la validità di tutte e tre le liste per il CdA

Il Ceo uscente Luigi Lovaglio resta in corsa per la riconferma contro Fabrizio Palermo sostenuto da Caltagirone; in gioco 700 milioni di sinergie e 16 miliardi di dividendi in 5 anni

La Consob ha definito "irrilevanti le contestazioni sollevate da Monte dei Paschi di Siena (MPS) in merito alla lista presentata dal socio Plt Holding, confermando la piena validità delle tre liste per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione". Le obiezioni erano state presentate giovedì 26 marzo alla Consob, alla BCE e alla Banca d’Italia, generando dubbi sulla legittimità delle candidature.

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Fonti della vigilanza hanno sottolineato che la valutazione non è meramente preliminare: tutte e tre le liste risultano compatibili con il quadro normativo di riferimento, in particolare con il TUF e il Regolamento Emittenti.

Tre liste per il rinnovo del CDA

Il rinnovo del board di MPS vede la competizione tra tre liste principali:

  1. Lista Lovaglio-Tortora (Plt Holding) – guidata dall’uscente CEO Luigi Lovaglio, che punta alla riconferma, sostenuta da Pierluigi Tortora di Plt Holding. La lista è focalizzata sulla continuità nella gestione dei cantieri e sull’esecuzione del piano industriale.
  2. Lista Palermo-Caltagirone – sostenuta dal CDA uscente e dal costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone, con Fabrizio Palermo, già AD di Acea, candidato alla carica di CEO, puntando al rafforzamento strategico e alla governance internazionale.
  3. Lista di minoranza – promossa da Assogestioni, rappresenta gli investitori istituzionali non allineati con le due principali liste di maggioranza.

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Interlocuzioni con Consob e BCE

A seguito dei dubbi sollevati, la banca senese ha effettuato rettifiche e chiarimenti in coordinamento con Consob e BCE, ribadendo che tutte le liste possono essere regolarmente votate dagli azionisti. La trasparenza informativa è stata ritenuta cruciale in vista della prossima assemblea del 15 aprile, anche per permettere ai proxy advisor di indirizzare correttamente le proprie raccomandazioni di voto.

La contesa tra Lovaglio e Palermo

La sfida per la leadership della banca oppone l’attuale CEO Luigi Lovaglio, sostenuto da Plt Holding, a Fabrizio Palermo, candidato CEO della lista supportata dal CdA uscente e da Caltagirone.

Lovaglio, pur essendo stato sospeso dalle deleghe di Direttore Generale dal CdA presieduto da Nicola Maione, rimane membro del consiglio e sta avviando colloqui con investitori e proxy advisor, tra cui ISS e Glass Lewis, per consolidare il supporto alla propria lista.

Palermo, rappresenta, secondo Rocca Salimbeni, una linea di "continuità strategica con l’attuale CdA e mira a rafforzare la governance e la redditività della banca attraverso una gestione più strutturata delle sinergie derivanti dal piano industriale".

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Le poste in gioco: fusione, sinergie e piano industriale

In gioco ci sono circa 700 milioni di sinergie legate al completamento della fusione con Mediobanca e l’esecuzione del piano industriale, che promette 16 miliardi di euro di dividendi ai soci nei prossimi cinque anni. La "continuità" del CEO uscente è considerata da Plt Holding cruciale per la gestione dei cantieri in corso e per l’esecuzione dei progetti strategici.

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