Kasanova, riaperto dossier salvataggio; dopo il ritiro di OVS spunta l'interesse dalla società napoletana Pamaf

Istanza al Tribunale di Monza per la regolazione della crisi e misure protettive dai creditori; sul tavolo 1 piano alternativo con Pamaf dopo il passo indietro di Ovs e il peggioramento dei conti

Kasanova S.p.A. prova a riaprire il dossier salvataggio e, dopo il passo indietro di OVS S.p.A., individua un possibile “piano B” nell’interesse manifestato dalla napoletana Pamaf S.r.l.. La società attiva nella vendita di articoli per la casa ha presentato al Tribunale di Monza istanza di accesso alla composizione negoziata della crisi con richiesta di misure protettive nei confronti dei creditori, nel tentativo di congelare le esposizioni e preservare la continuità aziendale.

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La richiesta di protezione e il perimetro della crisi

L’istanza depositata a Monza punta a ottenere uno scudo temporaneo contro azioni esecutive e cautelari, consentendo al management di negoziare con il ceto creditorio un piano di risanamento. La procedura si inserisce nel quadro del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e rappresenta uno strumento sempre più utilizzato nel retail, comparto che negli ultimi anni ha sofferto per compressione dei margini, incremento dei costi energetici e rallentamento dei consumi.

Secondo le informazioni disponibili, la tensione finanziaria di Kasanova si sarebbe aggravata negli ultimi mesi, complice un calo della redditività operativa e una struttura dei costi rigida, in particolare per affitti e logistica. Il ricorso alle misure protettive segnala l’urgenza di una ristrutturazione del debito e di un rafforzamento patrimoniale.

Il passo indietro di Ovs

Il dossier era stato al centro dell’interesse di Ovs, che aveva presentato un’offerta vincolante finalizzata a un’operazione di acquisizione o integrazione industriale. Tuttavia, il gruppo veneto ha successivamente ritirato la proposta a fronte di un peggioramento del quadro economico-finanziario della target.

Il ritiro è un indicatore rilevante per il mercato: evidenzia come, in un contesto di tassi ancora elevati e maggiore selettività degli investitori, operazioni di turnaround nel retail richiedano visibilità sui flussi di cassa e un livello di indebitamento sostenibile. Il venir meno dell’interesse di un player quotato ha inevitabilmente aumentato la percezione di rischio attorno al dossier.

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Pamaf si propone come “cavaliere bianco”

In questo scenario si inserisce Pamaf, realtà imprenditoriale con base a Napoli, che avrebbe manifestato disponibilità a intervenire come investitore o partner industriale. Il ruolo di “cavaliere bianco” presuppone un apporto di nuova finanza e un piano industriale credibile, capace di rilanciare il marchio e razionalizzare la rete commerciale.

Dal punto di vista finanziario, l’operazione potrebbe articolarsi in una combinazione di aumento di capitale, rinegoziazione del debito e possibile revisione del perimetro degli asset, inclusa la chiusura dei punti vendita meno performanti. Centrale sarà la capacità di Pamaf di sostenere il fabbisogno circolante e garantire continuità nei rapporti con fornitori e istituti di credito.

Impatti su occupazione e filiera

Kasanova rappresenta un operatore storico nel segmento casa e complementi d’arredo, con una presenza capillare sul territorio nazionale. Un eventuale piano di ristrutturazione avrà inevitabili riflessi sull’occupazione e sulla filiera dei fornitori, in particolare nei distretti produttivi legati al tessile casa e agli articoli per la cucina.

La concessione delle misure protettive da parte del Tribunale di Monza sarà quindi un passaggio chiave per stabilizzare il quadro e avviare un confronto strutturato con i creditori. I tempi della giustizia commerciale e la qualità del piano industriale saranno determinanti per evitare scenari liquidatori.

Un test per il retail italiano

Il caso Kasanova si inserisce in una fase di profonda trasformazione del commercio al dettaglio, segnata da digitalizzazione, pressione promozionale e polarizzazione dei consumi. Per il sistema Paese, ogni operazione di salvataggio rappresenta non solo una vicenda aziendale, ma anche un banco di prova per l’efficacia degli strumenti di gestione della crisi.

Se Pamaf riuscirà a strutturare un intervento credibile sotto il profilo finanziario e industriale, il “piano B” potrà trasformarsi in un’opportunità di rilancio. In caso contrario, il rischio è quello di un ulteriore ridimensionamento del settore, con effetti a catena su occupazione, credito e fiducia degli investitori.