Campari risultati 2025, ricavi per €3,05 mld (+2,4%), utile a €386 mln (+2,7%), EBITDA di €785 mln (+7,6%), debito netto a €1,96 mld
Il Gruppo ha proposto un dividendo di 0,10 euro (+54%), payout ratio del 35%; il programma di contenimento dei costi fissi (SG&A) ha permesso di compensare l'impatto dei dazi USA e di incrementare gli investimenti in pubblicità e promozione (A&P)
Campari ha approvato i conti del 2025 chiudendo l'anno con vendite nette per 3,05 miliardi di euro (+2,4% organico), trainate dalle performance degli aperitivi e della tequila nonostante le sfide macroeconomiche e l'uragano in Giamaica. L'EBITDA rettificato è salito a 785 milioni di euro (+7,6% organico), con un margine del 25,7%, mentre l'utile netto rettificato ha raggiunto i 386 milioni di euro (+2,7%). Risultato d'eccellenza sul fronte finanziario con il debito netto sceso a 1,96 miliardi di euro, portando il rapporto leva a 2,5x con un anno di anticipo sui target; il Gruppo ha inoltre proposto un dividendo di 0,10 euro (+54%), confermando la fiducia in un 2026 di ulteriore espansione organica e disciplina di bilancio.
Analisi dei ricavi e performance organica nel 2025
Il Gruppo Campari ha chiuso l'esercizio 2025 con vendite nette pari a 3.051 milioni di euro, registrando una crescita organica del +2,4%. Nonostante un contesto operativo complesso, il Gruppo ha mostrato resilienza con una crescita diffusa in 24 paesi e in tutte le principali categorie di brand. Al netto dell'impatto straordinario dell'uragano in Giamaica, la crescita sottostante si attesta al +3%. Il dato su base riportata segna invece un lieve calo del -0,6%, influenzato principalmente da un effetto cambio negativo del -3,0%, mentre l'impatto del perimetro (che include l'integrazione di Courvoisier al netto delle dismissioni) è stato del +0,1%.
Redditività operativa e gestione dei margini
Gli indicatori di redditività hanno evidenziato una crescita superiore a quella dei ricavi. L'EBIT rettificato è salito a 637 milioni di euro, con un aumento organico del +5,4% e un margine sulle vendite del 20,9%. L'EBITDA rettificato ha raggiunto i 785 milioni di euro (+7,6% organico), attestandosi al 25,7% delle vendite. Il miglioramento della marginalità è stato sostenuto dal programma di contenimento dei costi fissi (SG&A), che ha permesso di compensare l'impatto dei dazi USA e di incrementare gli investimenti in pubblicità e promozione (A&P) per sostenere il posizionamento dei brand globali, in particolare aperitivi e tequila.
Utili, dividendi e generazione di cassa
L'utile netto rettificato del Gruppo si è attestato a 386 milioni di euro (+2,7%), mentre l'utile netto riportato ha raggiunto i 346 milioni di euro, segnando un incremento del +71,7% rispetto all'anno precedente. Grazie a una forte generazione di cassa (flusso di cassa libero ricorrente di 571 milioni di euro), il Consiglio di Amministrazione ha proposto un dividendo di 0,100 euro per azione, in aumento del +54% rispetto al 2024. Tale proposta riflette un payout ratio del 35% e la fiducia del Gruppo nella propria capacità di generare valore per gli azionisti mantenendo flessibilità finanziaria.
Riduzione del debito e struttura patrimoniale
Uno dei risultati più significativi del 2025 riguarda l'accelerazione del deleverage finanziario. Il rapporto tra debito netto ed EBITDA rettificato è sceso a 2,5 volte al 31 dicembre 2025, un risultato raggiunto con un anno di anticipo rispetto ai piani, dopo aver toccato un picco di 3,6 volte nel settembre 2024 a seguito dell'acquisizione di Courvoisier. L'indebitamento finanziario netto totale è risultato pari a 1.958 milioni di euro, in calo di 419 milioni rispetto alla fine del 2024, beneficiando del forte flusso di cassa operativo e dei proventi derivanti dalle dismissioni di asset non strategici.
Strategia di portafoglio e prospettive 2026
Il Gruppo ha proseguito la razionalizzazione del portafoglio attraverso la cessione di marchi non core (come Cinzano, Averna e Zedda Piras), incassando oltre 210 milioni di euro complessivi. Per il 2026, Campari si attende una prosecuzione della crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività, nonostante il persistere dei dazi negli Stati Uniti (stimati in un impatto di circa 30 milioni di euro). La strategia si focalizzerà su "poche grandi scommesse" e sull'espansione geografica, supportata da una nuova struttura organizzativa per aree (Europa, Nord America, Asia-Pacifico e Mercati in via di sviluppo).
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Le dichiarazioni di Simon Hunt, Ceo di Campari
"Nel 2025 abbiamo gestito la complessità con resilienza, registrando una solida crescita organica sia nelle vendite che nella redditività e, al contempo, affinando la nostra direzione strategica. Il nostro team di "Camparisti" ha fatto sì che i nostri brand sovraperformassero e guadagnassero quote di mercato in quasi tutti i mercati globali, con una crescita estesa a 24 paesi e a tutte le nostre categorie di marca (brand houses). Il forte slancio commerciale e l'accelerazione del processo di riduzione del debito (deleverage), avvenuta con un anno di anticipo rispetto ai piani, ci hanno permesso di incrementare il pagamento dei dividendi per aumentare ulteriormente la remunerazione degli azionisti, mantenendo al contempo la nostra flessibilità finanziaria.
Guardando al 2026, su base organica, prevediamo una crescita costante delle vendite sottostanti e un miglioramento della redditività. Guidati dalla nostra missione di conquistare il momento del primo drink condiviso, ogni giorno e ovunque, restiamo pienamente fiduciosi di poter offrire una crescita a lungo termine capace di incrementare i margini e generare cassa, focalizzandoci su nuovi formati per nuove occasioni, su un minor numero di scommesse ma di maggiore portata (fewer bigger bets) e su un'accelerata espansione geografica, garantendo sempre una continua disciplina di bilancio".